Il Festival èStoria e la Grande Guerra

I piccoli grandi eventi della Prima Guerra Mondiale raccontati da Ian Beckett

Èstoria 2014 ha scelto di intitolarsi Trincee e di raccontare la Grande Guerra e cosi Gorizia, la città che ospita da dieci anni la manifestazione e che ha vissuto sulla propria pelle questo evento...

GORIZIA -Il Festival èStoria ha scelto di intitolarsi Trincee e di raccontare la Grande Guerra e cosi Gorizia, la città che ospita da dieci anni la manifestazione e che ha vissuto sulla propria pelle questo evento,  dal 22 al 25 maggio è diventata il centro nevralgico del primo conflitto mondiale. A cominciare da La prima guerra mondiale Dodici punti di svolta (Einaudi) che lo storico inglese Ian Beckett ha analizzato in una conversazione con William Ward sabato 24 maggio. Gli eventi più rilevanti della Grande Guerra, per lo storico britannico, non si sono verificati semplicisticamente nei soli campi di battaglia o nell’opera delle diplomazie del Foreign Office o del Quai d’Orsay: ciò che conta sono i sentimenti e le mentalità dei popoli . Soffermandosi su episodi sia celebri sia pressoché dimenticati, l’autore racconta la storia della Grande Guerra da una prospettiva inedita, sottolineando di volta in volta il ruolo del caso come quello della strategia, episodi giganteschi o apparentemente poco rilevanti, la dimensione sociale come quella militare e l’evento di lungo periodo come quello che esaurisce rapidamente la sua portata storica.

LA PROPAGANDA ATTRAVERSO I DOCUMENTARI – In particolare, Ian Beckett si sofferma sull’uso ancora avanguardistico delle immagini filmate. Il cinema in realtà aveva fatto la sua apparizione prima del conflitto, ma la capacità di manipolare il medium a fini propagandistici fu compresa soltanto in seguito. The Battle of the Somme ebbe una grande diffusione in Inghilterra, esercitando un influsso decisivo nel dar forma alla memoria popolare della guerra rispetto all’arte bellica ufficiale. “Documentari – ricorda Beckett- era già usciti in occasione della guerra anglo –boera , ma con scene fittizie . The Battle of the Somme invece è il primo realizzato “ in presa diretta” e suscitò moltissima emozione. Ma questa non fu l’unica innovazione tecnologica ad essere sperimentata durante la prima guerra mondiale  per poi trovare più larga e decisiva applicazione nel conflitto successivo’.

LE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE – Questo fu il caso del carro armato : l’idea era quella di trasformare il vecchio trattore a vapore in uno strumento bellico, ma i primi tentativi andarono a vuoto . Su 478 carri armati realizzati solo 6 rimasero integri . Analogo fu il caso dell’iprite che prese il nome dalla città di Ypres dove venne sperimentato dai tedeschi nel 1917, la produzione su scala industriale in Francia e in Inghilterra iniziò l’anno successivo e ancora l’impiego dei sottomarini, anche se in forma limitata, il cui risvolto venne compreso solo in un secondo momento. Ed infine i bombardamenti aerei , già usati dall’Italia in Libia nel 1911: fu l’effetto psicologico ad essere devastante . “La gente usciva in massa- ricorda Beckett – e diventava così facile bersaglio”.

L’ALLAGAMENTO DELLE FIANDRE – La guerra insomma – tiene a sottolineare Beckett – è di per sé un enorme agente di trasformazione, ma lo storico inglese  ci mostra che gli sviluppi storici piú significativi non si verificarono solo sui campi di battaglia o nei palazzi del potere, bensí anche nei cuori e nelle mentalità dei popoli. Ed è inoltre possibile che, per diverse epoche e diversi paesi, i momenti decisivi della Grande Guerra non siano sempre e necessariamente gli stessi.  In particolare nel primo capitolo del libro, Il conquistatore silenzioso, Beckett pone l’attenzione sull’inondazione dell’Yser, il 20 ottobre 1914. L’allagamento belga sulla costa delle Fiandre, avvenuta tra il 20 e il 31 ottobre 1914, fu per Beckett uno dei principali momenti di svolta del conflitto mondiale. I tedeschi avevano conquistato Anversa, Ostenda e Zeebrugge, ed erano pronti a impadronirsi dei porti di Calais e Dunkerque, sulla Manica. Se ci fossero riusciti, gli effetti sarebbero stati gli stessi del 1940, e cioè avrebbero portato all’imminente sconfitta del Belgio e della Francia e costretto all’evacuazione la British Expeditionary Force, lasciando la Gran Bretagna vulnerabilissima a un’invasione da parte dei tedeschi. Invece, fu l’inizio di quattro anni di impasse. Naturalmente, ci sono momenti di svolta militari in ogni conflitto. Ma le grandi battaglie della Somme o di Verdun sul fronte occidentale potrebbero non essere gli eventi più importanti. Per questo motivo Beckett analizza una disfatta militare, apparentemente poco decisiva, sullo scenario mediorientale: lo sbarco degli Anzac a Gallipoli, nell’aprile 1915. Quello fu un punto di svolta molto più significativo per la cultura contemporanea. Stabilì un vero senso d’identità antipode per australiani e neozelandesi, con aspetti culturali e politici duraturi a dimostrare, una volta in più, l’importanza di eventi spesso dimenticati.

Alessandra Pavan

26 maggio 2014

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