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L'intervista a Giovanni Melappioni, semi-finalista al premio La Giara

Giovanni Melappioni, ”Con il premio La Giara voglio dare il via alla mia carriera letteraria”

Spero di aggiudicarmi il primo posto, così da dare avvio alla mia carriera letteraria'. Commenta così, Giovanni Melappioni, la sua nomina tra i finalisti del prestiogioso premio letterario Rai ''La Giara''....

Il Premio Letterario La Giara bandito da RAI ERI, alla sua quarta edizione è stato ideato per dare spazio e visibilità a giovani potenziali scrittori presenti su tutto il territorio nazionale. Rivolto, infatti, ad autori al di sotto dei 39 anni, vuole essere un vero e proprio osservatorio capillare sulla narrativa giovanile attraverso il supporto delle sedi regionali Rai. Tra i semi-finalisti, Giovanni Melappioni, di Civitanova

MILANO – ‘Spero di aggiudicarmi il primo posto, così da dare avvio alla mia carriera letteraria’. Commenta così, Giovanni Melappioni, la sua nomina tra i finalisti del prestiogioso premio letterario Rai ”La Giara”. Alla sua seconda fatica letterario, lo scrittore, propone alla giuria il romanzo storico ”Missione D’Onore’: ambientato in Sicilia durante lo sbarco Alleato. Intreccia le vicende di un gruppo scelto di soldati tedeschi e quelle dei fratelli Ines e Cosimo, e affronta i temi cari all’autore: l’obbligo del coraggio, i grandi e piccoli atti di eroismo e viltà che solo un’umanità spinta agli estremi dalla barbarie della guerra è in grado di sperimentare, il peso della divisa e le motivazioni che spingono gli uomini a eseguire ordini disumani cercando di non perdere la propria umanità

Sua seconda fatica letteraria, ma prima volta come partecipante alla rosa dei concorrenti del prestigioso premio Rai ‘La Giara’. Quali sono le sue sensazioni in questo momento?

Il prestigio del concorso e il livello della giuria mi emozionano ogni volta che il pensiero torna alla gara. Cerco di distrarmi con il lavoro, nell’attesa del verdetto finale. In ogni caso è già un bel traguardo aver superato la prima selezione, soprattutto considerando che si tratta del mio primo confronto con un premio di rilievo nazionale

Partecipare ad un premio letterario di questa importanza con il suo libro ‘Missione d’Onore’ che cambiamenti apporterà alla sua carriera di scrittore?

Aggiudicarmi il primo posto darebbe, credo, effettivo avvio alla carriera letteraria che sogno da sempre. Poter trasformare in professione una passione come la scrittura è difficile quanto riuscire a sfondare nel mondo della musica o del cinema. Non si hanno mezze misure, per potersi dire davvero professionisti occorre arrivare ad alti livelli, altrimenti si rimane nell’hobby. Non che questo poi sia un motivo per smettere: quel che preme dentro viene comunque a galla, e continuerei quindi a scrivere come ho sempre fatto, nel caso il risultato non fosse quello sperato.

Ancora una volta, con il suo secondo romanzo, conferma la sua grande passione per la Storia. Da cosa nasce? E che percorso è stato fatto per arrivare a costruire la storia di ‘Missione d’Onore’?

Non so indicare con esattezza come e quando nasca la mia passione per la Storia e nello specifico per la storia militare. Forse dai giochi di bambino, soprattutto i soldatini di plastica che mio padre mi comprava ogni volta che tornava da un viaggio. Ero affascinato dalle loro divise, dai gradi, dalle armi. Volevo conoscere meglio cosa rappresentassero. Questo, abbinato all’altra mia grande passione, la lettura, mi ha portato a fare ricerche. All’inizio molto semplici, poi via via che gli anni passavano, con sempre maggiore attenzione e professionalità. Librerie, biblioteche e archivi storici sono diventati quindi luoghi nei quali mi trovavo di frequente e sempre a mio agio. È lo stesso anche oggi, con l’aggiunta di una maggiore consapevolezza e di un metodo di studio.

E’ già all’opera per la stesura del suo terzo romanzo, che sarà ambientato nella Civitanova medioevale. Qualche anticipazione?

Sarà ambientato in parte nella Civitanova del XII secolo. La storia parte dal nord della Francia e ha tutta l’aria di poter divenire una saga in più libri. Non sono maturi i tempi per le anticipazioni, sono ancora nella fase di stesura e molto può cambiare prima che arrivi ai lettori. Lo sforzo principale di questa mia terza opera è tutto concentrato nel rendere la trama appassionante rispettando lo standard di rigorosità storica che mi sono imposto. D’altronde, il Medioevo è il periodo storico che maggiormente ho approfondito, lo devo prima di tutti a me stesso.

Parlando del suo libro ‘Missione d’Onore’ lei ha commentato che si tratta di una storia dove convivono sfide, maturazione e cambiamento. Che valore aggiunto porta il suo romanzo, rispetto agli altri, al premio Rai ‘La giara’?

Si tratta di una storia corale dai molti protagonisti, e ognuno di loro subisce un cambiamento, a volte una maturazione, entrando in contatto con gli altri. Da una parte ci sono i militari, dall’altra i civili in una Sicilia travolta dalla guerra all’epoca dello sbarco alleato. Ho rivolto il mio sguardo tanto ai drammi dei soldati quanto a quelli delle persone comuni, in un momento di grandi mutamenti politici, civili e sociali. Cosa li anima? Per cosa combattono? Per cosa sono pronti a rischiare la vita? Ho provato a dare una risposta attraverso questa storia che non ha grandi eroismi e nemmeno facili moralismi.

1 giugno 2014

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