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Francesca Barra, ospite a Francoforte, ”Porto all’estero il ricordo di Giovanni Falcone, simbolo ed esempio per il nostro Paese”

Va tenuta viva in Italia e all'estero la memoria di Giovanni Falcone, che ci ammonisce ad avere fiducia nei principi su cui si fonda lo Stato. È quanto affermato da Francesca Barra, autrice insieme a Maria Falcone del libro ''Giovanni Falcone un eroe solo'', presentato questa sera durante uno degli incontri organizzati in occasione della Fiera del Libro dall'Istituto Italiano di Cultura di Francoforte...

La giornalista, insieme a Maria Falcone, presenta questa sera a Francoforte il libro “Giovanni Falcone un eroe solo”

FRANCOFORTE – Va tenuta viva in Italia e all’estero la memoria di Giovanni Falcone, che ci ammonisce ad avere fiducia nei principi su cui si fonda lo Stato. È quanto affermato da Francesca Barra, autrice insieme a Maria Falcone del libro “Giovanni Falcone un eroe solo”, presentato questa sera durante uno degli incontri organizzati in occasione della Fiera del Libro dall’Istituto Italiano di Cultura di Francoforte. La giornalista e scrittrice ci parla del libro e delle sue aspettative riguardo a questo importante appuntamento.

 

Cosa significa per lei presentare il libro “Giovanni Falcone un eroe solo” alla Fiera di Francoforte? Quali sono le sue aspettative rispetto a questa esperienza?
Per me questo rappresenta innanzi tutto un giusto punto di partenza per far conoscere la figura di Giovanni Falcone. Bistrattato in vita dalla stampa italiana, che lo accusava di strumentalizzare la sua posizione di magistrato per farsi pubblicità, Falcone fu invece molto apprezzato da quella straniera. Nel mio libro io cito e traduco per esempio alcuni articoli del New York Times in cui si parlava di Giovanni Falcone come dell’unico uomo in grado di fronteggiare la mafia. Questo aspetto a me ha colpito moltissimo nella stesura del libro: credo che sia fondamentale continuare a parlare di quest’uomo all’estero, visto che purtroppo in generale il nostro Paese, agli occhi della stampa internazionale, non è un Paese di grandi uomini. I pochi che abbiamo avuto è giusto ricordarli.

E quale immagine del nostro Paese vorrebbe dare all’estero?
L’Italia è un Paese che sta bistrattando il concetto di giustizia, di legalità e soprattutto di Stato. Quando si condannano gli uomini di Stato, gli uomini che lavorano per lo Stato, si tende a dimenticare che si stanno appunto condannando degli uomini, non lo Stato in Sé come istituzione, che rimane un’espressione della società migliore. Raccontare su che cosa si basa lo Stato, in che cosa dobbiamo credere quando parliamo di Stato, è fondamentale, all’estero come fra le nuove generazioni in Italia. Queste troppo spesso ascoltano dalle nostre bocche o leggono sui nostri giornali frasi del tipo “lo Stato ci sta deludendo”: no, sono gli uomini che lavorano male per lo Stato, ma lo Stato continua a rappresentare la nostra società. Lo Stato è espressione della società, come insegnava Falcone, se poi questa società è fatta di uomini “sbagliati” non è colpa dei principi su cui lo Stato è fondato. Bisogna distinguere gli uomini dai principi. 

Questo incontro può essere un’occasione per vendere i diritti del libro all’estero e aprirsi al mercato internazionale?
Me lo auguro, ma non parto mai con un intento materiale. Io considero il mio lavoro come un lavoro etico di informazione e diffusione di profili, storie e persone che meritano di essere raccontati, non mi preoccupo mai di che cosa potrei ricavare da tutto ciò. La vendita dei diritti di questo libro all’estero non è dunque un pensiero o un obiettivo che mi sono posta preliminarmente, ma può essere una speranza.

Quali opportunità può aprire agli autori italiani la partecipazione alla Fiera?
Per me questa è la prima volta, per cui forse a questa domanda potrei rispondere meglio al mio ritorno. Sicuramente però lo scambio che possiamo avere in queste fiere riguardo agli argomenti che affrontiamo nei nostri libri è d’aiuto per noi autori. Confrontarci con l’editoria straniera, con scrittori che vengono da altri Paesi e magari trattano temi simili ai nostri è molto stimolante, sicché partecipo con grande entusiasmo. Che cosa poi avrò trovato effettivamente, lo potrò dire solo una volta che questa esperienza si sarà conclusa.

 

11 ottobre 2012

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