DeA Svolte, la nuova collana editoriale per orientarsi in una società in rapida evoluzione

Il nostro modo di vivere il tempo, le relazioni interpersonali, il rapporto con le tecnologie è mutato profondamente negli ultimi tempi. Come non sentirsi fagocitati da quello che ci sta accadendo attorno? DeA Svolte, la nuova collana di De Agostini, mira a offrirci una bussola. Così ce la presenta Anachiara Tassan, attualmente direttore editoriale dei marchi di De Agostini Libri...

Annachiara Tassan, direttrice editoriale dei marchi di De Agostini Libri, ci presenta la collana DeA Svolte: “Un vademecum per non subire i cambiamenti del nostro tempo ma esserne protagonisti”

MILANO – Il nostro modo di vivere il tempo, le relazioni interpersonali, il rapporto con le tecnologie è mutato profondamente negli ultimi tempi. Come non sentirsi fagocitati da quello che ci sta accadendo attorno? DeA Svolte, la nuova collana di De Agostini, mira a offrirci una bussola. Così ce la presenta Anachiara Tassan, attualmente direttore editoriale dei marchi di De Agostini Libri e precedentemente di Walt Disney Company Italia

Perché nasce DeA Svolte, la nuova collana editoriale di De Agostini?
La collana DeA Svolte nasce con l’intento di allargare il campo della nostra offerta editoriale oltre i temi classici della manualistica pratica, come la cucina, i pets e il parenting, in cui abbiamo una tradizione consolidata, per affrontare tematiche di più stringente attualità.

Quali sono gli elementi di novità che DeA Svolte intende portare nel panorama editoriale?
Con DeA Svolte vogliamo offrire una serie di strumenti pratici con cui affrontare al meglio le sfide che la società in continua trasformazione ci offre e delle “istruzioni solide” per vivere più serenamente e con consapevolezza le grandi svolte della nostra vita.

Lo slogan della collana, “Istruzioni solide per una vita liquida”, fa riferimento alla celebre definizione del sociologo Bauman, che per “vita liquida” intende l’esistenza sempre più frenetica e senza certezza della nostra società attuale, in cui siamo ridotti a consumatori, non più protagonisti. Questa collana rappresenta un atto di resistenza contro queste tendenze della contemporaneità?
Più che un atto di resistenza, che sarebbe un po’ velleitario, vorremo fosse una bussola con cui tutti noi lettori possiamo orientarci meglio in una società la cui continua e rapida evoluzione ha un forte impatto sulla nostra vita quotidiana, sulle nostre abitudini, sul nostro modo di vivere il tempo e le relazioni con gli altri. Un “vademecum” che ci consenta di non subire i cambiamenti inevitabili, ma di esserne protagonisti attivi.

Quali argomenti si propongono di affrontare i manuali che entreranno a far parte di questa collana?
La famiglia che cambia, si atomizza, si allarga, rimettendo in gioco le relazioni uomo-donna e genitori-figli; i nuovi modi di vivere il nostro tempo libero e professionale, il rapporto con la tecnologia e la connettività; la resistenza, questa sì attiva e creativa, a un tempo di crisi in cui diventa fondamentale mettere a frutto tutte le risorse personali e interpersonali, talvolta inaspettate.

È uscito il primo titolo di DeA Svolte, “Felicemente #sconnessi”, che ci dice come evitare di farsi schiacciare dall’iperconnettività, dalle nuove tecnologie e dai social network. Può darci qualche consiglio in proposito?
La connettività non va demonizzata in quanto rappresenta una modalità ormai ineludibile di relazione con il mondo fuori da noi. Quello che conta è imparare a prendere il meglio che ci offre senza farsi fagocitare, perché allora diventa controproducente: ci fa perdere un sacco di tempo e ci fa perdere di vista le priorità, impedendoci di essere efficaci, incisivi, rapidi.
L’autrice propone un approccio molto pratico e graduale – perché il blackout improvviso e totale non funziona e non ha nemmeno senso. La chiave è selezionare: selezionare le informazioni che davvero ci sono utili, selezionare le e-mail, selezionare i contatti e gestire l’inutile: il 30% del nostro traffico è in genere costituito da messaggi spam, che assorbono il 12% del nostro tempo. Imparando a scremare l’inutile, possiamo lavorare meglio sugli obiettivi che davvero ci stanno cuore.

6 febbraio 2014

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