SPECIALE BORSELLINO - La testimonianza del giornalista siciliano

Giorgio Petta, ”Paolo Borsellino era un uomo che agiva con coerenza, semplicità e senso del dovere”

Occorre agire quotidianamente come Paolo Borsellino: senza retorica, ma con coerenza, semplicità e senso del dovere. Giorgio Petta, giornalista che da anni si occupa di cronaca giudiziaria per il quotidiano “La Sicilia”...

Il giornalista de ‘La Sicilia’, accorso immediatamente sul luogo dell’attentato in via D’Amelio, racconta quegli attimi che non potrà mai dimenticare

MILANO – Occorre agire quotidianamente come Paolo Borsellino: senza retorica, ma con coerenza, semplicità e senso del dovere. Giorgio Petta, giornalista che da anni si occupa di cronaca giudiziaria per il quotidiano “La Sicilia”, in occasione dell’anniversario della strage di via d’Amelio ci racconta la solidità ed i valori del giudice scomparso 23 anni fa, delineandone un profilo semplice, ma fatto di principi imprescindibili, mai cambiati nel tempo.

 

Come è possibile ricordare la figura di Paolo Borsellino, senza cadere nella retorica?

L’aspetto più interessante di questa figura è l’etica, che lui professava con grande forza. Non l’ho mai sentito rinnegare questo principio del comportamento del buon cittadino rispettoso delle leggi. Quell’etica che lo spingeva a dedicare la propria vita per Palermo. Diceva sempre “Sono le cose che non ci piacciono  che si rivelano le più belle della nostra vita”. Un altro valore del Borsellino uomo era la coerenza: in un Paese dove tutti cambiano bandiera, lui non l’ha mai fatto. Era anche pieno di ironia e di autoironia, anche per le cose che per lui erano indiscutibili.

 

Qual è il ricordo di quel tragico 19 luglio 1992?

Ho provato un senso di sgomento, che avevo già vissuto a Capaci. Non avrei mai immaginato di dover riviverlo, per di più in un ambito spaziale più ristretto. Lo sconvolgimento è stato enorme: vedere una strada di Palermo ridotta ad un ammasso di rovine, con detriti mischiati a pezzi umani, dovuti alla forte esplosione, è stato agghiacciante.

 

In che modo istituzioni e cittadinanza possano far tesoro della lezione di vita di Paolo Borsellino?

Occorre agire quotidianamente come Paolo Borsellino: senza retorica, ma con coerenza, semplicità e senso del dovere. Occorre far riferimento a pochi principi, semplici ma al tempo stesso sostanziosi, che c’accompagnino nel corso della nostra vita, senza mai cambiare.

 

Oltre ad aver conosciuto Paolo, lei è a contatto con la figlia Lucia Borsellino, purtroppo  salita agli onori della cronaca di recente per la presunta telefonata in cui Matteo Tutino avrebbe suggerito di “farla fuori”…

L’ho sentita di recente. La vicenda che la riguarda è di un “orribilità” immaginabile. Sto ripensando alle parole di Lucia Borsellino il giorno in cui si è dimessa da Assessore alla Sanità Regione Sicilia. “L’etica che mi ha trasmesso mio padre è incompatibile con quello che vorrebbero io vivessi”. Lucia è una donna di sostanza come il padre, non a caso Paolo aveva un rapporto stretto ed intimo con i suoi figli. Ha già detto quello che doveva dire, comunicando l’enorme pena che prova per i protagonisti di questa vicenda. Non ha più nulla da aggiungere.

 
19 luglio 2015
 
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