Bookcity Milano 2016

Claudio Magris, “Lo scrittore, prima di essere un pescatore, è un pesce nel mare”

In "Istantanee", l'ultimo libro di Magris, non c'è niente di inventato. Qui racconta quelle scene, quegli episodi, che l'hanno costretto a fermarsi
Claudio Magris, "Lo scrittore, prima di essere un pescatore, è un pesce nel mare"

MILANO – Alcune giornate possono sembrarci tutte uguali, capita che non le distinguiamo le une dalle altre, ancor più a distanza di qualche giorno. Eppure ognuna ha una sua originalità, anzi, ogni ora sa essere speciale, seppur a suo modo. Com’è normale, non ce ne accorgiamo. Facciamo fatica a mettere a fuoco la bellezza, la stranezza, l’incredibilità di alcuni momenti. Per fortuna ci sono scrittori come Claudio Magris, che quei momenti sanno inquadrarli e restiturli a noi lettori con l’immediatezza di un’istantanea.

LA SEMPLICITA’ DI UN’IMMAGINE – In “Istantanee” (La Nave di Teseo), l’ultimo libro di Magris, non c’è niente di inventato. Questi brani di poche pagine l’uno sono scritti con una lingua asciutta, una sintassi semplice, sempre al tempo presente. Il commento, che sia dell’autore o del personaggio, è contenuto nell’immagine stessa. Come ha raccontato l’autore a Bookcity, alla Sala Viscontea del Castello Sforzesco, “un fotografo cerca la prospettiva, va a caccia di immagini, mentre io non sono andato a caccia di niente: le prede mi sono cadute addosso, in spiaggia come per le strade di Trieste”. Nel libro, l’autore racconta quelle scene, quegli episodi, che l’hanno costretto a fermarsi, spingendo noi a guardare il mondo con la medesima attenzione.

L’UTILITA’ DELL’IRONIA – “Ciò che colpisce di Claudio Magris è che non fa mai lo scrittore, che in lui l’uomo e lo scrittore non si distinguono – ha detto Luca Doninelli, che con Magris ha dialogato a Bookcity – sa ritrarre la nostra irrequietezza con uno sguardo umano”. Per poter far ciò, è fondamentale fare un buon uso dell’ironia, “che ci insegna  il senso della piccolezza e della relatività, ci ricorda che siamo solo delle comparse, in questo mondo, e che come lo siamo noi lo sono anche gli altri”. E questa consapevolezza va accompagnata sempre da una risata, “perché poche cose uniscono come ridere insieme”.

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