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I 10 personaggi dei libri più folli della letteratura

La psicopatia è un disturbo ancora poco conosciuto, ma forse proprio per questo esercita un forte fascino sui lettori...

Da Patrick Bateman di ”American Psycho” a Dean Moriarty di ”Sulla strada”, ecco i più famosi personaggi letterari che presentano tendenze psicopatiche ma, forse proprio per questo, sono molto amati dai lettori

MILANO – La psicopatia è un disturbo ancora poco conosciuto, ma forse proprio per questo esercita un forte fascino sui lettori. Tra i maggiori sintomi troviamo l’egocentrismo, il senso di colpa, l’impulsività, tutti tratti che contribuiscono a rendere tormentato, interessante, imprevedibile e affascinante un personaggio. L’Huffington Post ha così deciso di stilare una singolare top ten, quella dei personaggi letterari più famosi che presentano tendenze psicopatiche. Noi ve la riproponiamo qui.

1.    Patrick Bateman da “American Psycho. Mentre per alcuni personaggi è difficile diagnosticare il disturbo per Patrick Bateman non lo è, soprattutto quando discute i suoi omicidi con una compostezza scioccante. L’umorismo tagliente che soggiace all’intero romanzo permette comunque un tenue sorriso durante queste descrizioni.

2.    Sherlock Holmes da “Le avventure di Sherlock Holmes. È stato detto che Sherlock non è uno psicopatico bensì un sociopatico, ma si tratta della stessa cosa. In ogni caso, Sherlock non fatica a piacere alla gente: usa la sua mancanza di emozioni per risolvere crimini, ed è incredibilmente bravo nel farlo.

3.    Amy da “L’amore bugiardo. L’ossessione di Amy nel mantenere un aspetto perfetto le richiede un impegno continuo. Uno dei motivi che la portano a questo è la continua attenzione riversatasi su di lei a causa di una serie di libri per bambini incentrata sulla sua vita. Piuttosto che essere vista come una persona normale, Amy morirebbe.

4.    James Bond da “Casino Royale. La necessità continua di James Bond di trovarsi in situazioni pericolose si lega alle sue tendenza misogine e alla sua incapacità di agire insieme a un compagno. Dall’altro lato, però, abbiamo la sua bellezza e le sue buone maniere, il suo charm e la sua intelligenza scattante. Come non amarlo?

5.    Humbert Humbert da “Lolita. I crimini, e non sono pochi, commessi da Humbert appaiono meno gravi perché compiuti in nome dell’amore e raccontati al lettore con quel linguaggio pieno di fascino che spesso cattura chi legge, impedendo di avere una visione chiara della situazione.

6.    Cersei dalle “Cronache del ghiaccio e del fuoco. Si potrebbe obiettare che Cersei non ha alcun problema ad amare, ma allo stesso tempo è perversa negli appetiti sessuali, oltre a presentare un desiderio di megalomania assolutamente fuori dall’ordinario.

7.    Jay Gatsby da “Il grande Gatsby. L’ossessione di Jay per la povera Daisy non può essere giustificata da un semplice sentimento di amore. Se poi la uniamo alla sua falsa coscienza di sé e all’ossessione per la sua immagine, il passo è breve. Ciononostante Nick, il narratore, nutre simpatia per Gatsby, per cui il lettore tende a perdonargli certe tendenze maniacali.

8.    Becky Sharp da “Vanity Fair. Becky è un’arrampicatrice sociale, che come Jay Gatsby prima di lei dimostra come non sia necessario uccidere per essere degli psicopatici. Usa i suoi amici come mezzi per raggiungere il successo e non si fermerebbe davanti a nulla, ma essendo percepita come un risultato degli errori della società si tende a perdonarla.

9.    Mersault da “Lo straniero (da cui è tratto l’omonimo film di Luchino Visconti). L’apatia mostrata da Mersault nei confronti della morte della madre simboleggia la rivincita dell’individuo nei confronti delle convenzioni dettate dalla società. Lo stesso non vale per le sue continue amnesie o per gli omicidi che compie, che però non impediscono di sentire dell’empatia nei suoi confronti.

10.    Dean Moriarty da “Sulla strada. Dean vive momento per momento, ed è certamente un sostenitore del femminismo dato che abbandona moglie e figlie per girare il continente americano per sedici anni. Per giunta, sembra essere un individuo che necessita di una certa dose di emozioni per vivere senza pensieri, ma piace senza difficoltà al lettore grazie alla spontaneità delle sue scelleratezze.

Gloria Somaini

26 marzo 2014

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