Dall’America arriva un nuovo modo di promuovere i libri con la musica rock

Quale immagine ci viene in mente se pensiamo a una rockstar? Probabilmente grandi stadi pieni di persone che cantano, ballano, urlano e inneggiano alla band sul palco. A cosa pensiamo invece se immaginiamo uno scrittore? Quasi sicuramente, visualizzeremo una persona che lavora nella solitudine e nel silenzio della sua stanza...
Il giornalista americano Jon Mooallem, autore di “Wild Ones”, per promuovere il suo libro ha dato vita a un tour musicale insieme a una band rock, con cui mette in scena performance che sono un mix tra il teatro radiofonico, il musical e il concerto. Il risultato? A suo dire un successo. Di lui parla la rivista Mother Jones
 
MILANO – Quale immagine ci viene in mente se pensiamo a una rockstar? Probabilmente grandi stadi pieni di persone che cantano, ballano, urlano e inneggiano alla band sul palco. A cosa pensiamo invece se immaginiamo uno scrittore? Quasi sicuramente, visualizzeremo una persona che lavora nella solitudine e nel silenzio della sua stanza, per consegnare la sua opera a lettori altrettanto solitari e silenziosi. E l’idea di un tour di presentazione di un libro certo non evoca in noi scenari alla Woodstock, quanto quello di sbiaditi, composti e noiosi seminari. Un giornalista americano però ha voluto gettare all’aria tutti questi schemi. Per promuovere il suo libro, è partito in tour con la sua band, dando vita a una serie di performance a metà tra il teatro radiofonico e il concerto rock. Di lui ha parlato recentemente Thomas Stackpole in un articolo apparso su Mother Jones, rivista statunitense che si occupa di politica, ambiente e cultura. 
 
UN BOOK TOUR MUSICALE – È possibile che molti giornalisti, forse tutti, coltivino segretamente il sogno di essere delle rockstar, e che si illudano di non essere poi molto diversi da una rockstar. Ma Jon Mooallem, giornalista piuttosto eccentrico, collaboratore del New York Times ed ora anche autore del libro “Wild Ones”, ha fatto qualcosa di meglio: non si è limitato a sognare, ha dato vita a una band. Rovesciando il paradigma del classico tour di presentazione di un libro, in cui l’autore veste i panni del “solista”, affiancato di appuntamento in appuntamento da qualche giornalista o personalità che dialoga con lui, Mooallem è partito per un “book tour musicale” insieme ai Black Prairie, una band di Portland, che ha registrato un album “compagno” del libro. Il titolo è “Wild Ones: A Musical Score for the Things That You Might See in Your Head When You Reflect on Certain Characters and Incidents That You Read About in the Book” (ovvero “Wild Ones: una colonna sonora per le cose che potresti vedere nella tua testa quando pensi a certi personaggi ed eventi di cui si legge nel libro”).
 
LA PERFORMANCE – Il Wild Ones Live! Tour mette in scena la storia vera di William Temple Hornaday, un “eccentrico tassidermista che finisce per aiutare ad inventare l’ambientalismo moderno, come lo conosciamo oggi”. Mooallem legge e i Black Prairie eseguono l’accompagnamento musicale. L’effetto è quello che Chris Funk, musicista e co-fondatore della band, definisce un mix tra teatro radiofonico, opera, musical e concerto rock. “È un modo impressionistico di dare vita a un libro”, afferma Funk. 
IL LIBRO – “Wild Ones”, il libro, analizza il nostro rapporto con il mondo naturale, che è in continua evoluzione, e i nostri sforzi spesso titanici di preservare la natura e le sue specie. Ma alla fin fine riguarda di più noi che i nostri “cugini” animali.
 
COINVOLGIMENTO INTELLETTUALE ED EMOTIVO – “Quando ti occupi di qualcosa che senti profondamente tua, il coinvolgimento non è solo intellettuale, ma anche emotivo. Quando scrivi, allora, cerchi di creare un analogo coinvolgimento in chi legge”, spiega Mooallem. E grazie alla band dietro di lui, “è come parlare contemporaneamente all’emisfero destro e all’emisfero sinistro del cervello: mentre io racconto una storia, chi ascolta riceve tutta una serie di stimoli emozionali dalla musica”.
 
COME NASCE L’IDEA – Mooallem e Funk si conoscono dal 2003, anno in cui la band di Funk stava decollando. Questa però è la prima volta che uniscono le loro energie creative. “L’idea è nata per caso”, spiega Funk. Mentre scriveva il libro, Jon ascoltava spesso della musica, e gli sembrava quasi un accompagnamento naturale alle parole. Il caso volle che i Black Praire fossero proprio alla ricerca di un progetto di questo tipo, e da qui nasce la collaborazione.
 
L’ESPERIENZA DI POP-UP MAGAZINE – La sperimentazione e la contaminazione tra diversi media non è nuova al giornalista statunitense. Mooallem infatti collabora regolarmente con Pop-Up Magazine, un evento molto popolare a San Francisco in cui nel corso di una serata artisti, registi, giornalisti, fotografi e musicisti mettono in scena sul palco una rivista, che anziché essere consegnata alla lettura prende vita in una performance teatrale. “Penso che questa esperienza abbia allargato la mia idea di come si possa raccontare una storia su un palco”, afferma lui. 
 
COME A UN CONCERTO – Mooallem pensa che raccontare il libro con un concerto sia una modalità di comunicazione efficace, che potrebbe essere usata più spesso. “Quando abbiamo iniziato il tour le persone non sapevano cosa aspettarsi”, dice. “Poi però, una volta lì, gli spettatori smettono di farsi domande e lo spettacolo inizia a funzionare. Non si preoccupano di capire – ci sarà tempo dopo per riflettere ed elaborare le emozioni – ma si lasciano semplicemente trasportare da ciò che accade sul palco: è come se fossero a un concerto, c’è la stessa eccitazione”. 
 
LE TAPPE DEL TOUR – Il Wild Ones Live! toccherà Chicagom, Philly, New York, Boston e Washington. Non è che ora il giornalista pensi di rivoluzionare le regole del mercato librario, ma è convinto che comunque questa esperienza sarà un’avventura entusiasmante. Dopo tutto, si domanda, “perché non si dovrebbe poter parlare di libri divertendosi?” 
 
18 settembre 2013
 
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