I 6 lettori da evitare

Dal classicista al tuttologo, ecco le sei tipologie di lettori da cui stare alla larga

Leggere un buon libro è sempre piacevole. Ma ognuno, si sa, ha i propri gusti letterari. Chi adora i classici, chi legge solo thriller mozzafiato, chi preferisce le storie d'amore e chi, invece, vola con la fantasia grazie ad un fantasy....

Il classicista, il tuttologo, il devoto. Questi sono solo alcuni dei profili dei lettori da cui è meglio stare alla larga. A volte, la passione comune per i libri e la letteratura, non ci salva da persone forse un po’ troppo convinte….Come riconoscerli? Ecco la lista dell’Huffington Post

MILANO –  Leggere un buon libro è sempre piacevole. Ma ognuno, si sa, ha i propri gusti letterari. Chi adora i classici, chi legge solo thriller mozzafiato, chi preferisce le storie d’amore e chi, invece, vola con la fantasia grazie ad un fantasy. Isomma, come si dice, il mondo è bello perchè è vario. Ma se foste tutti invitati allo stesso club del libro, che succederebbe? Siete proprio sicuri che l’amore condiviso per i libri può davvero mettervi tutti d’accordo? Forse no, forse per alcuni la passione del libro ha superato il limite di sopportazione. ‘Leggo solo opere di grandi autori classici’, oppure ‘Se non c’è il fim, non prendo neanche il libro’. L’Huffington Post ha stilato la lista dei 6 lettori da cui è meglio stare alla larga. Sicuri che voi non ne fate parte?

 

IL CLASSICISTA –   Questa particolare tipologia di lettore è in realtà una persona molto intelligente cui piace dare mostra di sé sfoggiando tutta la sua conoscenza su autori quali Shakespeare, Dante, Leopardi. In un primo momento, queste particolari creature possono sembrare dei nostalgici, elementi piuttosto rari nella popolazione dei lettori. Fino a quando non ti dicono che non leggerebbero mai quello che è stato scritto dopo il XIX secolo, perché tutto quello che è stato scritto nei secoli successivi non è degno di essere annoverato come opera letteraria. Certo, perché scrittori del calibro di Hemingway, Calvino e Joyce altro non erano che degli scribacchini intenti ad arrotondare lo stipendio. Se approfondiamo meglio il profilo di questo lettore, si evince che ha un profondo disgusto per tutta quella letteratura che a suo modesto parere non rappresenta l’uomo e la società di oggi.

 

L’UMANISTA –  Quale profonda gioia può dare lo studio della letteratura come formazione universitaria. Studiare per diventare un lettore professionista: sembra quasi un sogno e lo dico a ragion veduta, poiché io stessa ho una laurea in letteratura. Tuttavia, questo non fa di me la massima autorità in ambito letterario e non vuol dire assolutamente che detengo le chiavi del sapere. Inoltre, sebbene una laurea in letteratura fornisca una buona base di conoscenza dei classici e non solo, questo non mi autorizza ad usare un tono saccente ogniqualvolta sono coinvolta in una discussione letteraria. Di solito questo tipo di lettore è quel genere di persona che se ne sta appartato in un angolo, senza dare particolare mostra di sé, finché non si arriva a parlare di libri e allora… gioca la carta del “Dottore in lettere”, come se questo potesse attribuire maggior autorevolezza alla sua opinione. Nota bene:  l’abito non fa il monaco!

 

LA LETTRICE DI ‘CHICK LIT’ (letteralmente: letteratura per pollastrelle) –  Si tratta di quei lettori che non amano particolarmente le letture impegnate, e ad un classico o ad un saggio preferiscono Twilight o 50 sfumature…Se questa tipologia di libro merita oppure no, non è certo questa la sede per discuterne. Quel che è certo però è che questo genere di lettore è sicuramente il più accanito a difendere le proprie opinioni. Ebbene sì, sono libri popolari. E sicuramente c’è una ragione, ma il problema con questo particolare lettore è che non sa come contenere l’entusiasmo! Forse questi libri hanno il potere di gettare un incantesimo sui loro lettori che li rende schiavi di questo genere di letture; ma quando accanitamente si ostinano ad affermare che non esiste niente di meglio dell’ultimo libro di Moccia, la domanda sorge spontanea: ma hai mai letto altro?

 

IL TUTTOLOGO –  Siete seduti con un gruppo di amici, quando qualcuno comincia a parlare di un libro. ‘Sì, l’ho letto, non male ma certamente non è tra i miei preferiti.’ La conversazione si sposta su un altro libro, poi un altro, e un altro ancora e sempre la stessa persona conferma di averlo letto, dice se gli è piaciuto o meno, ma non si prolunga nella descrizione e non fornisce ulteriori dettagli.  Le scelte sono due: o non è un lettore e mente oppure ha davvero letto tutto… strano, certo, ma può succedere! Cos’è allora che particolarmente ci irrita di questo lettore? E’ che quando si prova ad interrogarlo per arrivare alle radici della sua opinione, cambia argomento dicendo che ormai l’ha letto troppo tempo fa e non ricorda.

Viene voglia di mettergli un libro in mano tanto per verificare se davvero sa leggere. Il tuttologo è quel tipo di persona che crede sia facile impressionare gli altri. Per chi non ha mai avuto a che fare con uno di loro, si tratta di persone che sembrano ben preparate su qualsiasi genere gli si proponga… ma come è possibile leggere libri di mille pagine e dimenticarne i tratti salienti? Ah, già, l’hai letto molto tempo fa. Ora capisco.

 

IL CINEASTA –  I film sono meravigliosi, e ci sono stati dei libri adattati ai film che hanno riscosso un certo successo. Ma questo vi esonera dal leggere il libro?  Secondo il cineasta, sì. E se gli chiedi se ha letto Il Giovane Holden la risposta è altrettanto scontata: aspetta che esca il film.

Il cineasta agisce in questo modo: dopo aver visto il film, sostiene che aveva pianificato da tempo di leggere il libro dal quale è stato tratto, ed ora che senso ha leggerlo se sa già come va a finire?

 

IL DEVOTO –  Quanti libri siete soliti leggere in un anno? Le statistiche dimostrano che il lettore medio legge almeno un libro al mese. Se poi qualcuno riesce a leggerne addirittura due, è davvero ammirevole! Ma c’è anche chi è devotamente fedele ad un unico libro. E quando questo lettore tipo vi chiede se l’avete mai letto, e voi onestamente rispondete che non ne avete mai sentito parlare, allora il commento che ne seguirà sarà il seguente: “Non l’hai mai letto? E vuoi definirti un lettore?”  Questo perché secondo il devoto non sei veramente un lettore finché non leggi quel determinato libro. Sembra quasi che il lettore abbia tratto un tale gaudio da quell’opera che è come se ora fosse parte integrante della sua anima. Nulla di male, direte voi; ma la cosa più fastidiosa è che tu come lettore sarai giudicato sulla base di quell’unico libro. E anche se provi a cambiare argomento, proponendo un titolo diverso, quello che farà questo lettore sarà riportarvi immediatamente sul libro al quale lui è devoto. In pratica non avete scampo!

 

Eleonora Ferrante

23 giugno 2014

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