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Erika Sartori di Eco Bookshop, ”Con la sua libreria, Valcucine diffonde la filosofia della sostenibilità”

''Un cambiamento può avvenire solo se è condiviso, ed è la conoscenza a creare responsabilità''. Con queste parole Erika Sartori, responsabile di Eco Bookshop, la libreria all'interno delle showroom milanese di Valcucine, spiega perché un'azienda che si occupa di design, e che fa dell'attenzione alla difesa dell'ambiente la sua filosofia, trovi nei libri degli alleati per la sua attività...
L’azienda di cucine di Pordenone, da sempre attenta alla tutela dell’ambiente, ha da tre anni aperto nel suo showroom milanese una libreria dedicata alle tematiche ecologiche, per volontà del presidente Gabriele Centazzo. Ce ne parla la responsabile  

MILANO – “Un cambiamento può avvenire solo se è condiviso, ed è la conoscenza a creare responsabilità”. Con queste parole Erika Sartori, responsabile di Eco Bookshop, la libreria all’interno delle showroom milanese di Valcucine, spiega perché un’azienda che si occupa di design, e che fa dell’attenzione alla difesa dell’ambiente la sua filosofia, trovi nei libri degli alleati per la sua attività.

Come mai Valcucine ha voluto questa libreria all’interno di un suo showroom?
Questo è un progetto sperimentale di Valcucine, azienda di Pordenone che da oltre trent’anni produce cucine con attenzione sempre maggiore alle dinamiche di difesa dell’ambiente – quest’anno siamo arrivati a lanciare una garanzia di ritiro a vita, per cui il cliente non si deve più preoccupare di come smaltire la cucina al termine del suo ciclo vitale: siamo noi che l’andiamo a riprendere e la rimettiamo sul mercato. Nel 2011 Gabriele Centazzo, presidente e designer dell’azienda, ha vinto il Premio dei Premi per l’innovazione: questo a dimostrazione della serietà con cui viene condotta la ricerca, nel cui spirito rientra anche la libreria. Parte della filosofia consiste proprio nella diffusione dei contenuti. L’idea è che il cambiamento può avvenire solo se è condiviso e che la conoscenza, in questo caso, conduce a una maggiore responsabilità: se sai quali sono le conseguenze dei tuoi gesti puoi fare in modo di modificare il tuo comportamento. Creare una libreria aperta al pubblico, per questi motivi, era un sogno del presidente Centazzo, anche perché a Pordenone c’era già una libreria-biblioteca per i dipendenti che dimostrava di funzionare bene e che funziona tuttora. Abbiamo così ripreso i titoli già presenti in azienda e ne abbiamo aggiunti molti altri – oggi ne abbiamo 1700, tutti dedicati alla tematica della sostenibilità e dell’ecologia.

Che genere di libri avete a catalogo?
Ci sono libri di sociologia, filosofia, antropologia. Si passa poi al giardinaggio e all’ecocucina – con editori come Slow Food. Abbiamo inoltre due grosse sezioni di bioarchitettura e design sostenibile, che sono strettamente legate al nostro mondo. Tra tutti gli argomenti, c’è una linea di conduzione comune per accompagnare lo studio e l’approfondimento di un pensiero.

E quando è nata questa libreria?
Tre anni fa, a giugno del 2010, qui a Milano perché questo è l’unico showroom direzionale dell’azienda, gli altri sono tutti rivenditori. Questo spazio è nato proprio con l’intento di ospitare anche una libreria.

Può farci un bilancio di questi tre anni?
A livello di vendite siamo purtroppo un po’ fermi: rispetto all’anno scorso non siamo cresciuti, ma di sicuro c’è molto entusiasmo. Chi entra si ferma a lungo, consulta, prende più di un libro. E poi torna portando con sé altre persone. Abbiamo creato una serie di contatti diretti e abbiamo un pubblico affezionato, che viene qui perché sa cosa trova, perché è curioso riguardo alle tematiche che trattiamo, oltre a trovare uno spazio dove potersi fermare a leggere, farsi un caffè. Abbiamo anche una connessione wireless a disposizione del pubblico.

Lo showroom, e di conseguenza la libreria, si trova centro della città, in un luogo storico della cultura milanese, che purtroppo nell’ultimo periodo ha subito duri colpi: vicino a Valcucine si trovava la Libreria Utopia, che purtroppo quest’anno si è dovuta trasferire in periferia. È bello che un’azienda che si occupa di cucine e design riconosca l’importanza di libri e cultura…
Sì, per noi sono uno strumento fondamentale. I regali aziendali in Valcucine sono solo libri. Il nostro presidente ha nel suo ufficio scatoloni di volumi che poi, a seconda della persona che ha davanti, sceglie di regalare come ringraziamento. Sicuramente è una passione personale di chi ha creato questa azienda, ma allo stesso tempo per l’azienda è un elemento caratterizzante nella comunicazione con l’esterno.

Oltre alla vendita, ci sono altre iniziative legate ai libri che organizzate nel vostro showroom?
Sì, abbiamo uno spazio per gli incontri e una volta al mese organizziamo presentazioni di libri, mostre o comunque discussioni su tematiche legate alla sostenibilità. Il 15 marzo per esempio è venuto Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food, a parlare del suo libro “Terra madre”, in compagnia di Ermanno Olmi e del presidente Centazzo: una serata dedicata al cibo e alle tematiche della biodiversità. L’idea è creare un punto di riferimento, scambio e confronto attorno a questi argomenti, un network incentrato su un interesse comune: un’attività, questa, che va oltre il marketing, un obiettivo sociale dell’azienda.  

  9giugno 2013

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