Dall’America arriva un programma per aiutare i bambini di diverse culture ad amare la lettura

Uno studio compiuto da un centro di ricerca americano, il Cooperative Children's Book Center, sui libri per l'infanzia e young adult pubblicati l'anno scorso negli Stati Uniti ha evidenziato come le storie che hanno per protagonisti bambini o ragazzi afroamericani, latinoamericani o indiani rappresenti una scarsissima minoranza...

Un recente studio statunitense ha evidenziato come la quasi totalità della letteratura per bambini abbia per protagonisti ragazzi bianchi. Come risposta, First Book ha lanciato un programma per promuovere la diversità culturale nei libri destinati ai più giovani, perché tutti possano identificarsi nelle storie che leggono

MILANO – Uno studio compiuto da un centro di ricerca americano, il Cooperative Children’s Book Center, sui libri per l’infanzia e young adult pubblicati l’anno scorso negli Stati Uniti ha evidenziato come le storie che hanno per protagonisti bambini o ragazzi afroamericani, latinoamericani o indiani rappresenti una scarsissima minoranza. Questo rischia di escludere dal mondo delle letture un’ampia fascia di ragazzini che non si riconoscono nella proposta editoriale dominante e sono sempre più portati a sentirsi diversi dagli altri. Per cercare di porre rimedio a questa situazione, l’organizzazione no profit First Book ha recentemente lanciato un programma per promuovere la diversità attraverso i libri destinati ai lettori più giovani. La notizia è riportata da un articolo della rivista specializzata statunitense Publishing Perspectives e ne ha parlato anche Alison Flood in un articolo sul quotidiano britannico The Guardian.

LA MANCANZA DI DIVERSITÀ NEI LIBRI PER L’INFANZIA – Lo studio del Cooperative Children’s Book Center, centro che si occupa di letteratura per l’infanzia e young adult e che fa parte della University of Wisconsin-Madison School of Education, è stato condotto prendendo in esame 3.600 libri per bambini pubblicati negli Stati Uniti nel 2012 e ha evidenziato come soltanto il 3,3 % di questi avesse per protagonisti degli afroamericani. Non godono di considerazione maggiore le altre minoranze: le storie su bambini latinoamericani sono il 2,1 % e quelle che hanno per protagonisti indiani d’America rappresentano solo lo 0,6 %. Questa mancanza di diversità nella letteratura per l’infanzia è un problema dannoso per tutti i bambini, ma soprattutto per quelli che appartengono alle fasce minoritarie della società, che hanno meno occasioni di vedere se stessi, le proprie famiglie e le proprie comunità rappresentati nelle storie che leggono.

CONDANNATI A SENTIRSI DIVERSI
– Come sottolineato da Alison Flood sul Guardian, il problema è stato sollevato anche in Gran Bretagna. Per metà originaria della Guyana, la scrittrice inglese Tanya Byrne ha raccontato che tra i protagonisti dei libri letti da piccola non le è mai capitato di incontrare personaggi di colore. “Sono abituata a leggere storie che raccontano di persone che non mi somigliano – è un dato di fatto con cui impari a convivere, sei portato a sentirti talmente diverso dagli altri da credere che non potresti mai comparire in un libro”, afferma l’autrice. “Provate a entrare nella sezione ragazzi della vostra libreria e vi accorgerete che è molto più facile trovare un libro che parla di zombie piuttosto che uno che parla di una ragazza nera o di un qualsiasi personaggio che non abbia la pelle bianca”.

IL PROGRAMMA DI FIRST BOOK – A questo proposito, in occasione del Clinton Global Initiative America, meeting annuale organizzato dall’ex presidente Clinton che si pone l’obiettivo di trovare nuove soluzioni per promuovere l’economia statunitense, l’organizzazione no profit First Book ha lanciato il programma “The Stories for All Project”. Da sempre impegnata a fornire libri e sostegno educativo alle scuole e a portare avanti progetti rivolti a bambini in necessità, First Book si propone con questa nuova iniziativa di incrementare drasticamente la ricerca di diversità nella letteratura per l’infanzia.

UNA MAGGIORE RICCHEZZA PER TUTTI
– “Abbiamo sentito gli educatori con cui lavoriamo ripetere di continuo che uno dei più grandi ostacoli allo sforzo di trasformare i bambini in lettori forti è la mancanza di libri che abbiano rilevanza nelle loro vite”, ha dichiarato Kyle Zimmer, presidente e CEO di First Book. “Uno dei modi migliori per trasformare i bambini in lettori è dar loro storie che abbiano per protagonisti eroi e che raccontino esperienze in cui loro possono identificarsi. Facendosi portavoce di migliaia di educatori che lavorano a contatto con le famiglie che si trovano al gradino più basso della piramide economica, First Book vuole mostrare all’industria editoriale che c’è una forte e vitale richiesta di contenuti che fanno riferimento a culture diverse da quella finora dominante. Questa strategia porterà alla creazione di contenuti culturalmente diversificati disponibili a tutti i bambini, che avranno un impatto non solo nelle vite di quelli a cui si rivolgono direttamente”, spiega Zimmer. “Non si tratta soltanto di pubblicare per i bambini afroamericani più libri su bambini afroamericani, o per i latinoamericani più libri su bambini latinoamericani, ma di offrire a tutti quanti contenuti più ricchi, attraverso cui ciascuno può scoprire il valore delle storie che l’altro ha da raccontare”.

GLI OBIETTIVI DEL PROGRAMMA – Come parte di questo programma a lungo termine, First Book ha annunciato l’intento di allargare la sua azione a nuove scuole e comunità. Insieme a questo ampliamento del mercato editoriale, First Book porterà avanti l’impegno a procurarsi collezioni di libri culturalmente rilevanti per quei bambini cui si rivolgono i servizi degli educatori e a fornire agevolazioni economiche per chi voglia usufruire dei suoi canali di mercato. First Book attualmente serve quasi 60 mila educatori e leader di comunità, ancora una piccola frazione – approssimativamente il 4% – della popolazione che avrebbe diritto a usufruire delle sue risorse.

IL PIANO PER I PROSSIMI DUE ANNI
– Per i prossimi due anni il piano di First Book prevede di aggiungere altre 30 mila classi scolastiche che hanno bisogno di sostegno alla sua rete, garantendo loro un accesso permanete e costante alle sue risorse. Fornire borse di studio spendibili in 600 mila titoli di libri culturalmente rilevanti per bambini in difficoltà economiche. Creare 9 mila collezioni da 50 titoli ciascuna compredneti un’ampia varietà di titoli facenti riferimento a diverse culture. Condurre una valutazione tra comunità non ancora servite per determinare esattamente di quali risorse abbiano bisogno. Costruire una rete di rapporti con autori, illustratori e altri professionisti del settore per spingerli a proporre agli editori nuovi contenuti.

IL SOSTEGNO DI DISNEY – Il costo di questo impegno sarà per i prossimi due anni di 3 milioni di dollari. Disney, che ha già donato più di 8 milioni di libri a First Book, è uno dei più grandi supporter di questi sforzi. La compagnia allargherà ora il suo impegno agendo non solo finanziariamente ma anche sul piano dei contenuti, e aiuterà First Book a raggiungere comunità diverse, in particolare quelle dei bambini ispanici e delle loro famiglie.

LIBRI DI QUALITÀ, ABBORDABILI E CULTURALMENTE RILEVANTI – “Tutti i bambini meritano di avere a disposizione libri di alta qualità, a buon mercato e che siano culturalmente rilevanti per loro”, ha affermato Zimmer. “First Book ha già risolto due di questi problemi: la qualità dei contenuti e l’abbordabilità dei costi. Ora, con ‘The Stories for All Project’ stiamo cercando di risolvere anche il terzo problema”. Esprimendo il nostro sostegno per questa iniziativa, che avrà come effetto di allargare sempre più le basi della lettura, ponendo le fondamenta per un futuro più prospero per la cultura, i libri e le case editrici, suggeriamo che anche in Italia si pensino analoghi piani di intervento.

25 giugno 2013

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