Il secondo capitolo della Touched Saga

Elisa S. Amore, ”Ho molto a cuore i miei lettori, sono loro l’anima del racconto”

L'amore è un fuoco che a volte riscalda, ma altre volte può anche bruciare. Proprio così, intensa e pericolosa, è la storia d'amore tra Evan e Gemma, i personaggi nati dalla penna di Elisa S. Amore...

Dopo il clamoroso successo de ”La carezza del destino”, l’autrice ci presenta il secondo capitolo della sua ”Touched Saga”, il romanzo ”L’inganno della notte”

MILANO – L’amore è un fuoco che a volte riscalda, ma altre volte può anche bruciare. Proprio così, intensa e pericolosa, è la storia d’amore tra Evan e Gemma, i personaggi nati dalla penna di Elisa S. Amore che abbiamo già avuto modo di conoscere ne ”La carezza del destino”. L’autrice già ci aveva raccontato la straordinaria vicenda del suo esordio: il suo primo romanzo, autopubblicato, ha riscosso uno straordinario successo, tanto che una casa editrice spagnola l’ha contattata per acquistarne i diritti e l’Agenzia Bernabò, quella di Dan Brown, ha accettato di rappresentarla. Dopo questo primo libro, ripubblicato dalla casa editrice Nord, esce in edizione rivista e ampliata anche il  secondo episodio della “Touched Saga”, “L’inganno della notte”.
 
Aveva fin dall’inizio in mente di scrivere una serie o l’idea è venuta dopo lo straordinario successo del primo libro?
Sapevo sin dall’inizio che sarebbero stati cinque libri. Quando ho pensato all’idea iniziale, la storia ha subito preso forma nella mia testa, strutturandosi nei diversi volumi. Quando ho deciso di auto pubblicare, avevo già scritto i primi tre libri della saga, quindi non conoscevo ancora il giudizio del pubblico.

È cambiato il suo rapporto con i personaggi in questo secondo romanzo? Evan e Gemma hanno continuato ad abitare la sua fantasia in modo spontaneo, la loro storia si è evoluta in modo naturale nella sua immaginazione o è stato più difficile “seguirli”?
Ho scritto il secondo romanzo subito dopo il primo, quindi il mio rapporto con i personaggi si è evoluto in modo naturale nel corso della storia, ma sicuramente ho imparato a conoscerli meglio.
Raccontare la storia di Evan e Gemma non è mai stato difficile, anzi. A ogni nuova scena io faccio da spettatrice e sono loro a portarmi dove vogliono. È un processo molto naturale e, nella mia mente, i personaggi interagiscono tra loro nei vari momenti della giornata, anche quando non sto scrivendo.

L’intreccio tra amore e morte è un tema tipico della letteratura di tutti i tempi. Questo rispecchia la sua visione dell’amore, la passione per lei è un fuoco che consuma e a cui si deve essere disposti a sacrificarsi?
Sì, io credo nell’amore e, dentro di me, ho sempre percepito questo sentimento con molta intensità, come un fuoco che a volte riscalda, ma che altre volte può anche bruciare. Secondo me, dipende tutto dal modo in cui si vive questo sentimento, da ciò che ci si aspetta dalla passione. Se ci lasciamo consumare dal fuoco, allora gioiremo anche del suo calore. Sacrificarsi per amore? Sì, nella coppia succede, ed è giusto, per poter trovare un equilibrio, ma sempre nel rispetto di se stessi. Rischiare per chi si ama? Sempre.

Lei ha un rapporto molto stretto con i suoi lettori grazie a facebook e twitter. In che modo cerca di coinvolgerli?
Mi piace avere un rapporto diretto con i miei lettori. Cerco di rispondere a tutti i loro messaggi e commenti e spesso organizzo giochi per coinvolgerli, dove possiamo confrontarci e discutere dei personaggi della saga. Ho molto a cuore anche il loro parere e molti suggerimenti mi sono stati utili in fase di editing. Sono convinta che il lettore sia l’anima di un racconto.

I social network, per uno scrittore, sono anche uno strumento per “sondare la temperatura” del proprio pubblico, per leggere a propria volta nella mente dei lettori e interpretarne gusti e aspettative?
Io non scrivo mai seguendo le aspettative di qualcuno, se non le mie. La prima fase, quella della stesura, è un processo secondo me molto intimo, in cui si è da soli con i personaggi e si interagisce con loro per scoprire dove ti portano. Non c’è spazio per altri, in questa prima fase. Successivamente ci si può aprire ai suggerimenti del lettore, che a volte può aprirci porte dove noi avevamo costruito muri.

27 marzo 2014

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