Intervista alla direttrice editoriale

Giovanna Silva, ”Con Humboldt Books ci rivolgiamo ad una nicchia di mercato a cavallo tra narrativa, arte e geografia”

Accompagnare il lettore prima del viaggio, o durante, raccontandogli una specifica storia. Con questo preciso scopo nasce Humboldt Books...

MILANO – Accompagnare il lettore prima del viaggio, o durante, raccontandogli una specifica storia. Con questo preciso scopo nasce Humboldt Books, la casa editrice milanese specializzata in narrativa di viaggio che trae ispirazione dalle esplorazioni scientifiche del XVIII e XIX secolo. Ce la presenta la direttrice editoriale Giovanna Silva, illustrando la specificità ed i progetti futuri che riguardano Humboldt Books.

 

Come nasce la casa editrice Humboldt Books?

Humboldt Books nasce da un’esigenza egoistica. Ho lavorato per 8 anni per riviste di architettura come fotografa, ho viaggiato molto. Le esperienze più interessanti sono state quelle a contatto con scrittori. Ognuno aveva la sua visione specifica del viaggio e del luogo, e le storie più interessanti nascevano appunto da questa diversa percezione.

Così abbiamo pensato, con Alberto Saibene, mio socio, di fondare Humboldt Books, una casa editrice specializzata in narrativa di viaggio. Doveva essere una collana specifica, di racconti di viaggio attraverso un fotografo e uno scrittore. Poi in realtà sono nate anche altre collane, quella dei libri d’artista sul tema del viaggio, e Atlas, riedizioni di classici.

 

Qual è la sua specificità all’interno dell’offerta editoriale?

A livello editoriale non mi sono inventata nulla, questi tipi di libri, di reportage narrativi, si sono sempre fatti fino a 30 anni fa. Poi abbiamo smesso, e ora internet ha preso il sopravvento. Credo sia tornata la voglia di approfondire. I libri di Humboldt non sono i sostituti di una guida di viaggio, e non possono essere paragonati alle informazioni pratiche reperibili in internet. I nostri libri accompagnano il lettore prima del viaggio, o durante, raccontandogli una specifica storia, il nostro personale viaggio. Diciamo che funzionano come approfondimento.

Abbiamo anche cercato di colmare una nicchia di mercato a cavallo tra narrativa arte e geografia.

 

Quali sono i maggiori esponenti della narrativa di viaggio del passato? Quali sono oggi i contemporanei di riferimento?

Inutile dire che Alexander von Humboldt è stato un riferimento quale viaggiatore, esploratore e uomo rinascimentale in quanto portatore di più saperi. Quello che ci è interessato nel suo Viaggio alle Regioni Equinoziali è stato il suo aspetto multidisciplinare. Non era solo un esploratore, era un geografo, un botanico e soprattutto un grandissimo narratore di storie. Inoltre ha capito l’importanza del quadro pittorico, ha viaggiato con Aimè Bonpland proprio per riportare in patria delle ‘fotografie’ dei luoghi visitati.

Oggi viaggiare è diventato più facile, ma paradossalmente gli scrittori viaggiano di meno. Forse fra i viaggiatori contemporanei potrei mettere Lawrence Osborne, Emanuele Trevi e Jean Echenoz. Tutti e tre si sono inventati nuovi modi di raccontare il viaggio.

 

Quali sono i progetti futuri o su cui state lavorando?

Il prossimo libro della collana Travel sarà sui Caraibi. Abbiamo selezionato tre isole, Martinica, St Lucia e Trinidad, per gli autori che qui vivono o hanno vissuto, rispettivamente Edouard Glissant e Patrick Chamoiseau, Derek Walcott, e V.s. Naipaul e Earl Lovelace. Abbiamo raccontato queste isole attraverso gli scrittori che le hanno narrate e rese famose nel mondo.

Poi ripubblicheremo nei classici di viaggio Michel Leiris, L’Africa Fantasma, il racconto della spedizione etnologica Dakar Gibuti con Marcel Griaule.

Tra i libri d’artista tengo molto alla produzione del libro di Christodoulos Panayiotou, un Grand Tour contemporaneo in Italia, da Venezia a Palermo.

28 settembre 2014

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