Lo scrittore israeliano ha aperto la kermesse letteraria

David Grossman, ”Lo Stato di Israele è nato perché gli ebrei non fossero più vittime”

PIETRASANTA - Iniziano con David Grossman le Anteprime 2014, il Festival che ci fa scoprire i più importanti libri che troveremo a partire dal prossimo autunno in libreria per il gruppo Mondadori...

PIETRASANTA – Iniziano con David Grossman le Anteprime 2014, il Festival che ci fa scoprire i più importanti libri che troveremo a partire dal prossimo autunno in libreria per il gruppo Mondadori. Abbandonata la location medievale di Pietrasanta Centro, il festival si sposta a pochi metri dal mare in un luogo non meno denso di cultura del capoluogo, a Marina di Pietrasanta sotto i pini di dannunziana memoria della Versiliana.

L’OMAGGIO A FALETTI – È il giorno in cui si ricorda Giorgio Faletti, ricordato dal Direttore della Mondadori, Riccardo Cavallero, che per la casa editrice ha editato alcuni dei suoi bestseller, ma anche il giorno di nuove tensioni nei territori occupati in Medio Oriente e la presenza di David Grossman assume improvvisamente connotati di grande importanza e di estrema attualità. Nel suo ultimo libro ‘Caduto fuori del tempo‘ Grossman si cimenta in un genere nuovo, la poesia, in cui i personaggi che vanno un paese delle ombre, verso un ‘laggiù‘, luogo metafisico dove hanno persone care.

UN NUOVO GENERE: LA POESIA – Vi è uno sconfinamento nella poesia che è una novità per Grossman. ‘Sono fiero – esordisce lo scrittore – di essere in luogo che fu di ispirazione per D’Annunzio. Non sono un poeta: io spero che coloro che mi leggono si fidino di me è mi seguano in ogni stile. Amo avere lettori che mi consentono di essere diverso e spero siano curiosi di sapere come mi sento io mentre mi cimento in nuovi stili. Credo sia necessario avere un po’ di presunzione di creare qualcosa di nuovo e non accettare di percorrere sentieri già battuti. Tutti i generi letterari sono stati già inventati prima di me, ma io provo a percorrere nuovi sentieri. Volevo scrivere di persone che si dirigono verso un laggiù in cui si può parlare di cose per cui non ci sono parole. Per il mio libro è la perdita come è successo alla nostra famiglia di un figlio in una guerra contro il Libano otto anni fa. Non potevo trovare nei libri degli altri le parole: ora sono venute in forma di poesia. Scrivere è apprendimento e il libro che sto scrivendo mi ha detto che il linguaggio giusto era la poesia.  Non è libro di poesie che racconta un viaggio. In ogni viaggio niente di scontato perché tutto messo in discussione dalla nuova realtà nuova. Parto per un libro come un turista parte per un viaggio’.

LA SUA ISRAELE – Si arriva alla attualità  che è intimamente legata alla figura di uno scrittore, che ha una dimensione intima, ma anche politica perché rappresenta un Paese come Israele. Come stanno insieme la dimensione intima e quella di cantore di una nazione? ‘Se potessi scegliere farei solo narrativa. Ma vivo in Israele e quello è il luogo che mi manda fuori di testa, ma è il materiale di cui sono fatto e non potrei vivere altrove. Avverto spesso una diffusa convinzione e rassegnazione che non ci sarà mai pace con palestinesi e arabi e lo dicono con una sicurezza come fosse un assioma matematico. In realtà io ho la speranza che la pace si possa fare e che le persone possano superare questa realtà che non fa che aggravare la situazione. Come essere umano israeliano sono indignato: lo Stato di Israele è nato perché gli ebrei non fossero più vittime. Siamo la superpotenza regionale e appoggiati da superpotenze in modo illimitato, ma ci comportiamo come vittime del passato. Bisogna creare un connubio tra la forza che abbiamo e la pace’. 

5 luglio 2014

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