Giuseppe Tornatore a Collisioni, ”Ecco tutte le pellicole della mia vita”

DAL NOSTRO INVIATO A BAROLO - Ce lo aspettavamo proprio così: calmo, rilassato, sicuro, con quegli occhi segnati di chi ha messo a fuoco tanti primi piani. Varca il palco di Collisioni sorridendo e salutando quel pubblico curioso di vedere il viso di colui che ha dato vita a grandi personaggi cinematografici...

A Collisioni il regista ha presentato il libro tratto dall’omonimo film ”La migliore offerta”

 

BAROLO – Ce lo aspettavamo proprio così: calmo, rilassato, sicuro, con quegli occhi segnati di chi ha messo a fuoco tanti primi piani. Varca il palco di Collisioni sorridendo e salutando quel pubblico curioso di vedere il viso di colui che ha dato vita a grandi personaggi cinematografici.

Il suo modo di parlare affascina e incanta allo stesso tempo: ha una voce bassa, ponderata e, prima di rispondere alle domande, rimane in silenzio alcuni minuti, come per trovare le giuste parole ad una vita fatta di immagini.
Sembra uscito dalla pellicola di uno dei suoi film, verrebbe da pensare, e ascoltando quello che narra con quieta passione al pubblico di Collisioni

IL VERO CINEMA ITALIANO, PIU’ VIVO CHE MAI – Tornatore inizia da un passato remoto, quello in cui i moschettieri della commedia italiana come Mastroianni, Sordi e Manfredi occupavano i set di Cinecittà. Lui, a quei tempi, era ancora in Sicilia, chiuso nelle sale di proiezioni intento a capire il funzionamento di una grande macchina da cui non sarebbe mai più sceso: il cinema. E ora, dopo una carriera sfavillante che ha visto l’Oscar e quattro David di Donatello come miglior regista italiano, Giuseppe Tornatore presenta a Collisioni il suo ultimo film di cui Sellerio ha pubblicato l’omonimo romanzo.

DUE MONDI A SE STANTI – La migliore offerta” lega insieme due mondi a se stanti, racconta il regista: la vita piatta e scandita dai colpi legnosi di martello di un battitore d’asta e quella di una giovane ragazza malata di agorafobia, rinchiusa in casa per anni dopo una triste delusione amorosa. Due universi che non hanno nulla in comune, conferma il regista ma che inconsapevolmente si sono uniti, dando vita ad una storia di debolezze, paure, perplessità insite nell’animo umano. Tornatore utilizza la cinepresa con estrema lentezza, ridando poco per volta luce e colore a delle emozioni che l’irrazionalità aveva oscurato. E l’omonimo libro, di appena 80 pagine, mette nero su bianco le immagini e le sensazioni che il regista ha precedentemente rappresentato sulla pellicola; è un romanzo che non è stato pensato, ammette il regista, ma che racchiude dentro di sé le stesse emozioni del lungometraggio, lasciando solo più spazio all’immaginazione del fruitore. ‘La migliore offerta’ è un film che va masticato, meditato e capito; la storia narrata non è che la punta dell’iceberg sotto cui si nasconde un ghiacciaio di inganni, trappole, misteri e Tornatore, aggiungendo qua e là dettagli di suspense alla Hitchcock, ha creato un capolavoro che entrerà ben presto nella storia del cinema italiano.

Federica Boffa

11 luglio 2013

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