Books On Air

”Come Dio Comanda”, un sussguirsi di colpi di scena con la scrittura capillare di Ammaniti

Ammaniti e io non abbiamo incrociato spesso i nostri cammini. Lo guardavo negli scaffali delle librerie, sul comodino di qualche amica. Poi, dopo aver letto 'Io non ho paura' in età adolescenziale, ho deciso di buttarmi di nuovo su di lui...

Ammaniti e io non abbiamo incrociato spesso i nostri cammini. Lo guardavo negli scaffali delle librerie, sul comodino di qualche amica. Poi, dopo aver letto ‘Io non ho paura‘ in età adolescenziale, ho deciso di buttarmi di nuovo su di lui. Due euro al mercatino dell’usato. Quelli meglio investiti dopo aver comprato City autografato da Baricco a solo un euro in più.

 

Come Dio Comanda parla di Cristiano, un ragazzo delle scuole medie imbranato, goffo e timido. Alle sue spalle non c’è nessuna madre ad insegnargli l’approccio al mondo femminile , solamente un padre alcolizzato, violento e con una personalissima idea di educazione.

I destini di Cristiano, suo padre, i suoi due storici amici e due ragazzini stanno per intrecciarsi in una maniera che neanche il più fantasioso dei burattinai avrebbe mai immaginato.

 

Un colpo di scena dopo  l’altro, ogni capitolo insegue il successivo lasciando il lettore con il fiato letteralmente sospeso, scorrendo le pagine velocissime. Ogni personaggio ha il proprio punto di vista e noi gli entriamo fin dentro le ossa, sentiamo pulsare le viscere. Anche le nostre, perchè Ammaniti ha una scrittura capillare, entra dentro e non esce facilmente. Una continua sensazione di magone e ansia mi ha attanagliato durante la lettura. Per poi alla fine scoprire che il giudizio universale, la provvidenza, separa sempre i cattivi dei buoni. E bene o male un lieto fine, dopo tutta questa crudeltà, amarezza e sangue, molto sangue, c’è. Ma che fatica, quanta sofferenza per arrivarci.

 

Francesca Marchesani

 
23 giugno 2015
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti