Il 13 gennaio 2026 esce per Feltrinelli “Il nido del corvo”, l’atteso nuovo romanzo di Piergiorgio Pulixi, una delle voci più autorevoli della crime fiction italiana contemporanea. Pubblicato nella collana Narratori noir, il libro si propone di allargare l’universo narrativo inaugurato con “La donna nel pozzo” e di introdurre una nuova coppia di indagatori indimenticabili.
Un thriller che mescola giallo, noir, noir psicologico e tensione narrativa con una Sardegna sospesa tra paesaggi brulli e lande desolate, sullo sfondo di casi tanto inquietanti quanto meticolosamente orchestrati.
Piergiorgio Pulixi lo scrittore italiano più acclamato nel panorama gialli
“Il nido del corvo” si presenta come uno dei debutti più interessanti del 2026 nel panorama noir italiano, capace di espandere un universo narrativo già amato e di aggiungere nuova profondità alla scrittura di Piergiorgio Pulixi.
È un libro che promette di parlare ai lettori appassionati di crime fiction, ma anche a chi cerca storie che esplorano l’oscurità dell’animo umano senza scadere in facili sensazionalismi.
Un titolo da seguire con attenzione fin dal suo arrivo in libreria, e destinato, se mantenesse le premesse narrative descritte, a diventare un nuovo riferimento nel genere.
Chi è Piergiorgio Pulixi
Piergiorgio Pulixi (Cagliari, 1982) è uno degli autori italiani di noir e crime più apprezzati del panorama europeo. Allievo del collettivo Sabot creato da Massimo Carlotto, Pulixi ha firmato libri che lo hanno portato a essere tradotto in oltre venti paesi e a ottenere numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Scerbanenco, uno dei più importanti riconoscimenti italiani per il noir e il thriller.
La sua produzione include la saga del poliziotto Biagio Mazzeo, iniziata con “Una brutta storia” (Premio Miglior Noir del 2012 per i blog Noir italiano e 50/50 Thriller nonché finalista al Premio Camaiore 2013) e proseguita con romanzi come “La notte delle pantere” (Premio Glauco Felici 2015) e “Per sempre“.
Nel 2014 ha pubblicato anche per Rizzoli romanzi come “Padre Nostro” e il thriller psicologico “L’appuntamento“…, consolidando il suo stile ricco di tensione e introspezione psicologica.
Pulixi è oggi considerato una delle voci più forti del noir italiano contemporaneo, capace di coniugare suspense, rigore investigativo e profondità emotiva in una prosa incisiva e cinematica.
“Il nido del corvo”
Non essendo ancora presenti recensioni critiche sul romanzo, che uscirà nei primi mesi del 2026, in questo articolo ci concentriamo sul profilo dell’autore e sulla potenza narrativa della trama così come descritta nelle schede ufficiali disponibili sui principali cataloghi editoriali e di vendita.
“Una nuova coppia di indagatori indimenticabili. Un universo crime in espansione. Un autore che cambia le regole del gioco.”
Il Libro
“Il nido del corvo” si apre con un caso inquietante: sei mesi dopo la scomparsa di Angela Floris, il suo cellulare si riaccende in un luogo isolato della Penisola del Sinis, in Sardegna. Qui gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi trovano qualcosa di agghiacciante: una mano femminile in perfetto stato di conservazione, come fosse un macabro trofeo.
La premessa non è solo un giallo: è una sfida narrativa che trasforma il delitto in un linguaggio, un duello perverso tra detective e criminale che si annida nella psicologia dell’assassino. Questo non uccide per uccidere, ma studia, contempla, colleziona come un artista ossessionato dalla perfezione. Una figura che si muove nei chiaroscuri dell’anima umana e nella tensione tra ordine e caos.
Il romanzo intreccia indagine procedurale, noir psicologico e introspezione personale. Corvo è descritto come un uomo con una “mentalità da monaco guerriero”, ancorato alla famiglia e alla fede per tenere a bada antichi traumi, mentre Zardi è un’anima in tempesta, capace di gestire l’azzardo più estremo sia nella vita che nella professione.
Questa dualità tra i due protagonisti non è solo un contrasto caratteriale: diventa il motore emotivo e narrativo del libro, permettendo a Pulixi di esplorare temi complessi come trauma, identità e fiducia, pur restando all’interno delle regole del thriller contemporaneo.
Sullo sfondo, il paesaggio sardo, tra stagni di sale e campagne desolate, crea un’atmosfera sia tangibile che simbolica: un luogo in cui la natura selvaggia riflette la oscurità interiore dei personaggi e l’inquietudine del caso.
Questa struttura narrativa fa di Il nido del corvo non solo un thriller giallo, ma un’esperienza immersiva che porta il lettore “dentro” i personaggi e la loro lotta con un male che non è mai solo esterno, ma sempre interno, psicologico, umano.
