Editoria digitale. In Italia a fine 2012 sarà il 3% della popolazione a leggere ebook

Cosa vuol dire essere editori (di libri e contenuti editoriali) al tempo dei tablet? In Usa il 19% della popolazione (adulta, con più di 18 anni) legge su ebook reader, altrettanti lo fanno su tablet. Cresce negli Stati Uniti il numero di persone che leggono i libri digitali (sono il 21% della popolazione adulta) e cresce anche chi legge non solo su Kindle (41%) ma anche su device multifunzione: 29% su iPhone e 23% su tablet...

A partire dai dati internazionali (e da qualcuno italiano) ecco cosa vuol dire essere editori al tempo dei tablet. Se ne parlerà nell’ambito di Più libri più liberi, durante l’incontro “Anche questo è un libro!”, in programma venerdì 7 dicembre alle 14 nella Sala Smeraldo del Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma


MILANO – Cosa vuol dire essere editori (di libri e contenuti editoriali) al tempo dei tablet? In Usa il 19% della popolazione (adulta, con più di 18 anni) legge su ebook reader, altrettanti lo fanno su tablet. Cresce negli Stati Uniti il numero di persone che leggono i libri digitali (sono il 21% della popolazione adulta) e cresce anche chi legge non solo su Kindle (41%) ma anche su device multifunzione: 29% su iPhone e 23% su tablet. Situazioni non diverse nei comportamenti – se non nei valori percentuali più piccoli perché legati a mercati meno “maturi” di quello americano – si riscontrano in Spagna, Germania, Francia e in Italia: in Spagna il 7% di chi ha più di 14 anni dichiara di leggere ebook, in Italia si prevede a fine 2012 un 3% (di chi ha più di 14 anni).

 

DOVE SI LEGGE – Si legge in mobilità, non solo su lettori dedicati (da Kobo a Kindle) ma anche su tablet in cui la “pagina” del libro, la sua narrazione, i suoi contenuti informativi (e formativi), di servizio (le guide), professionali (si pensi al mondo degli avvocati e dei commercialisti), ecc. si devono confrontare con tutto ciò che si può scaricare e guardare: un giornale o un periodico, la posta, un sito web, una partita di calcio, un film o un trailer. E potendo condividere al tempo stesso l’esperienza che si sta facendo con altre persone.

 

L’OFFERTA EDITORIALE – Di fronte a questi cambiamenti, gli editori offrono prodotti editoriali che non sono più solo “prodotti di replica” (il libro riversato in formato ePub3 o Pdf sullo schermo di un e-reader), che considerano la rete solo come un canale distributivo. Lavorano a prodotti nuovi, adatti alle nuove forme di utilizzo dei contenuti: un “prodotto”/narrazione reso interattivo per rispondere alle richieste di inte(g)razione del lettore, per completare l’informazione che trova sul giornale, per riempire le pause della mobilità con storie che possono stare nello spazio di alcune fermate di metropolitana, per le esigenze della didattica e del mondo professionale.

 

L’APPUNTAMENTO – Di tutto questo si parlerà, a partire dai dati internazionali, da qualche dato italiano e di alcune case history, nell’incontro "Anche questo è un libro!", in programma il 7 dicembre alle 14 nella Sala Smeraldo del Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma nell’ambito di Più libri Più liberi (Roma, 6-9 dicembre). Interverranno, moderati da Cristina Mussinelli (AIE), Andrea Angiolini (Il Mulino), Giorgia Conversi (Elastico App), Lorenzo Fabbri (Gruppo Editoriale l’Espresso – Storiebrevi).

 

29 novembre 2012

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