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Gian Antonio Stella, ”La mafia militante è vinta, ma nella lotta contro l’illegalità in Italia c’è ancora da fare’

Dall'Italia che arretra ancora negli indici di trasparenza nonostante la presenza di Monti, alla candidatura di Ingroia, alle intercettazioni tra Napolitano e Mancino e alle affermazioni di Brunetta sui giovani, Gian Antonio Stella non si è fatto mancare puntute osservazioni sull'attualità politica intervenendo a Cortina d'Ampezzo a Una Montagna di Libri...

I commenti dell’autore sull’attualità politica italiana in occasione del suo intervento a Cortina per Una Montagna di Libri

 

MILANO – Dall’Italia che arretra ancora negli indici di trasparenza nonostante la presenza di Monti, alla candidatura di Ingroia, alle intercettazioni tra Napolitano e Mancino e alle affermazioni di Brunetta sui giovani, Gian Antonio Stella non si è fatto mancare puntute osservazioni sull’attualità politica intervenendo a Cortina d’Ampezzo a Una Montagna di Libri, la rassegna di incontri con l’autore della Regina delle Dolomiti. L’occasione era fornita dalla presentazione del suo ultimo libro, “I misteri di via dell’Amorino” (Rizzoli), davanti al folto pubblico dell’Alexander Girardi Hall.

 

MONTI, LA POLITICA E LA GIUSTIZIA – Stella parlava della corruzione nei primi anni di vita dello Stato unitario. Ma il governo Monti ha inciso realmente nella situazione della trasparenza e della legalità? “Nell’ultimo anno vi sono stati segnali molto preoccupanti”, osserva Stella. “Il governo Monti ha dato l’impressione di essere meno dentro i cosiddetti ‘affari e affaretti’ rispetto ai suoi predecessori, ma quest’anno l’Italia ha ottenuto 3 punti in meno negli indici di trasparenza. Il pregiudizio è tale nei confronti dell’Italia, che peggioriamo nonostante la presenza Monti”. “Ci sono state delle trattative tra lo Stato e la mafia”, prosegue Stella, “che devono assolutamente essere definite. Oggi, la mafia militare è vinta, ma vi è tutto un mondo che riesce a farsi dare direttamente i soldi dallo Stato e fa affari così, reinvestendo i soldi”. Mentre a proposito della discesa in politica di Ingroia Stella commenta: “Io ho stima di Ingroia, ma mi spiace sapere che si candiderà. Fermo restando che tutti hanno il diritto costituzionale a candidarsi, credo che sarebbe stato meglio se lui si fosse tenuto fuori dalla politica”.

 

LE INTERCETTAZIONI NAPOLITANO-MANCINO – Quanto al caso delle intercettazioni tra Nicola Mancino e il presidente Napolitano, per le quali la Consulta ha disposto la distruzione delle registrazioni, Stella è netto: “È fuori discussione che le intercettazioni dovevano essere distrutte. Sul caso ha ragione Napolitano”.

 

DALLA PARTE DEI GIOVANI – Stella commenta anche le dichiarazioni di Brunetta a proposito dei giovani: “Se c’è una cosa che non so perdonare è l’affermazione di Brunetta ‘i ragazzi devono inventarsi qualcosa’. Chi vuole fare una cosa e la sa fare deve poterla fare. Bisogna garantire ai migliori di prendere il posto che si meritano a costo di spostare ed eliminare gli incompetenti. Non basta il buon senso: ne abbiamo avuto in quest’ultimo anno. Abbiamo bisogno del merito.”

 

LA POLITICA ITALIANA: NON SOLO PAGINE NERE – Ma la storia della politica italiana non è fatta soltanto di pagine nere. “Vi sono stati momenti di grande dignità nella politica italiana”, osserva Stella. “Nel secondo dopoguerra, ad esempio, quando De Gasperi per andare negli Stati Uniti si fece prestare un cappotto. Se lo sarebbe potuto comprare, ma si sentiva partecipe dei sacrifici degli italiani. Sono solo gesti, ma sono importanti. In quegli anni si è respirata un’aria diversa. Io non sono un giustizialista, ma nel nostro Paese non ne va mai in galera uno. Possibile che noi abbiamo sempre e solo congiure? Che in Italia alla fine sono sempre tutti innocenti?”

 

LA RISCOPERTA DI UNA CULTURA DEL TURISMO – L’autore conclude con un omaggio alla città e alla manifestazione che l’ha ospitato: “Cortina d’Ampezzo ha saputo tutelare il paesaggio e il territorio in modo peculiare. Qui c’è stata un’attenzione alla tutela ambientale che da altre parti non c’è stata, e infatti la percentuale delle seconde case è molto inferiore a quella di altre località di montagna. Cortina è una città che non si accontenta dello sci e delle attività sportive, ma che da sempre offre ai suoi ospiti qualcosa in più, a cominciare dalla cultura. Se c’è un aspetto positivo di questa crisi è che ci induce a riscoprire una cultura del turismo e della tutela del paesaggio”.

 

8 gennaio 2013

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