Gli aforismi dello scrittore

Giuseppe Fenoglio, le frasi e gli aforismi celebri

In occasione dell'anniversario della nascita dell'autore, vi proponiamo i suoi aforismi più celebri

MILANO – L’1 marzo del 1922 naceva Beppe Fenoglio, impegnato nella lotta partigiana e protagonista della scena letteraria italiana del dopoguerra. Il suo libro “Il partigiano Johnny” è considerato uno dei più importanti romanzi della Resistenza e del Novecento italiano. In occasione dell’anniversario della sua nascita, ecco i suoi aforismi più celebri.

.

Clicca qui per leggere e condividere gli aforismi dello scrittore ! 

.

“L’ozio quando è troppo completo ti inchioda piú dell’occupazione piú frenetica”

.

“Milton era un brutto: alto, scarno, curvo di spalle. Aveva la pelle spessa e pallidissima, ma capace di infoscarsi al minimo cambiamento di luce o di umore.”

.

“Nel pieno della malora la vita m’era diventata insopportabile”

.

“Questa guerra non la si può fare che cosí. E poi non siamo noi che comandiamo a lei, ma è lei che comanda a noi”

.

“Tieni conto di cosa ho fatto per amore e usami indulgenza per cosa ho fatto per forza.”

.

“Io ero a servire, l’unico di tutta la parentela che fosse a servire, e la cosa imbarazzava anche loro”

.

“Credo che scappino da me le cose allegre.”

.

“Oh come stanno bene i miei poveri due figli, come stanno bene sottoterra, al riparo degli uomini.”

.

© Riproduzione Riservata
Commenti