Crisi ucraina, l’appello dello scrittore Giacomo Scarpelli contro la guerra

Si terrà domenica il referendum sulla secessione della Crimea dall'Ucraina e la situazione internazionale appare sempre più delicata. Mentre la Russia prosegue le sue manovre militari sul confine, l'Ucraina...

Lo scrittore, sceneggiatore e storico della filosofia unisce la sua voce al nostro appello contro qualsiasi risoluzione violenta della crisi

MILANO – Si terrà domenica il referendum sulla secessione della Crimea dall’Ucraina e la situazione internazionale appare sempre più delicata. Mentre la Russia prosegue le sue manovre militari sul confine, l’Ucraina risponde con la creazione della Guardia Nazionale contro le aggressioni esterne e interne. Gli Stati Uniti, attraverso la voce di John Kerry, e la Ue hanno minacciato misure contro la Russia che verranno attuate lunedì.

Mentre la situazione si fa sempre più tesa, non possiamo che rinnovare il nostro richiamo alla pace, il nostro no a qualsiasi risoluzione violenta della crisi. All’appello di Valerio Massimo Manfredi, che si è unito al nostro no alla guerra, si aggiunge anche la voce di Giacomo Scarpelli, storico della filosofia, scrittore e sceneggiatore italiano, figlio di Furio Scarpelli che insieme ad Agenore Incrocci firmò tanti grandi film italiani (tra i suoi ultimi libri, ricordiamo “Estella e Jim nella meravigliosa Isola del Tesoro” e “Opopomoz”). “L’unica forza che direi bisogna usare è proprio questa: impedire l’impiego della forza, in un paese, che sono due ma che farebbe bene a restare unito, come l’Ucraina e la Crimea, che hanno un glorioso passato letterario, artistico, musicale (non solo Sebastopoli, ma Odessa!). La convivenza pacifica è ciò che bisogna auspicare, perché è proprio dalla convivenza e dalla fusione sociale e di lingue che si produce e riproduce la cultura.”

14 marzo 2014

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