Giorgio Santelli, ”Nel mio libro racconto quando i romanzi di Camilleri venivano poco considerati…”

Una serie di aneddoti e racconti di Andrea Camilleri, dove a volte la realtà supera i suoi romanzi. E’ questo I racconti di Nenè”, l’opera realizzata dal giornalista di Rainews24 Giorgio Santelli in collaborazione con Francesco Anzalone...
Il giornalista di Rainews24 ha curato insieme a Francesco Anzalone “I racconti di Nenè” il libro frutto di una lunga intervista video con Andrea Camilleri

MILANO – Una serie di aneddoti e racconti di Andrea Camilleri, dove a volte la realtà supera i suoi romanzi. E’ questo "I racconti di Nenè", l’opera realizzata dal giornalista di Rainews24 Giorgio Santelli in collaborazione con Francesco Anzalone. Incontri e storie di vita di Nenè, alias Andrea Camilleri, ricordi personali, suggestioni, incontri casuali emersi nel corso di una lunga itnervista realizzata per RaiSat. Il giornalista di Rainews24 ci anticipa alcuni degli aneddoti contenuti nel libro.

Da cosa nasce l’idea del libro “I racconti di Nenè”?

Nasce da un’esperienza televisiva: sia io che Francesco Ansalone, l’altro curatore, avevamo realizzato per RaiSat una lunga intervista ad Andrea Camilleri, nel corso della quale sono emersi alcuni degli aneddoti che poi abbiamo riportato all’interno del libro. Abbiamo pensato che questo potesse essere un modo per conoscere meglio l’uomo Camilleri attraverso i suoi racconti personali, aneddoti, parlando di sé stesso, al di fuori dei suoi racconti di fantasia. Un’esperienza interessante, per noi è stato un piacere ascoltarlo, spero lo sarà anche per i lettori che leggeranno il libro.

Quale tratto di Camilleri emerge all’interno dell’opera?

Ha cominciato a scrivere fin da piccolo, e la scrittura, ad un certo punto, lo abbandona, perché entra in tv ed in teatro. Per me che lavoro nel servizio pubblico è stato un doppio amore, perché da una parte ho scoperto una persona che, a tarda età, è riuscito a fare quel che sognava di fare fin da giovane, ovvero diventare scrittore. I suoi primi libri erano scarsamente conosciuti, lui racconta che gli unici che glieli pubblicavano lo facevano per apparire in cambio nei titoli dei coda delle storie che sceneggiava per la tv. Camilleri è stato uno dei primi ad occuparsi di teatro d’avanguardia in Italia: otre ad essere un regista, è stato  anche un attore durante l’accademia teatrale alla Silvio D’Amico. Si scopre che conosceva personaggi che erano amici di famiglia come Luigi Pirandello. Le sue parole ci restituiscono un Andrea Camilleri al centro di un mondo legato alla letteratura e all’arte. Escono fuori ritratti inediti, il suo modo tutto particolare di intendere l’amicizia siciliana, in cui due amici in un paio d’ore di tempo riescono a raccontarsi 10 anni in cui non si sono visti. Cose in parte già conosciute, ma che tutte insieme sono il frutto di una discussione durata 3 giorni.

In Italia si legge poco. Come mai?

Su questo, penso che molto dipenda non solo dai libri, ma è da imputare anche al mondo dell’informazione. La poca abitudine si lega a questi ultimi 30 anni di predominanza televisiva, che ha contribuito a cambiare il modello culturale del paese, in precedenza fondato principalmente sulla lettura dei giornali e dei libri, e che reso gli italiani un popolo passivo.

Nonostante ciò, i romanzi di Camilleri riescono comunque ad avere molto successo. Secondo lei perché?

La cosa di cui m’accorgo è che le vendite delle opere di Camilleri, legandole non solo al personaggio di Montalbano, fanno riferimento da una parte al successo ottenuto nel momento in cui quel prodotto editoriale è diventato televisivo, diventando una delle migliori fiction della Rai, anche grazie all’intervento di Camilleri non solo come autore, ma anche come sceneggiatore e regista. Dall’altra parte, il successo dei libri di Camilleri sta nella scelta del linguaggio, non solo semplice e capace di riscoprire una parte d’Italia, capace di fare trasparire il suo pensiero e la sua adesione culturale ad un progetto. Uno scrittore che divide, ma al tempo stesso unire molti lettori.

17 luglio 2013

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