Genni Ceresani, ”La mia libreria chiude perché non è possibile competere con i grandi gruppi”

''Un libraio non è solo un venditore di libri, ma un vero e proprio operatore culturale che propone servizi utili alla cittadinanza e che si pone a cavallo tra gli enti, il territorio e la clientela. In alternativa a questa condizione, le librerie non hanno senso di esistere diversamente''. E' quanto affermato da Genni Ceresani, titolare dal 2009 di Zazie...

La titolare della libreria indipendente Zazie di Fano denuncia l’impossibilità di competere con l’offerta proposta dai punti vendita dei grandi gruppi editoriali

MILANO – “Un libraio non è solo un venditore di libri, ma un vero e proprio operatore culturale che propone servizi utili alla cittadinanza e che si pone a cavallo tra gli enti, il territorio e la clientela.  In alternativa a questa condizione, le librerie non hanno senso di esistere diversamente”. E’ quanto affermato da Genni Ceresani, titolare dal 2009 di Zazie, la libreria storica indipendente di 185 mq presente da 12 anni nel centro della città di Fano e costretta a chiudere entro il 22 dicembre, a ridosso dell’inizio delle festività natalizie.  Nonostante l’originale idea avuta nel luglio 2011 di abbinare ai libri anche le eccellenze enogastronomiche delle Marche, diventando così “EnoLibreria Zazie, leggere con gusto”. La vasta e diversificata proposta culturale non è servita, però, per riuscire a rimanere sul mercato.

 

Come è nata la vostra libreria?
La libreria Zazie nasce nel marzo del 2009 ereditando il testimone da una libreria storica presente nel centro città da 12 anni. Il nome scelto dai due soci, Zazie, è un chiaro omaggio al mondo di  Raymond Queneau e al suo più memorabile personaggio: come Zazie, la libreria ha rappresentato un sogno, una lotta continua, un mondo vero di gente comune fatto però da grandi storie. Zazie, giovane impertinente e sbarazzina, ha voluto, nell’anno della sua nascita, portare una ventata di aria nuova in città e scegliendo l’arancio come colore identificativo ha trasmesso in questi anni energia, vitalità, equilibrio e creatività, senza mai perdere l’entusiasmo iniziale e la passione del mestiere.

Quali attività l’hanno contraddistinta nel corso degli anni?
Fin dai primi mesi di apertura, la Libreria Zazie ha operato intensamente al fine di promuovere attività legate alla lettura in stretta collaborazione con il territorio. Tra le attività portate avanti nel tempo: una rubrica televisiva e radiofonica “Zazie consiglia”; una forte connessione con enti pubblici e privati, biblioteche, comuni limitrofi, festival già attivi, associazioni, scuole; presentazioni di autori locali e nazionali; concerti; reading tematici per scuole e cittadinanza; letture per bambini, insegnanti, genitori; corsi di lettura ad alta voce e scrittura; rassegne tematiche di cinema per adulti e bambini; organizzazione di eventi letterari all’interno dei grandi festivals già presenti nel territorio.

Cosa avete fatto, per diversificarvi dall’offerta delle grandi catene di distribuzione?
Nel luglio del 2011 abbiamo accusato  un –15% sulle vendite a causa di una serie di fattori (fattori locali legati all’implosione delle due grosse aziende della città e fattori nazionali come la crisi) per cui è diventato necessario guardarsi intorno e reinventarsi. Così la libreria si è trasformata in Enolibreria Zazie, leggere con gusto. Dopo un’attenta analisi delle caratteristiche legate al nostro territorio, si è deciso di dedicare 1/3 de1 190 mq del negozio ai prodotti enogastronomici e alle eccellenze del territorio (di cui la nostra regione Marche ne è fortunatamente piena); viene assunta una persona competente del settore per ordini, vendite, selezione e proposte varie implementando così non solo le entrate (la maggior parte dei prodotti sono in conto deposito, a differenza dei libri) ma viene anche diversificata la clientela (entravano in negozio anche quelli che non volevano libri ma solo birre ma che con la scusa poi finivano per comprare anche il bestesellers del momento).

Quali sono state le immediate conseguenze?
Questa scelta ci ha fatto non solo diversificare la proposta di merce venduta, ma anche la proposta di eventi e incontri; a tutto quello che facevamo anche prima, vi abbiamo accostato: degustazioni  con o senza i produttori; diversi incontri e presentazioni di libri legati alla gastronomia e ai vini, come l’incontro sul libro “Vino al Vino” di Mario Soldati (con riferimento al viaggio di Soldati nelle Marche e al suo incontro con l’agronomo del primo Bianchello del Metauro) e, in collaborazione con  Associazione Italiana Sommeliers, la presentazione di “Nuovi orizzonti dell’abbinamento cibo-vino e il declino della barrique” di Claudio Modesti.

Gli eventi proposti hanno permesso di esprimere la passione del libraio e del collaboratore e la propria predisposizione alla divulgazione della cultura sul territorio; rappresentare un’ottima forma di pubblicità per il punto vendita; contribuire a rendere e divulgare l’idea di libreria come un polo culturale attivo e propositivo (unica soluzione alla crisi per una libreria indipendente); soddisfare la curiosità di conoscere gli autori personalmente e realizza una rete di contatti fondamentale per operare nel territorio; garantire la vendita diretta o indiretta delle copie; contribuire alla diversificazione della proposta offerta dal negozio: una proposta variegata e trasversale attira un pubblico più eterogeneo.

 

Cosa avete rappresentato, per la clientela locale?
Sicuramente Zazie, come la libreria precedente, ha rappresentato per la clientela formate da tutte le fasce d’età un punto di riferimento importante, un centro nevralgico per tessere relazioni di ogni tipo, per apprendere, divertirsi, conoscere, informarsi e quant’altro. Purtroppo ora, quella clientela non avrà nessuna altra alternativa.

Quali sono i motivi per cui la vostra libreria chiude?
La scelta e la decisione di chiudere, nonostante tutte le iniziative pensate e create, è dipesa non solo dalla crisi ma dalla presa di coscienza dell’esistenza di un progetto politico preciso che mira all’estinzione di tutti gli indipendenti. Non avrebbe avuto senso rimanere nel mercato senza essere competitivi come lo sono i punti vendita dei grandi gruppi, senza entrare a far parte di tutte le promozione effettuate e condividendo con essi le vantaggiose condizioni economiche di acquisto e vendita. Il problema e la preoccupazione più grande  non è stata relativa alla mancanza di clientela fissa, tutt’altro, ma la mia scelta è stata determinata dalla mancanza di garanzie future.

 

Quali sono i suoi progetti futuri?
Sono una persona in grado ancora di reinventarsi (ho 32 anni), ho due lauree e un master in editoria che mi donano un’elasticità mentale tale e delle competenze specifiche da riuscire a adattarmi in contesti diversi, ma della sessa natura.  Sono sicura di rimanere nel settore dell’editoria indipendente e spendere il mio tempo continuando a far convergere le miei energie in un mercato fatto da di proposte di contenuto valide, in continua evoluzione dal valore profondo e di stampo indipendente. Continuerò inoltre ad essere una grande lettrice ma soprattutto un’assidua frequentatrice di librerie (fuori dalla mia città purtroppo perché qua l’alternativa a Zazie non c’è).

 

20 dicembre 2012

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