I dieci libri che reinterpretano i grandi classici della letteratura

''I bravi artisti copiano, i geni rubano'', recita una frase attribuita dalla tradizione a Picasso. Certamente, è pratica comune per qualsiasi artista, anche per gli scrittori, ''prendere a prestito'' spunti e idee dai propri predecessori...
Da “La cugina americana” di Francesca Segal a “Longbourn” di Jo Baker, ecco i dieci libri ispirati ai classici della letteratura, di cui sono prequel, sequel o rifacimenti, raccomandati dal magazine americano Kirkus
 
MILANO – “I bravi artisti copiano, i geni rubano”, recita una frase attribuita dalla tradizione a Picasso. Certamente, è pratica comune per qualsiasi artista, anche per gli scrittori, “prendere a prestito” spunti e idee dai propri predecessori. Ma sono solo i grandi a riuscire a fare dello spunto sottratto all’opera altrui qualcosa di completamente nuovo e personale – questo è il senso dell’affermazione del geniale pittore. Il magazine americano Kirkus, dedicato alle recensioni di libri, ha recentemente pubblicato un articolo, ripreso anche dall’Huffington Post, in cui proprio di “furti” letterari si parla. Si propongono infatti 10 libri basati su grandi classici del passato, di cui costituiscono il prequel o il sequel, oppure un rifacimento ambientato ai nostri giorni. Ecco qui di seguito la lista: molti di questi purtroppo sono disponibili soltanto in edizione inglese. Chissà che qualche editore non se ne accorga…
 
“La cugina americana” di Francesca Segal
Questo brillante romanzo d’esordio dell’autrice è ispirato a “L’età dell’innocenza” di Edith Wharton, di cui costituisce una sorta di rovesciamento. Il libro Premio Pulitzer della scrittrice americana raccontava della rigida società newyorkese di fine Ottocento – rappresentata dal giovane avvocato Archer, fidanzato con May – contrapposta a un’emancipata aristocrazia europea – di cui fa parte Ellen Olenska, cugina di May, della quale Archer si innamora. Il romanzo di Francesca Segal è ambientato invece a Hampstead Garden, il quartiere della borghesia ebraica londinese dove vivono Adam e Rachel, ai giorni nostri. La vita di Adam, conforme alle ferree regole della comunità, viene turbata dall’arrivo in città di Ellie, newyorkese bella e anticonformista.
 
“American Gods” di Neil Gaiman
Il protagonista di “American Gods”, Shadow, sta per tornare in libertà dopo tre anni di prigione, quando viene a sapere della morte misteriosa della moglie e del suo migliore amico. Sull’aereo che lo riporta a casa l’uomo riceve una proposta di lavoro da un tipo piuttosto enigmatico, Mister Wednesday, che gli propone di diventare la sua guardia del corpo. Shadow scoprirà che si tratta in realtà del dio nordico Odino, che sta riunendo gli dei antichi per muovere guerra alle nuove divinità, che vogliono prendere il loro posto. La stampa anglosassone dice del libro che è “un magico tour attraverso le mitologie di tutte le culture, una storia d’amore unica e commovente”.
 
“Io sono Achille” di David Malouf
“Uno splendido compendio creativo di eventi passati che ancora riverberano”, scrive la stampa straniera. Qui lo scrittore australiano ripercorre e reinventa gli eventi della guerra di Troia, il terrore e l’esaltazione della battaglia e della morte. In particolare, ritorna sull’uccisione di Ettore per mano di Achille e sul cammino, nottetempo, del re troiano Priamo verso l’accampamento dell’eroe nemico per farsi restituire il cadavere del figlio. I personaggi messi in scena sono molto umani, animati entrambi da un forte senso paterno, dalla consapevolezza della brevità della vita e dal sentimento della propria mortalità.
 
“Strega. Cronache dal Regno di Oz in rivolta” di Gregory Maguire
Il libro è un prequel de “Il mago di Oz”. Qui Maguire racconta la storia del Regno prima dell’arrivo di Dorothy e della sua compagnia. Con quest’opera lo scrittore, noto autore per bambini, firma un libro capace di catturare non solo i lettori più piccoli ma anche gli adulti. “Riservate un posto sul vostro scaffale tra Alice e Lo Hobbit” – è il consiglio riportato da Kirkus –, “è un posto ben meritato”.
 
“Le ore” di Michael Cunningham
“Le ore” di Cunningham è la storia di tre donne. Sono Clarissa Vaughan, un editor newyorkese di oggi, Laura Brown, una casalinga californiana dell’immediato dopoguerra, e, prima tra tutte, la grande scrittrice Virginia Woolf, ritratta a un passo dal suicidio, nel 1941, e poi, a ritroso nel tempo, mentre gioca col demone della sua scrittura. Il libro è un sequel ideale dell’opera della grande scrittrice, di cui conserva il pathos e la genialità.
 
“Havisham” di Ronald Frame
Questo libro, come i successivi, non esiste purtroppo in edizione italiana, ma in attesa che arrivino anche da noi qualcuno si vorrà forse cimentare in una lettura in inglese. Si tratta di un prequel del romanzo di Charles Dickens “Grandi speranze”. Frame mette al centro della sua storia Catherine Havisham, vecchia signora zitella e benestante che in “Grandi speranze”, da quando il fidanzato l’ha lasciata, vive reclusa nella sua dimora, la fatiscente “Satis House”, vestita costantemente in abito da sposa. “Havisham” racconta la vita di questa donna, la cui figura in Dickens resta velata dal mistero.
 
“The Madman’s Daughter” di Megan Shepherd
È la storia de “L’isola del dottor Moreau” di H.G. Wells riscritta dal punto di vista della figlia del dottore. Sulla rivista “Science fiction” definiscono il libro “un’interpretazione non essenziale ma divertente”.
 
“Hester” di Paula Reed
Il libro è il sequel de “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorne e segue la protagonista Hester Prynne dal momento in cui, alla fine del libro, emigra da Boston insieme alla figlia illegittima Pearl verso l’Inghilterra di Oliver Cromwell.
 
“A Thousand Acres” di Jane Smiley
Il libro è un “Re Lear” contemporaneo ambientato nel 20simo secolo, nello Iowa. Qui Smiley racconta dei segreti sepolti all’interno di una famiglia e delle terribili conseguenze che si scatenano quando degli ego feriti si trovano finalmente liberi dalle catene che li trattengono.
 
“Longbourn” di Jo Baker
“Longbourn” è una versione di “Orgoglio e pregiudizio” che propone una prospettiva dei fatti molto diversa da quella che ci è nota. È infatti la storia riscritta dal punto di vista della servitù. “I sequel e i prequel raramente aggiungono qualcosa alla storia”, commenta la stampa americana, “ma l’ispirata versione di Jo Baker ci riesce”.
 
12 novembre 2013
 
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