Intervista all'inventore di Memeoirs

Giacomo Miceli (ideatore di Memeoirs) ”Usare Whatsapp equivale a scrivere il romanzo della propria vita”

A tutti, almeno una volta, è venuta la voglia di salvare per sempre una conversazione online: da facebook, oppure vi e-mail, ho fatta attraverso Whatsapp, l'applicazione per smartphone più scaricata in assoluto...

L’intervista a Giacomo Miceli, informatico italiano che ha regalato a tutti la possibilità di salvare per sempre le vostre conversazioni di Whatsapp in un romanzo. L’obiettivo è quello di puntare al ricordo e alla memoria, in un epoca in un cui tutto va veloce.

MILANO – A tutti, almeno una volta, è venuta la voglia di salvare per sempre una conversazione online: da facebook, oppure vi e-mail, ho fatta attraverso Whatsapp, l’applicazione per smartphone più scaricata in assoluto. Vi avevamo già parlato di Memeoirs, l’idea nata da un giovane informatico italiano che insieme a due porteghesi, ex compagni di studi. Ovvero, la possibilità di trasformare in un vero e proprio libro, il romanzo della vostra vita, tutte le conversazioni che avete avuto in questi anni attraverso Whatsapp. Che lo utilizziate per fare un simpatico regalo oppure che lo teniate ben nascosto nella vostra libreria, poco importa. L’obiettivo è quello di puntare al ricordo e alla memoria, in un epoca in un cui tutto va veloce. Forse un po’ troppo. Per capire meglio Memeoirs, abbiamo intervistato Giacomo Miceli, l’ideatore. Ecco cosa ci ha raccontato.

In un mondo in cui tutto è istantaneo, veloce e a portata di ‘app’, arriva un’idea controcorrente: quella di mettere su un libro le conversazioni di Whatsapp. Come mai questa idea?

Ogni giorno prendiamo una penna e scriviamo il romanzo della nostra vita. Da quando la comunicazione digitale è entrata in maniera pervasiva nelle nostre vite è possibile tracciare la storia di ognuno di noi, delle interazioni con le persone a cui teniamo, dei nostri viaggi e delle nostre aspirazioni. Tutto il materiale è lì a nostra disposizione. Ciò che Memeoirs fa è semplicemente valorizzare e facilitare l’editing di tale libro, liberando i contenuti dalle pareti digitali e riportandole su un mezzo che fra 30 anni non avrà bisogno di specialisti per poterlo accedere.

Insieme ai suoi due colleghi portoghesi, ed ex compagni di studi, Frederico Rocha e Paulo Pinto avete creato questa start-up. In un’Italia in crisi, cosa significa dar vita ad un progetto così ambizioso ma allo stesso tempo semplice?

Ho conosciuto i miei soci quasi 10 anni fa quando eravamo studenti in Belgio. Siamo diventati subito ottimi amici e abbiamo passato un anno fantastico insieme. Una volta tornati ai nostri paesi d’origine (loro sono Portoghesi) ci siamo tenuti in contatto e abbiamo sempre avuto in mente di sviluppare qualcosa di bello insieme. Solo un paio di anni fa abbiamo cominciato a lavorare su Memeoirs spostandoci nell’incubatore di imprese di Start-up Chile. L’Italia è entrata in scena solo l’anno scorso con la nostra esperienza a TechPeaks, a Trento. Nel nostro paese fare impresa è ancora troppo difficile e costoso, ma noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare persone competenti e risorse adeguate che ci hanno aiutato a far fronte a ogni problema.

E’ stato più facile far ascoltare il vostro progetto all’Estero oppure qui in Italia?

Memeoirs è partito sin dalla nascita come un progetto internazionale. La maggior parte dei nostri utenti si trovano negli Stati Uniti, dove la penetrazione tecnologica è altissima e dove c’è una maggiore propensione a provare nuovi prodotti. In Europa, Regno Unito e Francia registrano il maggior numero di vendite nonché di copertura da parte della stampa e dei blogger all’iniziativa.

Come funziona Memeoirs?

Il funzionamento di Memeoirs è stato progettato per non richiedere un manuale. Dal sito ci si connette a uno dei servizi compatibili (Gmail, Hotmail, Facebook, WhatsApp), si scelgono i contatti con cui abbiamo avuto le conversazioni da stampare, si sceglie uno stile e una copertina e alla fine si ammira l’anteprima del libro. In questo momento stiamo sviluppando delle funzionalità di editing più sofisticate, ma sempre tenendo il principio dell’usabilità in mente.

Spesso le conversazioni via e-mail oppure attraverso piattaforme online come quelle di Facebook e Whatsapp sono brevi, dirette e –qualche volta – anche piene di errori. Perché le persone hanno bisogno di ritrovare le loro conversazioni sulle pagine di un libro?

Le conversazioni su Facebook non sempre sono brevi e dirette. Una porzione significativa degli utenti del Social Network usano il sistema di messaggistica interno per inviare lettere corpose e ben scritte. Su WhatsApp il discorso è diverso (letteralmente). Trattandosi di uno strumento accessibile solamente da dispositivi smartphone è difficile scrivere messaggi lunghi o fare attenzione all’ortografia e agli orrori dell’Autocorrettore. Ciò però non toglie minimamente importanza ai ricordi e alle emozioni catturate nella conversazione. Il modo di comunicare sta cambiando rapidamente e  -al di fuori del dibattito sulle conseguenze dell’impoverimento del linguaggio- noi riscontriamo che i nostri utenti sono tanto affezionati ai loro messaggini quanto i nostri nonni lo erano con le lettere di carta.

Un po’ di numeri. Quante persone fino ad oggi si sono rivolte a voi per richiedere questo romanzo personale? Sono più giovani o più adulti?

Parlare di numeri è prematuro, diciamo che i trend di crescita sono incoraggianti sia per numero di visitatori che per numero di acquisti effettuati e fatturato, con incrementi di circa il 20% mese/mese, nonostante l’offerta di prodotto ancora non a regime. La piattaforma più utilizzata per la creazione dei libri per ora è Facebook, ma adesso è il turno di WhatsApp! I nostri utenti sono sempre più giovani, complice forse il fatto che la carta viene vista sempre di più come un mezzo vintage per trasmettere informazioni e quindi apprezzato per regali e ricordi.

24 maggio 2014
 
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