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Dario Fertilio: “La mia passione per la lettura è iniziata con Topolino”

Dario Fertilio, critico letterario sulle pagine del Corriere della Sera, racconta le infinite potenzialità di un libro, definito come una specie di dvd potenziato, un miracolo tecnico all’interno del quale si creano intuizioni e associazioni. Importante è il ruolo del critico, il quale deve creare un percorso di lettura che consenta idealmente a ogni singolo lettore di farsi un giudizio personale...
Il giornalista del Corsera parla di sé e spiega quali sono le caratteristiche principali che deve avere un critico letterario

MILANO – Creare un percorso di lettura che consenta idealmente a ogni singolo lettore di farsi un giudizio personale. E’ questa la mission principale di un critico letterario secondo Dario Fertilio, giornalista del Corriere della Sera e scrittore di saggi, libri di conversazione, racconti e romanzi.
 
IL MIRACOLO DEL LIBRO – Fertilio definisce la sua passione per i libri congenita, ma non certo esclusiva. “Da sempre ho letto storie con passione, dalle avventure di Topolino di quando avevo quattro o cinque anni, in poi. Ma il film, la musica, il cinema, il teatro, la danza, i videoclip, la fotografia, e perché no, la moda e la filosofia, la buona cucina, lo sport e la politica possono e, a mio giudizio, devono convivere con la lettura e la scrittura”. Secondo Fertilio il libro è una specie di dvd potenziato, un miracolo tecnico all’interno del quale si creano intuizioni e associazioni, intrecci e sogni che a loro volta reagiscono tra loro, accendendo ulteriori visioni e sentimenti. “Il libro fa nascere cose, e da ogni cosa nasce molto spesso un’altra cosa, in una catena infinita. Per questo motivo i libri, cartacei o elettronici, non finiranno mai”.
 
DA STEPHEN KING AL PREMIO NOBEL – Dario Fertilio ha da poco finito di leggere l’ultimo romanzo di Stephen King “22/11/63”, opera incentrata sull’attentato a Kennedy in cui il protagonista torna indietro nel tempo. “La lettura mi ha appassionato, e in essa il piacere viene sempre dall’imprevisto”. Per Fertilio l’emozione deriva dalla scoperta che il tema del romanzo, l’attentato a Kennedy, è solo un pretesto per esporre la filosofia dell’autore. “Ogni cosa si tiene, ogni sequenza è collegata a un’altra grazie a “l’effetto farfalla”: se si cambia un particolare marginale si provoca una mutazione a catena di tutto l’universo. Ma naturalmente tutto ciò è esposto nel modo letterariamente magistrale che solo Stephen King possiede”. Fertilio sta preparando uno studio sull’autore statunitense, ammettendo però con rammarico di non averlo mai potuto incontrare. Fra le interviste più emozionanti, il critico cita quella con lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, recente premio Nobel per la letteratura. “Quando l’ho intervistato a Santa Margherita Ligure, qualche anno fa, mi ha confidato di sentirsi boicottato nella sua produzione saggistica, per il semplice fatto che là vi espone idee liberali, poco gradite al potere editoriale. Dargli voce in quell’occasione, tramite l’intervista, mi ha consentito di far conoscere al pubblico qualcosa di nuovo, inaspettato, cruciale per comprendere come va il mondo”.
 
IL GIUDIZIO DEL LETTORE – Oltre ad essere un critico letterario, Dario Fertilio è autore di diverse pubblicazioni. “Ho scritto saggi, libri di conversazione, racconti e romanzi, recentemente anche un’opera teatrale. In ognuno ho espresso idee e sentimenti diversi. Fra tutti, tengo di più al romanzo “La via del Che, il mito di Ernesto Guevara e la sua ombra” (Marsilio) perché mi è sembrato di fondervi il piacere della storia, la suspence, l’avventura, la filosofia e il messaggio politico di libertà”. Per quanto riguarda la figura del critico letterario, Fertilio ha le idee chiare. “Il critico deve anzitutto esporsi, essere comprensibile. Scrivere cose piacevoli è facile, andare contro le aspettative, magari quelle del proprio capo, direttore, o anche dei propri lettori, è molto più difficile”. Secondo Dario Fertilio non conta tanto stroncare o lodare un’opera, ma creare un percorso di lettura che consenta idealmente a ogni singolo lettore di farsi un giudizio personale. Infine, ci vuole la chiarezza. “Si può essere anche molto raffinati nella forma, ma conta essere semplici, addirittura umili, e se possibile comprensibili a tutti. Come insegnano il grande maestro di scrittura giornalistica, Indro Montanelli, e il grande “scrittore viaggiante”, Enzo Bettiza”.  
 
Note Biografiche: Dario Fertilio (Modena, 9 ottobre 1949) è un giornalista e scrittore italiano di origine dalmata. Cresciuto a Milano, dove si è laureato in lettere all’Università Statale, a ventun anni ha iniziato il tirocinio di cronista al "Corriere d’Informazione" (diretto, come l’altra testata di via Solferino, da Giovanni Spadolini) passando nel 1978 prima agli interni, poi alla redazione politica e infine a quella culturale del Corriere della Sera, dove lavora tutt’ora come uno dei responsabili. Ha pubblicato diversi saggi e monografie su temi politici e sull’informazione, nei quali afferma la necessità di ricercare e difendere le libertà individuali. Nel 1998 ha fondato con l’ex capo dei dissidenti russi, Vladimir Bukovskij, i Comitati per le Libertà (vedi), un movimento che ha lo scopo di affermare i principi liberali: diffusione della democrazia nel mondo, libero mercato, federalismo e sussidiarietà, democrazia diretta. Una delle iniziative più famose è la celebrazione del Memento Gulag, la giornata della memoria per le vittime del comunismo, ogni 7 novembre.

 

16 aprile 2012

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