Emilia Lodigiani di Iperborea, ”Dal 1987 portiamo in Italia la grande letteratura del Nord”

Una linea editoriale che si propone di far conoscere anche in Italia la grande letteratura nordica: questo è il progetto portato avanti da Iperborea, come ci spiega l'editore Emilia Lodigiani, che ha dato il via all'0attività della casa editrice nel 1987 spinta dalla sua passione per gli autori dei Paesi scandinavi, cui si sono aggiunti in un secondo momento anche Belgio, Olanda ed Estonia...

L’editore di Iperborea ci racconta come è nata la casa editrice e ci illustra il suo progetto editoriale

MILANO – Una linea editoriale che si propone di far conoscere anche in Italia la grande letteratura nordica: questo è il progetto portato avanti da Iperborea, come ci spiega l’editore Emilia Lodigiani, che ha dato il via all’attività della casa editrice nel 1987 spinta dalla sua passione per gli autori dei Paesi scandinavi, cui si sono aggiunti in un secondo momento anche Belgio, Olanda ed Estonia. Emilia Lodigiani ripercorre con noi brevemente la storia di Iperborea e ci illustra i principi che guidano la selezione dei titoli a catalogo.

Può raccontarci la storia di Iperborea?
La casa editrice nasce nel 1987 per mia iniziativa, da una mia grande passione  per gli autori nordici maturata durante un soggiorno a Parigi: attraverso gli studi che conducevo su Tolkien per la mia tesi entrai in contatto con la mitologia e le saghe nordiche, e alla Biblioteca di Sainte-Geneviève di Parigi scoprii prima autori classici della letteratura nordica, come Blixen, poi i contemporanei. Una volta tornata in Italia, nel 1986, constatai che questi autori da noi non erano noti: i classici erano stati in un primo momento tradotti, ma poi subito dimenticati, mentre i contemporanei erano completamente sconosciuti. La mia prima idea fu quella di rivolgermi a un editore per convincerlo a pubblicare queste opere, ma chi mai mi avrebbe dato ascolto? Mi capitò invece di partecipare a una serie di incontri con dei piccoli editori organizzati da una libreria milanese: capii che tutti loro avevano intrapreso l’avventura editoriale con un progetto specializzato, nato dalla passione e dall’amore per il libro. Decisi allora di cominciare io stessa l’attività, convinta che potesse essere un lavoro part-time: la realtà si è rivelata ben diversa, ma la passione è rimasta immutata nel tempo. Il mio intento era quello di far conoscere anche da noi Paesi europei che hanno radici comuni con noi ma un’ottica più ampia, fare una piccola iniezione di quelli che sono i valori e la mentalità nordica. Tra i primi autori pubblicati da Iperborea ci sono stati Enquist, Gustafsson, Lindgren, e poi i classici, come Lagerlöf e Lagerkvist. Rimasi stupefatta di come potessi improvvisarmi editore e imparare il lavoro sul campo, ottenendo immediatamente e senza difficoltà i diritti per questi grandi scrittori.

Quali sono i principi guida del vostro progetto editoriale?
Tra i criteri che guidano la selezione del nostro catalogo c’è in primis l’area geografica: siamo partiti con la pubblicazione degli autori dei Paesi scandinavi, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca e Islanda, poi abbiamo allargato il campo a Olanda, Belgio ed Estonia. Ci interesserebbe ancora la Lituania, ma per il resto non abbiamo intenzione di ampliare ulteriormente l’area: abbiamo già a disposizione una scelta vastissima. In secondo luogo, seguo un criterio di preferenza personale: i libri pubblicati devono piacere a me, e per rispondere a questo requisito devono avere una serie di caratteristiche. Devono essere buona letteratura, trattare temi esistenziali come il senso della vita, il rapporto con Dio, l’amore, la morte, e grandi temi politici e storici. Oltre a tutti questi argomenti, nella letteratura nordica si trova un altro tema fondamentale che mi appassiona molto: l’impatto enorme con la natura, di cui l’uomo è parte integrante, all’insegna di un’appartenenza pre-ecologica. La natura nordica è grandiosa, fortissima, violenta: nell’uomo che si confronta con una natura di questo tipo nasce un senso di sacralità e un bisogno di rispetto che è antecedente a qualsiasi ragionamento o spirito ecologico e fa tutt’uno con il bisogno di sopravvivenza.  Gustafsson afferma che se nel retropensiero di ogni europeo c’è il “cogito ergo sum” di Cartesio, nel retropensiero di ogni nordico c’è un Linneo, grande botanico svedese padre di un moderno sistema di classificazione degli animali e delle piante: il rapporto con la natura e quest’occhio scientifico, classificatorio, sono propri di tutti gli scrittori nordici. A tutto ciò si aggiunge inoltre il tema sociale: i Paesi nordici sono quelli che in Europa hanno realizzato un modello superiore di giustizia. Questo forte soggettivismo nella selezione dei titoli ha fatto sì che sviluppassimo uno zoccolo duro di pubblico fedelissimo, che si riconosce nel nostro gusto.

Quali sono le vostre collane?
Essendo unico criterio di scelta il personale giudizio sulla qualità letteraria di un’opera, fino a tre anni fa c’era un’unica collana, che vede un’alternanza di classici e contemporanei. A questa si è poi aggiunta una piccola collana di saggi, sorta di “bigini” sulla letteratura nordica o approfondimenti sui singoli autori. Tre anni fa abbiamo anche aperto una collana, le Ombre, che è stata lanciata come collana di gialli, ma più che altro comprende libri caratterizzati da suspance, temi politici e sociali, opere insomma contraddistinte da un occhio critico, che si rivolge ai lati d’ombra della società. Tra i titoli di questa collana figurano per esempio “L’uomo laser” di Gellert Tamas, “Il fuggitivo” e “L’immigrato” di Olav Hergel o “I poeti morti non scrivono gialli” di Björn Larsson, gioco letterario in forma di un ironico giallo – quasi una presa in giro del genere letterario – dedicato al tema della poesia.

Quale peso hanno le vendite natalizie nel bilancio annuale di una casa editrice? Si punta molto su questo periodo, visto anche il momento di crisi?
Le vendite natalizie rappresentano il momento in cui si spera di risollevare le sorti dell’anno, e noi abbiamo libri forti che speriamo ci aiutino. La nostra vera e propria strenna è “Il libro di Natale” di Selma Lagerlöf, la prima autrice donna Premio Nobel, un libro che riesce a mescolare il tipico folclore del Nord con una punta di ironia che rovescia le prospettive del tipico racconto natalizio. C’è poi il nostro titolo annuale di Paasilinna, nostro più grande best seller, di cui è appena uscito il libro nuovo, “Sangue caldo, nervi d’acciaio”. Un altro libro divertente è quello di Hotakainen, “Un pezzo d’uomo”. E poi il libro del mio autore più amato in questo momento, l’islandese Jón Kalman Stefánsson, “La tristezza degli angeli”. Con la crisi che c’è, in ogni caso, bisogna rimboccarsi le maniche tutto l’anno con iniziative speciali. Noi per esempio, tenendo fede al nostro intento di rimanere un riferimento per la cultura nordica, abbiamo iniziato a organizzare in casa editrice corsi serali in cui si insegnano le lingue dei nostri autori, e abbiamo dato vita a festival letterari annuali dedicati ogni volta a un’area geografica: il primo è stato Caffè Amsterdam nel 2009, quest’anno c’è stato Caffè Copenaghen, l’anno prossimo sarà la volta di Caffè Stoccolma e nel 2014 di Caffè Helsinki. 

 

11 dicembre 2012

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