LIBRI - L'intervento della giornalista scrittrice

Festa della Donna, l’omaggio della scrittrice Daria Bignardi alle lettrici per l’8 marzo

Un omaggio alle donne, soprattutto a tutte quelle che, come lei, amano i libri e leggono fin dalla tenera età. E' questo il pensiero che Daria Bignardi ha voluto condividere con la community femminile di Libreriamo in occasione dell'8 marzo. La scrittrice e giornalista ha voluto riproporre...

MILANO – Un omaggio alle donne, soprattutto a tutte quelle che, come lei, amano i libri e leggono fin dalal tenera età. E’ questo il pensiero che Daria Bignardi ha voluto condividere con la community femminile di Libreriamo in occasione dell’8 marzo. La scrittrice e giornalista ha voluto ripoporre per l’occasione la prefazione da lei scritta del libro ‘Le donne che leggono sono pericolose‘, pubblicato da Rizzoli nel 2007. Ringraziamo l’autrice e la casa editrice per la gentile concessione.

 

Le donne che leggono sono delle rompiscatole. Già immagino i commenti maschili: “Perché le donne che leggono se ne vantano così tanto? Gli uomini non lo fanno”. A dirla tutta non me lo immagino: l’ho sentito dire, veramente, da mio marito.

 

Le donne che leggono sono pericolose soprattutto per se stesse. Ci sarà un motivo se la storia dell’umanità ha ritardato la lettura alle donne: la natura sapeva che avrebbe complicato loro la vita. Comunque sia, pazienza: leggere è meraviglioso, è forse l’esperienza più emozionante della vita, quella che ti accompagna più a lungo, dall’infanzia alla morte.

 

Io sono stata una lettrice compulsiva. A quattro anni leggevo. A otto avevo letto praticamente tutti i libri per bambini esistenti e a tredici la maggior parte dei classici russi e francesi. Ma avrei letto anche Dan Brown, se fosse esistito negli anni Settanta e l’avessi trovato in casa: leggevo tutto. Dall’etichetta dell’acqua minerale a Donna Letizia su “Grazia” di mia madre, alla “Selezione del Reader’s Digest” a cui era abbonata mia sorella.

 

Un libro al giorno, cinque giorni la settimana, perché il sabato e la domenica andavamo in campagna. I libri erano per la casa, che stava dentro la città, che stava dentro la nebbia. C’era una gran nebbia a Ferrara ed era una bella scusa per starsene arrotolati sul divano a leggere. Venti libri al mese. Duecentoquaranta libri all’anno. E quando ero malata, cosa che succedeva spesso perché soffrivo di tonsillite, facevo le “orge”, come diceva mia madre: uno, due, anche tre libri in un giorno. Prima dei diciotto anni avrò letto tremila libri. Ma così: voracemente. Senza un piano, senza un criterio, senza un controllo, bulimicamente. Un vizio. Piacevole, come tutti i vizi, ma meno dannoso di altri.

 

Le donne che leggono sono pericolose perché non si annoiano mai e qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga: se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s’innamorano di un altro libro, di un’altra storia, e ti abbandonano.

 

Oggi non leggo più come a nove anni: non ho più tempo. Quando va bene leggo un libro alla settimana e spesso nemmeno: solo in vacanza faccio le “orge” come quando da bambina avevo la tonsillite.

 

Invidio molto Alessandra, la mia giovane suocera, che è in pensione e legge un sacco. “Cosa stai leggendo Alessandra?” “Ma…niente… Negli ultimi mesi ho letto Il responsabile delle risorse umane di Yehoshua, La rabbia del vento di Yizhar, poi quel librettino della Glaspell che ti ho regalato e che spero tu abbia visto, Il resto di niente di Striano, il libro di Clemente Manenti sull’Ungheria 1956. Tutti molto belli: se comincio ad annoiarmi, come mi è successo con Neve di Pamuk, lascio lì. Altre letture dell’ultimo anno, alla rinfusa: Nemirovsky e Philip Roth, che mi piace molto, Una storia di amore e di tenebra di Amos Oz, L’usignolo dei Linke di Helga Schneider e Una donna a Berlino, Nata in Istria di Anna Maria Mori, i racconti di Alice Munro, La visitatrice di Maeve Brennan, vari gialli Sellerio da Camilleri e Lucarelli ad Alicia Giménez-Bartlett: letture da treno Pisa-Milano.”

 

Le donne che leggono sono pericolose perché nutrono i loro sogni e non c’è nulla di più rivoluzionario di una donna che sogna di cambiare la propria vita: se lo fa, farà la rivoluzione, se non lo fa seminerà il terrore.

 

Daria Bignardi

 

8 marzo 2015

 

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