La libreria che ricorda una computer grafica

Fabrice Berrux, designer di Pixl ” La libreria deve rimanere uno dei principali spazi culturali nelle nostre case”

Libri cartacei o e-book? Difficile scegliere. Ma se gli amanti della lettura sono ancora combattutti, i designer non rinunciano a progettare sempre nuovi modelli di librerie...

Una libreria minimal, che si proietta al futuro, senza dimenticare la tradizionalità della libreria come elemento di design e di arredo per la casa. Si presenta così la libreria Pixl disegnata da Fabrice Berrux per Roche Bobois e presentata al Salone del Mobile di Milano

MILANO – Libri cartacei o e-book? Difficile scegliere. Ma se gli amanti della lettura sono ancora combattutti, i designer non rinunciano a progettare sempre nuovi modelli di librerie, che rimangono un elemento di design indispensabile per la casa. Ovviamente, ci si proietta al futuro, abbandonando la linea classifa delle librerie imponenti, optando per una linea più minimal. Una scelta fatta anche dal designer Fabrice Berrux, per Roche Bobois, che ha progettato Pixl: una libreria modulare, chiusa frontalmente, che prende il nome propio dai pixel utilizzati nella computer grafica.

Una libreria chiusa frontalmente, dove i libri e gli oggetti si vedono solo ai lati. Come è stata studiata Pixl e qual è il suo punto di forza?

L’idea di Pixl nasce da una semplice osservazione. Una libreria è utilizzata sia come spazio per archiviare libri e riviste che come vetrina per gli oggetti decorativi, souvenir, trofei ecc.. Con una geometria semplice e radicale, Pixl separa nettamente lo spazio di archiviazione dedicato a libri e riviste da quello per gli oggetti. Paradossalmente, il fatto che i libri siano un po’ nascosti aumenta la loro attrattiva e la loro ricerca ritrova il sapore di momenti magici che viviamo in una libreria…

Dalle librerie imponenti a quelle sempre più minimal, come Pixl. Quale sarà, secondo lei, il futuro di questo elemento d’arredo?

Non credo nella morte del libro nè alla scomparsa delle librerie, e osservo con piacere che questo mobile si libera a poco a poco di tutte le funzioni parassita che lo discostano dal suo ruolo di deposito esclusivo ed esaustivo di libri, riviste e altri beni culturali.

I libri cartacei e gli  e-book. Una lotta che per il momento non ha ancora visto un vincitore. Che ruolo devono mantenere le librerie di design in questo caso? Si pensa ancora al classico o si mira solo al futuro?

E se il fatto di mettere i libri sul lato fosse un affronto agli onnipresenti schermi frontali e altre interfacce del mondo digitale?
Ad oggi, il libro rimane l’industria culturale per eccellenza, prima del cinema e della musica e continua ad avere una bella resistenza rispetto ad altri settori economici. La libreria rimane e deve rimanere uno dei principali spazi culturali nelle nostre case.

 

Pixl, per esempio, trae ispirazione proprio dagli schermi digitali. Perché questa scelta? Le librerie sono concepite ancora come un elemento d’arredo indispensabile per la casa?

Come ho spiegato in precedenza, questa libreria non trae ispirazione dagli schermi digitali. Tuttavia, capisco che trovandosi di fronte ad uno o più moduli Pixl, è possibile confrontare ogni vano chiuso a un’icona di un computer icona dietro alla quale quale sono memorizzati/archiviati dei libri. Ma il confronto si ferma lì. Pixl non è un hard disk esterno, ma un mobile che vanta un equilibrio tra le sue qualità decorative  e quelle funzionali.

E’ possibile affermare che i libri hanno ancora il potere di arredare una casa?

E’ sempre bello arrivare in uno spazio pieno di libri e questo indipendentemente da come i libri sono conservati / archiviati/ presentati … spero che i futuri utenti della biblioteca Pixl ne apprezzino prima di tutto il design e  l’architettura, per poi tuffarsi a capofitto alla ricerca dei tesori contenuti nelle tante caselle.

8 giugno 2014

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