Elizabeth Strout, ”Scrivo a mano per assaporare ogni singola parola che esce dalla mia penna”

E' stato presentato qualche giorno fa presso la libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano ''I ragazzi Burgess'', il nuovo romanzo della scrittrice statunitense Elizabeth Strout...

L’autrice ha presentato qualche giorno fa il suo ultimo romanzo “I ragazzi Burgess”, saga familiare ambientata nel Maine. Durante l’incontro ha parlato poi del mestiere dello scrittore e di cosa rappresenti per lei la scrittura

MILANO – E’ stato presentato qualche giorno fa presso la libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano “I ragazzi Burgess”, il nuovo romanzo della scrittrice statunitense Elizabeth Strout. Un interessante incontro in cui l’autrice, Premio Pulitzer nel 2009, ha dialogato con la giornalista Daria Bignardi, parlando in primis della sua nuovo libro, in cui al centro vi sono la famiglia i rapporti parentali,  per poi affrontare altri interessanti temi, tra cui il mestiere dello scrittore, la sua passione per la scrittura a mano e per il “vivere le storie di altri attraverso la finzione”.

I RAGAZZI BURGESS – “I ragazzi Burgess” narra la storia di tre fratelli nativi del Maine, molto diversi l’uno dall’altro: Jim, stimato ed affermato avvocato, Bob, anch’gli uomo di legge, molto meno noto rispetto al fratello, e Susan, l’unica dei tre rimasta nel Maine che, lasciata dal marito, vive con il figlio diciannovenne. Sarà proprio la condotta poco ligia del ragazzo a far riunire i tre fratelli, che si dimostreranno affiatati e uniti da un legame indissolubile. La Strout ha parlato poi del Maine e del New England, luoghi che hanno fatto da sfondo a numerosi suoi romanzi e che hanno caratterizzato i ricordi della sua infanzia e giovinezza. Nonostante si tratti di ambienti decisamente affascinanti dal punto di vista paesaggistico, l’autrice li ha dipinti come piuttosto “strani ed inquietanti”, molto isolati e sicuramente poco stimolanti dal punto di vista culturale. Essendo infatti fortemente radicata la cultura puritana, l’autrice ha spiegato come ogni tipologia di evasione, dall’ascolto della musica alla buona cucina, non siano assolutamente contemplati. “Ho scoperto che la gente apprezzava il cibo soltanto all’età di 25 anni, quando mi sono trasferita”.

L’ESPERIENZA DEL TEATRO COMICO –  Parlando della sua esperienza come scrittrice, la Strout ha raccontato un aneddoto molto interessante e divertente circa gli esordi della sua carriera. Avendo già scritto alcuni romanzi, ma sentendo di essere ad un punto in cui la sua scrittura non stava evolvendo, decise di iscriversi ad un corso di teatro comico, per riuscire a mettersi totalmente a nudo. Nonostante l’impresa sia stata piuttosto complessa, è riuscita a salire sul palco e riscuotere anche un buon successo di pubblico. La Strout ha spiegato come questa esperienza le sia servita per conoscersi più a fondo, ma soprattutto per comprendere come la sua vera passione fosse quella del “vivere storie di altri”, che fosse attraverso il teatro o la scrittura di romanzi.

LE ESPERIENZE DI VITA ALL’INTERNO DEI PROPRI SCRITTI – La Strout ha poi affrontato in modo più approfondito il tema del mestiere dello scrittore. Ironizzando sul fatto che, per terminare la stesura di numerosi suoi romanzi le siano voluti spesso più di sette anni, ha spiegato come in questo lasso di tempo personaggi e trame siano stati spesso soggetti a cambiamenti, evolvendosi e mutando rispetto a come erano stati concepiti in origine. Ha precisato come a cambiare sia sempre innanzitutto lei stessa, influenzata dalle esperienze della propria vita. Ha spiegato come, durante la stesura di “Resta con me” sia morto il padre. Questa grandissimo dolore e vuoto le hanno permesso di capire come la concezione di morte sino ad allora da lei concepita e descritta nel suo romanzo non avesse nulla a che vedere con quella che realmente si prova quando si perde una persona cara. Il libro è stato quindi completamente riscritto.

L’ESPERIENZA DELLA SCRITTURA – L’autrice ha affrontato poi il tema della scrittura, descrivendo che cosa rappresenti per lei scrivere. Avendo incominciato a diletarsi nella scrittura quando era ancora una bambina, ha costruito tutto il suo avvenire su questo mestiere. Ha studiato legge e ha cercato di intraprendere il mestiere dell’avvocato, ma senza successo. E’ stato proprio in questo frangente che ha scoperto che la scrittura poteva essere l’unica strada percorribile. “Faccio la scrittrice perché non sono capace di fare nient’altro”. La Strout ha fatto chiarezza poi su una delle tante voci che riguardano il suo modo di scrivere, con particolare riferimento al fatto che lei, nell’era dei computer e della nuova tecnologia, scriva ancora completamente a mano “Scrivo a mano perché questa azione mi permette di rallentarmi e apprezzare maggiormente ogni singola parola che esce dalla penna”.

 


21 ottobre 2013

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