Giuseppe Strazzeri di Longanesi, ”La narrativa di genere sta diventando sempre più italiana”

Sia nella saggistica sia nella narrativa si sta assistendo a una crescita dei titoli italiani. A rilevarlo è Giuseppe Strazzeri parlando del catalogo Longanesi: l'arrivo di autori come Donato Carrisi, Alessia Gazzola e Marco Buticchi ha dimostrato come ci sia una generazione di scrittori italiani maturi anche nell'ambito della narrativa di genere...

Il direttore editoriale di Longanesi parla della proposta della casa editrice per la prima parte del 2014 e commenta l’andamento e le nuove tendenze del mercato

MILANO – Sia nella saggistica sia nella narrativa si sta assistendo a una crescita dei titoli italiani. A rilevarlo è Giuseppe Strazzeri parlando del catalogo Longanesi: l’arrivo di autori come Donato Carrisi, Alessia Gazzola e Marco Buticchi ha dimostrato come ci sia una generazione di scrittori italiani maturi anche nell’ambito della narrativa di genere, su cui punta la casa editrice. Il direttore editoriale ci anticipa alcune uscite editoriali e commenta le tendenze del mercato a livello internazionale.

Quali sono le novità di punta di Longanesi di questa prima parte del 2014?
Sia sul lato della narrativa straniera sia di quella italiana abbiamo delle uscite molto belle.
Il thriller “Dopo”, della debuttante Koethi Zan, ha fatto molto scalpore, anche perché raccontava, prima che venisse alla luce, una storia simile a quella delle donne recluse in Ohio. È un romanzo di nuova concezione all’interno del genere, perché mette al suo centro, più che il carnefice, le vittime, ne segue l’iter di redenzione e di giustizia.
È poi uscito “Le ossa della principessa”, il terzo romanzo di Alessia Gazzola, anche questo nell’ambito della narrativa di genere, però italiana. Siamo soddisfatti perché è partito molto forte, è entrato in classifica nella prima settimana, e questo ha dimostrato, a noi in casa editrice, che esiste una generazione di autori italiani di genere pronti e maturi, con una loro originalità. In Longanesi ne abbiamo diversi, da Donato Carrisi nel thriller, ad Alessia Gazzola in questo suo genere misto tra medical thriller e chick lit, a Marco Buticchi nell’avventura.
La nostra primavera sarà occupata dal libro-evento “Un’idea di destino”, i diari inediti di Tiziano Terzani, un nome importantissimo per l’identità della Longanesi. Questa uscita corona anni di paziente raccolta che Terzani aveva avviato ma che non ha fatto in tempo a concludere. Mentre lavorava alle sue grandi opere, Terzani non ha mai abbandonato un’attività più segreta e intima di trascrizione delle sue esperienze e riflessioni, che si proponeva un giorno di riordinare. Questo lavoro è stato portato a compimento dalla moglie di Terzani e da Àlen Loreti, suo grande studioso che è stato anche curatore dei Meridiani. È un’opera importante, che rivela un lato di Terzani poco noto – di padre, marito, uomo.

Longanesi ha anche una nutrita offerta di saggistica. Qual è l’andamento di questo settore?
Non nascondo che c’è sofferenza, soprattutto se si parla della saggistica tradizionale, quella cui ci si rivolgeva per trovare forme di istruzione su discipline classiche – storia, antropologia, politologia… Questo genere di libri è in crisi da parecchi anni e ha lasciato il posto a una saggistica più incentrata sui titoli italiani che su quelli stranieri e polarizzata attorno a due filoni: i libri che trattano questioni legate strettamente all’oggi – il saggio del giornalista o dell’opinionista sulla situazione politica o economica –  e la varia. Quest’ultima è una sottospecie della saggistica, libri d’occasione scritti da personaggi famosi per aspetti non strettamente legati al mondo dei libri – i libri dei cuochi, le autobiografie dei calciatori…
Longanesi non si contraddistingue molto per quest’ultimo tipo di pubblicazioni, abbiamo un pubblico di affezionati a una saggistica più tradizionale, tra cui si segnala la nostra collana storica diretta da Sergio Romano. Certo è che, rispetto a un tempo, i numeri che esprimono il fatturato interno della casa editrice dovuto alla saggistica si sono ridotti, così come si è ridotto il numero dei titoli.

Nell’ambito della narrativa voi trattate soprattutto thriller, libri d’azione, libri d’avventura e fantasy. C’è un genere che tira di più, che il pubblico preferisce?
Anche qui abbiamo assistito a una “domesticizzazione” del mercato. Fino a una decina di anni fa, la parte del leone in Longanesi la faceva la narrativa straniera di genere. Così è stato per molto tempo e così in parte è ancora – abbiamo autori di solida reputazione come Lee Child, James Patterson, Wilbur Smith. A un certo punto c’è stata anche l’ondata degli scandinavi, cui non ci siamo sottratti: Lars Kepler da “L’ipnotista” è rimasto tra i nostri autori principali.
Sicuramente però l’arrivo di Donato Carrisi e Alessia Gazzola, come dicevo, ha dato un segnale di rottura abbastanza netto. Possiamo ormai affermare che per trovare buona narrativa di genere non è più sempre necessario guardare oltreoceano – per lo più era il mercato americano che si andava a guardare. Adesso ci sono autori attrezzati a scrivere genere anche nella nostra lingua. Verso l’estate usciremo con un libro che ci stimola molto da questo punto di vista, un romanzo d’avventura scritto da un giovane filosofo,  Simone Regazzoni, già autore di libri di “filosofia pop” [che abbiamo già avuto modo di conoscere in una nostra precedente intervista – N.d.R.]. All’inizio, quando è venuto a proporcelo, ci siamo chiesti cosa potesse avere a che fare questo giovane e coltissimo filosofo allievo di Derrida con l’avventura. Ci siamo invece trovati di fronte a uno scrittore entusiasta, appassionato, che dimostra ancora un volta che c’è una generazione di autore che hanno con il genere un rapporto schietto e divertito. Per noi questo libro è la conferma che il genere è molto vivo e anche molto italiano.

Guardando anche al panorama internazionale, quale pensa che sarà la tendenza del mercato editoriale quest’anno? In un recente passato abbiamo assistito al boom del rosa erotico, si profila qualche fenomeno analogo all’orizzonte?
Il genere rosa erotico sembrava un fuoco di paglia, in realtà evidentemente si è creato una nicchia di mercato. Abbiamo visto arrivare anche nuove scrittrici e probabilmente anche nel 2014 avremo offerte in questo ambito.
Un genere un po’ dormiente sul quale ci interroghiamo tutti è quello del thriller straniero. Dopo la grande ondata degli scandinavi, che ormai si è un po’ ritirata lasciando pochi sul mercato – Jo Nesbø, Lars Kepler, Camilla Läckberg e pochi altri –, ci si domanda che cosa succederà. Eravamo abituati a un mercato americano vivacissimo, ma in questo momento non sembra esprimere grandi novità. Lo è ancora in sede televisiva: è come se tutta la creatività in questo momento fosse posizionata su altri settori, non in quello editoriale e librario.
Settori che invece sembrano aver preso molta lena sono da una parte i libri per bambini – fenomeni come il “Diario di una Schiappa” di Jeff Kinney o Peppa Pig segnalano una grande vitalità –, dall’altro, un passo dopo generazionalmente, l’area dei new adult. Si tratta di quella fascia di età complessa da definire come target per gli editori: sono lettori che non sono più bambini ma che non si possono definire ancora completamente adulti, adolescenti e tardo adolescenti. I più giovani sono il pubblico degli “Hunger Games”. Questo è probabilmente un filone che sarà interessante da seguire nei suoi sviluppi.
Facendo un altro salto in avanti con l’età, devo dire che i colleghi di Garzanti, con Jamie McGuire in particolare, hanno colto un pubblico non facile: quello dei ventenni, lettori e lettrici appena usciti dalle letture adolescenziali ma non ancora pronti per letture più impegnate. Anche questo è un segmento nuovo e promettente.

13 febbraio 2014

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