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Con il nuovo romanzo di Paolo Di Paolo torna d’attualità la questione del Premio Strega sulle pagine di cultura dei quotidiani

Uno sfogo fuori tempo. Questa l’affermazione di Paolo Di Paolo in merito alle dichiarazioni polemiche di Emmanuele Trevi sul Premio Strega, nel quale lo stesso Di Paolo figura tra i finalisti. Parole che trovano spazio su quasi tutte le pagine di cultura dei quotidiani di oggi...

Spazio anche al ritorno in libreria dello scrittore francese Michel Houellebecq con la sua nuova raccolta di poesie

RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANA – Uno sfogo fuori tempo. Questa l’affermazione di Paolo Di Paolo in merito alle dichiarazioni polemiche di Emmanuele Trevi sul Premio Strega, nel quale lo stesso Di Paolo figura tra i finalisti. Parole che trovano spazio su quasi tutte le pagine di cultura dei quotidiani di oggi. Spazio anche al ritorno in libreria dello scrittore francese Michel Houellebecq con una raccolta di poesie dal titolo “Configuration du dernier rivage”.

IL FINALISTA DELLO STREGA – Sul Messaggero, ampio risalto all’uscita di “Mandami tanta vita”, il romanzo di Paolo Di Paolo da oggi in libreria. In lizza per la prossima edizione del Premio Strega, il libro narra la storia del giovane Moraldo che tra Torino e Parigi negli anni Venti insegue il suo amato scrittore Piero Gobetti. “Un racconto sulla corsa vorace del tempo, sull’amore per la scrittura, sull’illusione di un’età senza fine”. Sia Messaggero che La Stampa riprendono le dichiarazioni rilasciate all’Ansa dello stesso Paolo Di Paolo sul caso Strega e sulla polemica sollevata da Emmanuele Trevi. “Uno sfogo fuori sincrono quello di Trevi. Per chi vota dal ’94 c’era tutto il tempo di argomentare, non l’avrei fatto l’anno dopo la mancata vittoria”

GEOPOLITICA BESTSELLER E DUPLICITA’ DI UN’OPERA – Su Repubblica, Raffaella De Santis nell’articolo “Geopolitica del Bestseller” fa notare come, nonostante casi editoriali globali come quello delle “50 sfumature” e “Il seggio vacante” della Rowling, la top ten dei singoli paesi non siano tutte uguali. Se i generi che dominano i primi posti sono uguali, a cambiare sono le diverse opere, capaci di dare ad ogni paese il “proprio colore”. Su La Stampa, Abraham Yehoshua presenta il suo ultimo romanzo “La scena perduta”, nel quale ha cercato di dare espressione alle due forze presenti in un’opera letteraria: la capacità inventiva, che conferisce originalità ad un’opera, e la forza costruttiva e organizzativa, che impone una struttura ed un ordine logico. Da questa analisi sulla duplicità di un’opera emerge secondo Yehoshua come il suo significato possa essere talvolta sfuggente all’autore stesso, mentre risulta essere più chiara e completa ad un lettore attento, che la vede dall’esterno e “può forse comprenderne meglio le sfumature”.

IL RITORNO DI HOUELLEBECQ – Sulle diverse pagine di cultura appare la notizia del ritorno nelle librerie il prossimo 17 aprile dello scrittore francese Michel Houellebecq con una raccolta di poesie dal titolo “Configuration du dernier rivage” (Configurazione dell’ultima riva). Alla sua quinta raccolta di poesie, l’autore francese all’interno delle 90 pagine divise in cinque sezioni tocca temi personali quali il sesso, l’amore e il passato. Repubbica cita quanto riportato da Le Figaro, secondo i quali “l’opera sarebbe una sorta di testamento, con l’autore che sembra voglia dire addio al mondo”.

SCRITTORE IN CATTEDRA – Su Il Giornale, Fabrizio Ottaviani analizza la nuova moda di scrivere romanzi e saggi ironici e sarcastici che prendono di mira il mondo della scuola. Il giornalista cita i casi più famosi, come Ex Cathedra di Starnone e Io speriamo che me la cavo di Marcello D’Orta, ed i più recenti, come Pronti a tutte le partenze di Marco Balzano e Per sempre carnivori di Cosimo Argentina. All’interno dell’articolo, emblematiche le parole di Roberto Sandrucci, autore de La scuola sotto il genere della commedia, secondo il quale prendere in giro la scuola può avere dei risvolti negativi nel medio e lungo periodo.

 

20 marzo 2013

 

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