Gianni Vattimo, ”Il rilancio dell’Italia non passa dai tecnici, ma dalla mobilitazione della gente comune”

Basta realismo rassicurante, i problemi della società di oggi si possono superare solo attraverso la mobilitazione comune. E' quanto ha dichiarato il filosofo Gianni Vattimo in un incontro tenutosi ieri sera presso la Fnac di via Torino a Milano. Il filosofo noto a livello internazionale ha inoltre parlato del suo ultimo libro ''Della realtà'', edito da Garzanti, un saggio filosofico che documenta un percorso di conoscenza e che alla riflessione sul pensiero di Heidegger unisce una costante attenzione alle trasformazioni della società contemporanea...

Il filosofo e parlamentare europeo attraverso il suo libro “Della realtà” analizza e commenta la situazione storica attuale

MILANO – Basta realismo rassicurante, i problemi della società di oggi si possono superare solo attraverso la mobilitazione comune. E’ quanto ha dichiarato il filosofo Gianni Vattimo in un incontro tenutosi ieri sera presso la Fnac a Milano. Il filosofo noto a livello internazionale ha inoltre parlato del suo ultimo libro “Della realtà”, edito da Garzanti, un saggio filosofico che documenta un percorso di conoscenza e che alla riflessione sul pensiero di Heidegger unisce una costante attenzione alle trasformazioni della società contemporanea. Al richiamo alla realtà, Vattimo contrappone l’ermeneutica, ovvero la costante pratica dell’interpretazione, lo straordinario strumento conoscitivo che secondo il filosofo ci consente di superare la dittatura del presente.

DECOSTRUZIONE DELLA VERITA’ – Gianni Vattimo spiega al pubblico come, a suo parere, il discorso sulla pura negatività dell’ontologia sia molto fondato. “Numerosi pensatori del ‘900 hanno concepito una funzione più negativa della filosofia. Essa si presentava molto critica, pensando che l’essere non è, ma diviene, accade.” Nel suo libro, Vattimo decostruisce, contesta, ma non si oppone ad una falsità in nome di una verità assoluta. “Quello che io, come anche Heidegger, pensiamo è che sia impossibile definire l’essere. Questo discorso non è soltanto negativo, ma permette di non identificare gli esseri con gli enti, un errore che Heidegger rimproverava alla metafisica. L’autore di “Essere e tempo”  è vissuto all’inizio del ‘900, un momento di gran positivismo grazie anche allo sviluppo industriale, e la sua insofferenza nei confronti del positivismo è legata al fatto di vederla come la filosofia del mondo dell’organizzazione totale.”

 

BISOGNO DELLA REALTA’ – Secondo Gianni Vattimo, il realismo di oggi nasce dalla necessità di essere rassicurati, e la frenesia ed il bisogno di realtà si manifestano soprattutto all’interno dei quotidiani cosiddetti indipendenti, in realtà a suo avviso reggicoda di Monti e di tutte le banche mondiali. “Il neorealismo che tiene banco sui quotidiani negli ultimi mesi, è l’ideologia del tardo capitalismo cadente, che tenta di salvare le banche tecnicamente.” Il filosofo italiano si rifà a Nietzsche, il quale affermava che i fatti sono interpretazioni, che dipendono dal punto di vista dell’osservatore. “Anche l’economia non è una scienza naturale, ma interpretativa, fatta da un soggetto concreto, portatore di interessi, legittimi ma parziali. Una volta preso atto che non ci sono fatti ma interpretazioni, uno che si propone di avere la verità assoluta è molto pericoloso se non gli si da retta. In realtà si tratta di una realtà convenuta, che quando non va bene può mettere il dubbio in chi lo ascolta. Questa è l’essenza del Marxismo e di Nietzsche, e in parte di Freud.”

 

VERITA’ ATTRAVERSO LO SCONTRO – Gianni Vattimo ritiene che sia più ragionevole pensare alla storia come successione di illuminazioni. “C’è una certa continuità nella storia, ma non vuol dire che ci sia una linea ontologicamente garantita alla Hegel.” Il filosofo italiano illustra quindi la sua visione dialettica della storia. “Non sono d’accordo sul fatto che si possa arrivare alla verità solo attraverso l’accordo tra maggioranza e minoranza. Credo che la verità si costruisca soprattutto attraverso lo scontro, la sostituzione, il cambiamento, la rivoluzione.” Secondo Vattimo la nostra democrazia oggi è purtroppo questa, e la naturale conseguenza è la mancanza di convinzione nell’andare a votare pensando di poter cambiare le cose. “Occorre un po’ più di conflitto: anche il governo tecnico attuale è figlio dell’accordo tra maggioranza e minoranza di governo. Addirittura in passato la destra e la sinistra si rimproveravano di essersi copiati i programmi dell’altro. Una situazione diffusa anche nel resto del mondo.”

 

22 giugno 2012

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