L'autore torna alla psicanalisi delle origini nel suo nuovo romanzo

Corrado Augias, ”La letteratura è lo specchio e l’anima della nostra società cosi come lo sono l’Alitalia e la Fiat”

Dopo quindici anni Corrado Augias torna al romanzo con Il lato oscuro del cuore, pubblicato da Einaudi nella collana Supercoralli e presentato a Pordenonelegge...

PORDENONE – Dopo quindici anni Corrado Augias torna al romanzo con Il lato oscuro del cuore, pubblicato da Einaudi nella collana Supercoralli e presentato a  Pordenonelegge. “ Clara, la protagonista del libro  – spiega l’autore in conferenza stampa  – studia storia della psicanalisi, si interessa a Charcot, Freud, Jung.  La medicina, nella seconda metà dell’Ottocento, non era molto diversa dalla stregoneria e un po’ alla volta si emancipa fino a diventare una scienza. In particolare, per quel che riguarda la cosiddetta isteria le credenze erano ancora più arretrate: la radice della parola si ricollega a utero, organo che si credeva addirittura fluttuante nel corpo”.

 

PERCHÉ IL ROMANZO – Tutto questo poteva naturalmente essere oggetto di un saggio, come molti altri pubblicati sull’argomento. “ Ma – dice Augias- volevo ricostruire il clima di quel momento in forma narrativa, forma che consente di aggiungere delle cose e di creare particolari atmosfere  e soprattutto affrontarlo da un punto di vista femminile, la psicanalisi, infatti,  nasce sostanzialmente con un caso di isteria ovvero Bertha Pappenheim più nota come Anna O; fu la celebre paziente di Josef Breuer trattata mediante ipnosi per diversi sintomi dell’isteria finché del caso non si interessò Freud e da tale interesse derivò un importante stimolo per la nascente psicoanalisi. Divenne quindi celebre per essere stata la prima persona ad essere trattata per l’isteria con la tecnica della talking cure e l’uso del lettino, che divenne poi il simbolo della stessa psicoanalisi”

 

UNA ROMA “ SFILACCIATA” – Clara studio tutto questo in una Roma più o meno contemporanea, “ sfilacciata e torbida” , la definisce Augias e si addentra anche nella lettura di Schnitzler, scoprendo che la letteratura sa addentrarsi ancora più profondamente della medicina nei lati oscuri del cuore. La sera, seduta in cucina, rimane sveglia fino a tardi ad analizzare i casi delle ‘grandi isteriche’ e le cronache del rapporto con i medici che le ebbero in cura.  In quei momenti sospesi, il piccolo appartamento in cui vive con il padre, il fratello e la nonna sembra spalancarsi in un abisso notturno, capace di riportarla indietro nel tempo e trascinarla nelle profondità di queste grandi narrazioni. Perché questo sono, prima di tutto: storie di vita, di corpi e di amori; ossessioni e incomprensioni, guarigioni e scacchi. Storie di donne. Tutt’a un tratto, improvvisamente la vita vera spazzerà via, con la sua forza e i suoi spigoli, gli anni di isolamento e di studio solitario e Clara si troverà alle prese con una vicenda misteriosa e ambigua, un omicidio che affonda le radici in un vortice di sentimenti incandescenti, di violenza e di colpa. Nel territorio violato delle periferie di oggi l’attende l’incontro con Mirella, una di quelle donne sopraffatte che per lei sono sempre state soltanto personaggi da studiare sui libri: scoprirà per la prima volta l’emozione e la paura di ascoltare, lei per prima, un cuore che si schiude, e che esige da lei una risposta.

 

LA FUNZIONE DELLA PSICANALISI – Augias non rivela ovviamente la conclusione e  si sofferma sul ruolo della psicanalisi. “ Non è propriamente una scienza come la definirebbe Popper nel senso che non ha a che fare con fenomeni verificabili e ripetibili, ma è una cura dell’anima. Qualcuno l’ha paragonata all’istituto cattolico della confessione ed io sono d’accordo. Aggiungerei anche il rapporto che si determina tra paziente e medico è un po’ quello che si viene a creare tra pittore e modella: in entrambi i casi la tensione è altissima”.

 

LO STATO DELLA NOSTRA LETTERATURA – L’ultima battuta è sulla letteratura italiana contemporanea che è – chiude Augias – “lo specchio e l’anima della nostra società cosi come lo sono l’Alitalia e la Fiat. Il vantaggio dei letterati però è che possono fare uso di una lingua gloriosa ed inesauribile, nonostante il saccheggio dei social media che io trovo detestabili”.

 

Alessandra Pavan

21 settembre 2014

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