Consigli di lettura

I 10 libri da leggere tra i 20 e i 30 anni

I 10 romanzi che aiutano i giovani a formarsi una prospettiva non condizionata sul mondo. Da Kerouac a Pullman, passando per Sylvia Plath, il giovane Hemingway e Cunningham

MILANO – Per leggere tutti i libri meritevoli non basterebbero dieci vite, su questo siamo tutti d’accordo. Da qualche parte, però, bisognerà pur cominciare. BuzzFeed Entertainment fa l’elenco dei 36 romanzi da leggere assolutamente prima dei trent’anni; libri che – letti a scuola oppure per piacere – aiutano ad avere una prospettiva diversa sul mondo, su quello che c’è lì fuori. Ecco dieci titoli che anche i 20enni italiani dovrebbero leggere, con tanto di motivazione.

“Sulla strada” di Jack Kerouac – Un libro da riscoprire, se l’impressione che ne avete avuto a scuola non è stata buona. Sal Paradise, un giovane newyorkese con ambizioni letterarie, incontra Dean Moriarty, un ragazzo dell’Ovest. Uscito dal riformatorio, Dean comincia a girovagare sfidando le regole della vita borghese, sempre alla ricerca di esperienze intense. Dean decide di ripartire per l’Ovest e Sal lo raggiunge: è il primo di una serie di viaggi che imprimono una dimensione nuova alla vita di Sal. La fuga continua di Dean ha in sé una caratteristica eroica, Sal non può fare a meno di ammirarlo, anche quando febbricitante, a Città del Messico, viene abbandonato dall’amico, che torna negli Stati Uniti.

Trilogia Queste oscure materie di Philip Pullman – Ha detto una volta l’autore: ‘A me interessa parlare di temi importanti: la vita, la morte, l’esistenza di Dio, il libero arbitrio. Il fantastico non è fine a se stesso, ma sostiene e dà corpo al realismo. Non abbiamo bisogno di liste di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, abbiamo bisogno di libri. Non devi è presto dimenticato, C’era una volta durerà per sempre”. Una saga fantasy – composta da “La bussola d’oro”, “La lama sottile” e “Il cannocchiale d’ambra” – molto sottovaluta dal grande pubblico. Se quello che sapete dell’universo di Pullman lo dovete solo al film (deludente), leggere il libro è un dovere.

“Generazione x” di Douglas Coupland – Andy, Dag e Claire sono tre giovani delusi dalla vita che per questo lasciano casa e lavoro. Decidono di addentrarsi nel deserto alla ricerca di un drastico cambiamento, ma le loro esistenze si annulleranno in un regime di racconti, sbronze e lavori precari. Per capire cosa hanno alle spalle molte persone di 40 anni.

“La via principale” di Sinclair Lewis – Una donna ambiziosa e per molti versi difficile viene costretta dalle circostanze (ad esempio l’essere nata nel periodo storico sbagliato, in Minnesota) ad accontentarsi di meno di ciò che desidera. Ma questo non frenerà il suo desiderio di trovare qualcosa di meglio… Come l’ambiente, le condizioni svantaggiose di partenza, il mondo non devono tarpare le nostre ali.

“La campana di vetro” di Sylvia Plath – Pubblicato in origine sotto pseudonimo, questo è il solo romanzo della Plath. Il libro contiene molti elementi auto-biografici, con i nomi di luoghi e persone cambiati per evitare oltraggi. La vita della protagonista Esther Greenwood, dalla borsa di studio a New York per lavorare in un’importante rivista alla depressione e ai tentativi di suicidio. Le vicende di Esther possono parlare alla generazione dei giovani laureati, che non sanno cosa vogliono fare nella vita, non provano entusiasmo per le stesse cose che emozionano i genitori, sono insicuri rispetto al futuro. Questo libro insegna che avere le proprie opinioni, le proprie idee non è una colpa.

“Pastoralia” di George Saunders – Una raccolta di racconti che aiuta a cogliere le contraddizioni dell’America contemporanea. In una indefinita provincia del mondo, dove ogni cosa è vincolata alle decisioni di un insindacabile ‘Ente Supremo’, Saunders allestisce una galleria di personaggi: dai finti cavernicoli di un ‘parco’ per turisti, divisi tra presunte cacce alle cimici e la compilazione quotidiana di questionari sul proprio rendimento e su quello altrui, al bambino in bicicletta che sogna terribili vendette nei confronti dei vicini di casa e finisce ammazzato sotto un’auto, al predicatore invasato, che risolve i contrasti fra i discepoli attribuendoli a una cattiva alimentazione. Un libro che aiuta a essere più compassionevoli verso gli altri, perché mostra quanto sia semplice fare del male.

“Una casa alla fine del mondo” di Michael Cunningham –  Jonathan e Bobby, nel corso della loro difficile adolescenza in Ohio, sono prima amici inseparabili, poi confidenti e amanti. La vita e la maturità li separano, per poi farli rincontrare a New York. Jonathan ora vive con una donna, Clare, la sua amica più cara, la sua compagna più vera. Bobby si trasferisce a casa dei due e, quando comincia una relazione con la ragazza, gli equilibri sentimentali e psicologici dei tre ne vengono lentamente ma inesorabilmente sconvolti. Romanzo di formazione romantico, ribelle, spregiudicato.

“Fiesta (il sole sorgerà ancora)” di Ernest Hemingway – Pubblicato nel 1926, il libro ha consacrato Hemingway, allora ventisettenne, tra i più importanti scrittori americani della ‘generazione perduta’. Basato su una materia ampiamente autobiografica, il romanzo narra le vicende di un gruppo cosmopolita di giovani espatriati, con le loro burrascose inquietudini esistenziali e sentimentali. Un libro che sa restare impresso, che matura dentro chi lo ha letto.

“Le mille luci di New York” di Jay McInerney – Il protagonista, che non viene mai chiamato per nome, è un giovane, originario del Massachussets, che vive a New York. Depresso per il recente divorzio, inizia a frequentare Ted Allagash e altri personaggi equivoci del Lower East Side, che lo portano a perdersi in un vortice di locali malfamati e cocaina. Una storia magistralmente raccontata su cosa vuol dire essere giovani e pensare che la nostra vita non è abbastanza. Forse l’unico libro scritto in seconda persona che funziona davvero.

“Infinite Jest” di David Foster Wallace – L’opera si compone di oltre mille pagine ed è principalmente ambientata a Boston. Pubblicata nel 1996, si svolge in un futuro imprecisato ma non troppo lontano dal periodo in cui fu data alle stampe. Partendo dallo smarrimento di una cartuccia di un film, nel libro si parla di tennis, dipendenza dalle sostanze stupefacenti e programmi di recupero, abusi sui minori, pubblicità e intrattenimento popolare, e molto altro ancora. Perché merita di essere letto? Perché non avrete mai più il tempo per farlo.

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