Come riscoprire il rapporto con la natura attraverso l’arte e la letteratura

Riscoprire l'amore per la Terra con una poesia e non soltanto con la raccolta differenziata dei rifiuti, con la lettura dei grandi scrittori della tradizione green e non soltanto coltivando biologicamente, nel piacere di scoprirsi legati a storie differenti...

In occasione della giornata mondiale dell’ambiente, Duccio Demetrio, autore del libro ‘Green Autobiography‘, ci spiega in cosa consiste la letteratura green ed in che modo l’ arte, la letteratura, la poesia, la scrittura più semplice e autentica possono diventare momento di una nuova educazione ambientale.

MILANO – Riscoprire l’amore per la Terra con una poesia e non soltanto con la raccolta differenziata dei rifiuti, con la lettura dei grandi scrittori della tradizione green e non soltanto coltivando biologicamente, nel piacere di scoprirsi legati a storie differenti, attraversate da una universalità che può unirci. E’ questo il segreto per riscoprire il valore della natura per l’uomo secondo Duccio Demetrio, autore del libro ‘Green Autobiography‘. Docente e direttore scientifico della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, da lui fondata con Saverio Tutino nel 1998, in occasione della giornata mondiale dell’ambiente l’autore ci spiega in cosa consiste la letteratura green ed in che modo l’ arte, la letteratura, la poesia, la scrittura più semplice e autentica possono diventare momento di una nuova educazione ambientale.

Cos’è la letteratura green?

Si tratta di un genere letterario per la verità antichissimo. I suoi esordi sono rintraccaibili nei testi biblici, nella lirica greca, nei poemi omerici, in opere importanti della latinità e del medioevo. Spesso si tratta di scritti episodici e frammentari, in altri casi ( come in Ovidio e in Virgilio ) cessano di essere gli sfondi descrittivi di paesaggi naturali, di animali, piante, acque o cieli e entrano a far parte della narrazione tanto quanto i protagonisti umani. Per altro non ci fu poeta del passato che non abbia attinto alla natura i motivi della sua ispirazione, che non abbia cantato la bellezza dell’ amato o dell’amata paragonandola agli elementi naturalistici. Diciamo quindi che esisste una letteratura green ante-litteram ( precedente l’ età moderna) e una letteratura analoga che si diffuse con l’ illuminismo e il romanticismo. Inoltre l’ aggettivo green ben si adatta al genere perchè la sua fondazione a noi più vicina si ebbe nei paesi anglofoni, soprattutto nel continente nordamericano. Tale movimento letterario, in concomitanza con non poche manifestazioni nordeuropee, coincise anche con la diffusione della letteratura autobiografica.

 
Qual è il legame che unisce l’uomo con la natura? E’ di questo e non solo di cui parla il suo Green Autobiography, ce ne vuole parlare?

Il legame è originario, ciascuno di noi appartiene alla natura, è soggetto alle sue leggi di nascita, sviluppo e morte. Per questo offenderla equivale a danneggiare noi stessi; depredarla è privarci di risorse non solo materiali, bensì offendere responsabilità morali che non abbiamo soltanto verso il prossimo della nostra specie, ma di tutte le specie. Sì il mio nuovo libro, che riprende alcune tesi del mio precedente ‘La religiosità della terra‘ ( ed Cortina) del 2013, vuole mostrare al lettore che la natura è parte costitutiva dei nostri ricordi, del passato, del presente e del futuro. Tutti possiedono una loro storia green, anzi un filo verde che è stato determinante nelle nostre scelte di vita, nella nostra maturazione civile oltre che personale. E’ sovente in base a questa storia, più o meno ricca di esperienze a contatto con la natura, che si disegna il nostro destino ecologista, che  insorge in noi, come noto nel mio saggio, di ricostruire  e scrivere la propria green autobiografia. E’ anche un gesto di ringraziamento per quanto dobbiamo alla natura, per quanto ci ha insegnato sia ad amarla che a temerla, a mitigare le nostre tentazioni ad usarla più che volte ad ammirarla.

 

Quali sono gli esempi più celebri di rapporto uomo-natura in ambito letterario ed artistico?
Come già accennato sono antichi e innumerevoli: ma per chi volesse leggere ( chissà per poi imitarne lo stile di scrittura) gli autori e le autrici più significative che hanno rappresentato una svolta nella letteratura dovrà rivolgersi a figure di preromantici e di romantici prima di tutto: a J.J. Rousseau, a W. Goethe, a H. Thoreau,  a E. Dickinson, a J. London, a P. Loti… Come trascurare Lepoardi, Nievo, Pascoli, Cena, Deledda, Serao? Tra i poeti più vicini a noi? Campana, Pavese, Bertolucci, Montale, Pasolini, Merini, per menzionare gli italiani più celebri. Ma come racconto nel libro la green autobiografia ci fa scoprire diaristi, scalatori, navigatori, contadini i cui nomi sono sconosciuti. Eppure con la loro arte spesso semplice e spontanea senza pretese letterarie ci consentono di ricostruire immagini di luoghi oggi perduti, culture del lavoro contadino di cui nulla è rimasto, incontri con animali oggi scomparsi. 

 

Quali sono le regole da seguire da parte di una persona per riscoprire il rapporto con la natura?

Più che di una regola direi che occorre avvertirne il richiamo profondo, interiore, ancestrale (questione evocata dal sottotitolo del libro). Il rapporto con la natura è inevitabile, non calpestiamo la terra forse (ma se la calpestiamo soltanto con i pneumatici nulla possiamo cogliere di questo rapporto originario)? Non ci nutriamo di natura ad ogni pie sospinto, non respiriamo, non annusiamo, non vediamo ad ogni istante qualcosa che sia vivente e non umano? Questo rapporto c’è, esiste. Però possiamo non vederlo anche quando facciamo sport per lo sport e non per contemplare quanto sta sotto i nostri occhi, che magari guardiamo e senza saper ammirare, nella contemplazione e nella lentezza. Scrivere è un atto meditativo, un riconoscimento dovuto alla natura: occorre però abbandonare i soliti itenerari, avere il coraggio e il piacere di addentrarsi in un bosco anche da soli, saper andare a cercare il silenzio per scoprire che diventiamo noi i narratori delle voci che la natura ci offre, con i suoi linguaggi misteriosi

 

Oggi è la giornata mondiale dell’ambiente. Cosa deve fare l’uomo in suo favore per far sì che le azioni individuali diventino una forza collettiva, generando così un impatto positivo esponenziale sul pianeta?

Più volte nel mio libro auspico che l’ arte, la letteratura, la poesia, la scrittura più semplice e autentica, passano diventare momento di una nuova educazione ambientale. Il pianeta si custodisce, possiamo difenderlo meglio se interiormente siamo dispositi a guardarci dentro, a riscoprire che le nostre radici sono nella natura e non nella plastificazione della vita. Una mutazione antropologica ci sta minacciando, è la perdita di questi contatti che sono culturali e non solo nturali. Si può quindi iniziare per elevare questa consapevolezza a tenere un diario, a scrivere, come anch’ io ho fatto nel saggio mettendomi in gioco, le prime esperienze a contatto con le fonti più diverse di quell’ altro da noi che in verità già ci possiede, ci abita, dal quale vogliano fuggire. Convinti che l’ umano possa esistere senza tutte le altre dimensioni non umane che però ci fanno esistere. Non siamo padroni del cosmo, ne siamo una parte certamente pensante e narrante. Ebbene allora che ciascuno aiuti la terra anche con una poesia e non soltanto con la raccolta differenziata dei rifiuti; con la lettura dei grandi scrittori della tradizione green e non soltanto coltivando biologicamente; con la organizzazione di momenti collettivi dedicati alle green autobiografie nel piacere di scoprirsi legati a storie differenti, attraversate da una universalità che può unirci. 

 

5 giugno 2015
 
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