LIBRI - Esordio letterario

Elvia Grazi, ”Ho iniziato a scrivere per non sentirmi sola, comunicando agli altri quanto avevo dentro”

'L’amore è un sentimento che ci accomuna un po’ tutti. Chi non ha sofferto per amore? Chi non si è sentito in altalena, prima in alto e poi a raso terra? Se ci pensiamo possiamo dire di esserci sentiti davvero vivi solo in certi momenti.' Parola di Elvia Grazi...

MILANO – ‘L’amore è un sentimento che ci accomuna un po’ tutti. Chi non ha sofferto per amore? Chi non si è sentito in altalena, prima in alto e poi a raso terra? Se ci pensiamo possiamo dire di esserci sentiti davvero vivi solo in certi momenti.’ Parola di Elvia Grazi, al suo esordio letterario con il libro ‘Lasciami contare le stelle‘. Direttrice di diversi settimanali e ora è al timone del mensile StarTv&Lifestyle e di In Forma, Elvia Grazi ci illustra la sua opera ed alanizza perchè, in Italia, la lettura è una passione prevalentemente femminile.

Come nasce l’idea di questo tuo libro d’esordio?
Camminavo lungo la spiaggia, con un’amica e le stavo raccontando quella che per me era la storia d’amore più incredibile che avessi mai sentito. E lei mi ha detto: “perché non la scrivi?”. Detto fatto ho contattato il protagonista. Dalle nostre chiacchiere e da un diario di bordo ha preso il via Lasciami contare le stelle. Io per lavoro scrivo, per anni sono stata la responsabile per la narrativa di un grande settimanale. Mi scrivevano decine di persone e mi chiedevano di raccontare il loro amore. La storia di Bianca e Walter però è davvero unica, adesso lo so, ‘doveva’ essere raccontata. Non posso svelare perché deve fare il giro del mondo, ma alcuni lettori mi hanno già presa in parola. Iniziano ad arrivare foto del libro fotografato ad Algeri, Parigi,  in Egitto.

Perché ritiene che in questa storia, tratta da una vicenda vera, ognuno possa trovarci qualcosa di personale?
Perché tutti quelli che l’hanno letta mi hanno detto che si sono riconosciuti nei  protagonisti. In effetti l’amore è un sentimento che ci accomuna un po’ tutti. Chi non ha sofferto per amore? Chi non si è sentito in altalena, prima in alto e poi a raso terra? Se ci pensiamo possiamo dire di esserci sentiti davvero vivi solo in certi momenti.

Ha diretto diversi settimanali femminili. Quali sono analogie e differenze tra scrivere per una testata e scrivere un libro?
Bella domanda! Credo ci sia un’analogia sola, e forse coincide con il motivo per cui ho iniziato a scrivere. Sono rimasta orfana di padre che avevo solo 4 anni e mezzo. Ricordo che ero molto sola, chiusa in un dolore che non trovava condivisione. Le altre bambine vivevano nel mondo dorato dell’infanzia, io già in quello buio del dolore. Ho iniziato a scrivere per comunicare a qualcuno quanto avevo dentro. Con il passare degli anni, e iniziando a fare la giornalista, ho compreso che dietro le pagine c’erano dei lettori e che stavo colloquiando con loro. Se ci penso è una cosa che ancora oggi mi commuove… Da allora non mi sento più sola…

Come se lo spiega il fatto che le donne leggano di più rispetto agli uomini?
Gli uomini sono più ‘visivi’ . Cerco di spiegare meglio il concetto. Per esempio i maschietti si eccitano guardando delle foto osé o dei film erotico. Noi donne invece siamo ‘cenestesiche’, il che significa che abbiam bisogno di mettere in campo tutti i sensi per sentirci davvero coinvolte. Un libro è perfetto. Ti trascina in un mondo. Leggendo puoi immaginare i profumi, vedere i colori, leggi di una pasta col pesce e ti viene l’acquolina in bocca…    

4 novembre 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti