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“Donnaregina”, il romanzo inaspettato di Teresa Ciabatti tutto da scoprire

“Donnaregina”, il romanzo inaspettato di Teresa Ciabatti tutto da scoprire

Tornata dopo una lunga pausa, Teresa Ciabatti consegna al pubblico italiano un romanzo arguto, profondo e inaspettato. È “Donnaregina”.

“Donnaregina”, il romanzo inaspettato di Teresa Ciabatti tutto da scoprire

Con “Donnaregina, Teresa Ciabatti torna in libreria con un romanzo che sfida le convenzioni narrative e si addentra, con sfrontata leggerezza e profondità emotiva, in un dialogo impossibile: quello tra una scrittrice e un boss della camorra.

Il titolo, ironico e sontuoso, è lo stesso della celebre strada napoletana, ma qui diventa simbolo di un regno interiore, di una storia personale che si intreccia con l’ombra della criminalità e della memoria.

Ciabatti ci invita in un gioco di specchi tra realtà e finzione, mettendo in scena una protagonista che le somiglia ma non le coincide, in bilico tra l’urgenza di comprendere e il desiderio di raccontare.

“Donnaregina” di Teresa Ciabatti

La sinossi del libro

Chi è davvero ‘o Nasone, accusato di rapina a mano armata, associazione a delinquere, associazione mafiosa, 182 omicidi commessi e commissionati? Se lo chiede la scrittrice a cui il giornale dà l’incarico di intervistare proprio lui, il superboss.

A lei che di criminalità non sa niente, che si è sempre occupata di adolescenti, tutt’al più cantanti, attrici, gente dello spettacolo. Il loro è l’incontro di due mondi lontanissimi che tali devono rimanere, almeno nelle intenzioni della protagonista.

Eppure, quando lui inizia a parlare, qualcosa cambia. Quest’uomo spietato che alleva colombi e crede negli ufo comincia a interessarla. Non tanto quando si sofferma sulle cronache di furti, sparatorie e vendette, piuttosto per la nostalgia che vibra nei racconti delle donne incontrate e perdute, degli amici morti ammazzati, degli affetti famigliari.

Quando insomma, pur non rinnegando il proprio passato, il boss si mostra vulnerabile. Il dubbio: forse la sta manipolando? È sul piano dei rapporti affettivi che boss e scrittrice si incontrano: nelle ferite di genitori incerti, forse sbagliati.

Nel mistero dei figli con cui non sanno più comunicare e che temono di aver perso per sempre. Il confronto tra loro, pur sempre carico di diffidenza, si trasforma allora in un viaggio tra ricordi, confessioni, fraintendimenti e proiezioni, ma soprattutto rivelazioni su figli che non sono quello che loro credono.

Così, quando la protagonista si trova a cercare le tracce del figlio di Misso nelle strade di Napoli, capisce di cercare qualcun altro: sua figlia che le sta sfuggendo. Nei quattro anni trascorsi dal suo più recente romanzo ci è mancato lo sguardo di Teresa Ciabatti, la sua cifra stilistica unica, la lucidità, l’ironia, l’equilibrio assoluto del fraseggio.

Con l’intensità e l’anticonformismo radicale della sua scrittura, Ciabatti conduce una protagonista che le somiglia in territori a prima vista remoti e indecifrabili, per riportarla a casa più dolente e saggia, capace di riconoscere il baluginare dell’umano ovunque si presenti.

Un ritorno inaspettato, un libro che conquista

Lo stile di Ciabatti è come sempre tagliente, frammentato, ma anche lirico e sorprendente. In “Donnaregina” domina un’ironia feroce e disincantata che riesce, tuttavia, a lasciare spazio a momenti di intensa vulnerabilità.

Le frasi brevi, la struttura asciutta e lo sguardo impietoso costruiscono una voce narrativa che spezza ogni aspettativa, facendo della digressione un’arte e della confessione un’arma. La scrittura ha un ritmo sincopato, quasi febbrile, che alterna passaggi fulminanti a pause dense di sottotesto.

È una prosa che sembra sviare, ma che in realtà scava, portando alla luce il non detto, il rimosso, l’impossibile da raccontare. In questo romanzo, l’autrice esplora il concetto di colpa e riscatto, di identità e finzione, senza mai rinunciare a quel tono personale e inconfondibile che fa sentire ogni lettore al tempo stesso osservatore e complice. “Donnaregina è un libro che sfonda il cuore, fa ridere, inquieta, consola e interroga: una confessione letteraria che brucia e illumina.

Chi è Teresa Ciabatti

Teresa Ciabatti, nata a Orbetello nel 1975, è una delle voci più originali e riconoscibili della narrativa italiana contemporanea. Dopo la laurea in Lettere moderne all’Università La Sapienza di Roma, si è formata alla Scuola Holden di Torino, affermandosi come scrittrice e sceneggiatrice.

Il suo esordio letterario risale al 2002 con “Adelmo, torna da me”, da cui è stato tratto il film L’estate del mio primo bacio. Ma è con “La più amata” (2017), finalista al Premio Strega, che conquista il grande pubblico, imponendosi come autrice capace di raccontare la fragilità, il desiderio di riscatto e la complessità dei legami familiari con uno stile unico.

Nei suoi romanzi, Ciabatti intreccia spesso autobiografia e invenzione, costruendo protagoniste imperfette, spiazzanti, profondamente vere. Oltre alla narrativa, collabora con giornali e riviste e ha firmato diverse sceneggiature per il cinema e la televisione.

Con “Donnaregina”, conferma ancora una volta la sua forza espressiva, la sua capacità di osare e reinventarsi, firmando un’opera che lascia il segno per originalità e profondità.