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Francesco Alberoni, ”Nel mio libro spiego come il grande amore erotico possa resistere negli anni”

L'amore erotico può sopravvivere allo scorrere del tempo, è quanto afferma Francesco Alberoni. Laureatosi in medicina con una tesi d'argomento psicologico, grande conoscitore di psicoanalisi, l'autore si occupa da anni dello studio dei sentimenti amorosi e della coppia, argomento cui ha dedicato diversi libri di grande successo. Alberoni parla del suo ultimo lavoro, ''L'arte di amare''...

La prestigiosa penna del giornalismo italiano illustra i temi del suo ultimo libro "L’arte di amare. Il grande amore erotico che dura"

MILANO – L’amore erotico può sopravvivere allo scorrere del tempo, è quanto afferma Francesco Alberoni. Laureatosi in medicina con una tesi d’argomento psicologico, grande conoscitore di psicoanalisi, l’autore si occupa da anni dello studio dei sentimenti amorosi e della coppia. A questo argomento ha dedicato diversi libri di successo, a partire da “Innamoramento e amore”. L’illuste penna del giornalismo italiano ci illustra i temi del suo ultimo lavoro, “L’arte di amare. Il grande amore erotico che dura”.

Qual è il personale percorso che l’ha portata alla scrittura?
Il desiderio di farmi capire: sul tema dell’innamoramento mi rendevo conto di avere un pensiero originale, diverso da quello dei miei colleghi antropologi e psicologi. Ho scritto così “Innamoramento e amore”, con un linguaggio scientifico ma allo stesso tempo comprensibile ai più, per raggiungere il grande pubblico.

Qual è la novità dei suoi libri, e in particolare del suo ultimo lavoro, “L’arte di amare”?
Per l’esperienza dell’amore erotico in Occidente non c’è un linguaggio adeguato, non abbiamo nemmeno un linguaggio erotico non osceno: è di questo che mi occupo nei miei libri, cercando di elaborare un vocabolario adatto a questo aspetto della nostra esistenza. “L’arte di amare” è un proseguimento di “Innamoramento e amore”: qui descrivevo l’amore al momento della nascita, come un fuoco ardente, una bolla felice al centro della quale si trova la coppia. Nel nuovo libro parlo del grande amore erotico che dura. Perché l’incantesimo dell’innamoramento a un certo punto si spezza? È possibile che la passione si mantenga viva negli anni? Al contrario di quello che si pensa comunemente, in questo libro sostengo che l’amore erotico può resistere allo scorrere del tempo. La tesi essenziale del testo è che nello stato incantato iniziale gradualmente si reintroducono tutte le vecchie debolezze che vedevamo nel mondo prima di innamorarci. Il mondo dell’innamoramento è un mondo straordinario, ma il mondo esterno torna progressivamente a contaminarlo: la bolla felice si incrina e al suo interno si infiltrano di nuovo la menzogna, la sopraffazione, la violenza. Se si evita di far entrare questi elementi esterni nella vita della coppia, se si è sinceri, se si rispetta l’altro e la sua libertà, la passione continua. Alla fine del libro indico una serie di regole da seguire, che sono poi quelle regole cui ci atteniamo spontaneamente quando siamo innamorati. Se non ci discostiamo da questi principi e seguitiamo a farci guidare da questi, possiamo vivere un amore erotico durevole, altrimenti la passione si affievolisce e si spegne.

L’amore è uno dei grandi temi topici della letteratura, ma come lei sottolinea nell’introduzione del suo libro, quel che si racconta è sempre la lotta dei due amanti per stare insieme, fino al classico “e vissero felici e contenti”. Quello che viene dopo non è mai parte della storia. L’esperienza dell’amore erotico felice e duraturo potrebbe diventare nuovo territorio d’esplorazione letteraria?
In verità io ho già fatto un esperimento di questo tipo. “L’arte di amare” è il punto di arrivo di un lungo processo di riflessione, sul cui percorso si colloca la pubblicazione di un altro libro, “I dialoghi degli amanti”. In questo testo mi ponevo come obiettivo la ricerca di un linguaggio nuovo, in cui la dimensione erotica fosse fusa con l’amore più intenso e sincero, esplorato attraverso tutti i suoi passaggi: l’amicizia, la passione che esplode, il dolore della lontananza, la gelosia. E ho condotto questa ricerca in forma narrativa. È possibile, sì, che questa dimensione dell’esperienza umana venga recuperata dalla letteratura, ma si tratta di un compito che spetta all’intero occidente, che soffre di una miopia nel suo modo di considerare l’erotismo e lo identifica con l’impudico. Tant’è vero che l’amore erotico non viene preso sul serio, le persone non ci credono, non credono che la passione possa durare ed essere la base di un rapporto stabile. La nostra civiltà ha concepito la fedeltà come un obbligo imposto dai vincoli sociali, mentre ne “L’arte di amare” io sostengo che la fedeltà può essere un piacere, una scelta che si accompagna a una passione durevole. È molto occidentale far coincidere il fare l’amore con il coito, ma in realtà è molto di più: il piacere erotico più esplosivo si costruisce solo nel tempo, con il proprio partner. Le donne sanno che è così: è questo tipo di amore che descrivono nei giornali femminili. Ma anche per gli uomini è lo stesso.

 

Ha in progetto altri libri sulla stessa linea de “I dialoghi degli amanti”?
No, non ho un progetto di scrittura di questo tipo in serbo per il futuro. Per me “L’arte di amare” è un punto di arrivo, come dicevo. Ed è uno spunto per la meditazione: all’amore bisogna dedicarsi con totale dedizione, come alla grande opera di una vita, esattamente come Michelangelo ha dedicato tutto se stesso alla Cappella Sistina. Non si può pensare che sia legittimo fare quel che si vuole, bisogna coltivare l’amore rispettando delle regole, regole sostanzialmente molto semplici: dire la verità e non tentare mai di sopraffare l’altro, di dominarlo. Come scrive Sartre, nel confronto con gli altri l’uomo vuole sempre prevalere: l’amore è l’unica forma di relazione che si sottrae a questa dinamica. Se si permette che questa tendenza contamini l’amore, lo si distrugge.

Nel libro lei fa un parallelismo tra certi meccanismo che accompagnano la nascita dell’amore e quella dei grandi movimenti collettivi: ci può spiegare in che cosa questi due fenomeni si assomigliano? L’amore erotico ha una valenza anche sociale?
Quando due persone si piacciono si sviluppa un legame fortissimo, tanto che se all’innamorato viene tolta la persona amata il dolore è quasi insopportabile, porta a gesti disperati e folli. O si presume che si tratti di una forma di malattia mentale, oppure bisogna riconoscere che questo comportamento si radica in un principio insito nell’animo umano. Il fatto è che quando due persone si innamorano si trovano coinvolte nel processo di “stato nascente”, ossia nella formazione di una nuova collettività in cui ognuno vede la possibilità di un mondo nuovo e felice. Questo processo accomuna l’innamoramento alla nascita dei movimenti collettivi: io ho iniziato proprio dallo studio di questi ultimi, solo dopo mi sono reso conto che gli stessi meccanismi si replicano nell’amore, nel due. Dopo essere passato dallo studio dei movimenti collettivi a quello della coppia, ho proposto anche per questa un modello di democrazia e libertà, che è la grande elaborazione concettuale dell’occidente. L’innamoramento è nato libero: si possono firmare tutti i contratti che si vogliono, ma quando vien meno l’amore la famiglia è finita, e oggi non c’è neppure più una forza sociale a tenerla unita. L’unico collante è il fatto che due persone si vogliano bene, per questo è diventato ancora più importante che l’amore duri.

 

24 ottobre 2012

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