L'intervista

Clara Sanchez, “Sono stati i miei personaggi a tornare a raccontarmi le loro avventure”

Uscito in anteprima mondiale in Italia, "Lo stupore di una notte di luce", è il nuovo libro di Clara Sànchez e si preannuncia un grande successo. Abbiamo intervistato la scrittrice
Clara Sanchez, "i miei personaggi avevano bisogno di tornare in vita."

MILANO – Lunedì è uscito in anteprima mondiale il nuovo romanzo di Clara Sanchez, “Lo stupore di una notte di luce”, l’attesissimo seguito de “Il profumo delle foglie di limone”. Abbiamo incontrato l’autrice  per parlare del suo nuovo libro e lei, gentile e disponibile, ci ha raccontato di come i suoi viaggi in giro per il mondo abbiano ispirato la sua scrittura, degli amori impossibili che animano il suo nuovo romanzo, ma sopratutto dell’esigenza di continuare una storia lasciata in sospeso perché ” Sono stati i personaggi stessi ad esprimermi  il loro bisogno di tornare a raccontarmi le loro avventure.”

Pur essendo questo libro un seguito, quali sono gli elementi che caratterizzano questo romanzo dal precedente?

I lettori ritroveranno i protagonisti del profumo, Sandra e Juliàn, ma incontreranno anche degli altri personaggi che costituiranno un elemento di sorpresa per chi ha seguito la storia fin dal suo inizio. In questo libro, si riprenderanno molti conflitti sentimentali lasciati in sospeso nel libro precedente, e che non erano stati  approfonditi come avrei voluto, come il rapporto tra Sandra ed il suo ex marito Santi. Ci troveremo di fronte ad una rete di amori impossibili: quello di Sandra per Alberto, e quello di Lucy, un nuovo personaggio di cui mi è piaciuto molto scrivere, per Santi.Ogni personaggio desidera una persona ma è come se si trovassero in dimensioni parallele e non riuscissero mai ad incrociarsi davvero. Inoltre, sui protagonisti incombe una minaccia esterna che arriva dal passato e permetterà a questi sentimenti di amplificarsi  in ogni loro espressione.

Parlando di Sandra, la protagonista femminile del suo romanzo, lei com’è cambiata? 

Sandra si è trasformata dalla ragazza spaventata che era, e che ne “Il profumo delle foglie di limone”  ha scoperto il lato oscuro della vita, all’essere una donna, che mette al secondo posto le proprie frustrazione per occuparsi di suo figlio e degli altri.

E lei da quando ha scritto “Il profumo delle foglie di limone” si sente cambiata come scrittrice?

Penso di essere maturata. Questo romanzo mi ha fatto riflettere sulla vendetta, il tradimento, la paura di perdere ciò a cui teniamo di più e sul bisogno di essere amati da qualcuno.

I suoi lettori attendevano con ansia l’uscita di questo nuovo romanzo. Lei, invece, come ha vissuto questa attesa? Aveva in qualche modo paura di deludere le loro aspettative oppure sapere che tante persone stavano aspettando questo libro l’ha aiutata nella scrittura? 

Io non ho mai vissuto l’ansia dell’attesa perchè questo romanzo è arrivato nel momento in cui ho sentito con chiarezza il bisogno di mettere su carta la continuazione di questa storia. Sono stati i personaggi stessi ad esprimermi  il  bisogno di tornare a raccontarmi le loro avventure.  Inoltre i cambiamenti sociali che stanno avvenendo nella realtà che ci circonda mi hanno spinto a continuare questo racconto da dove l’avevo lasciato, l’attualità ha bussato alla mia porta e mi ha suggerito di scrivere questa storia. La necessità di creare tutto ciò non mi ha lasciato il tempo di sentirmi in ansia per le aspettative dei miei lettori, ma io ho amato scrivere questo libro e mi auguro con tutto il mio cuore che a loro piacerà leggerlo.

 

Un tema presente nel suo libro precedente ma anche ne “Lo stupore di una notte di luce” è quello del passato che ritorna e sconvolge le vite dei protagonisti. Pensa che tutti debbano sempre fare i conti con il proprio passato?

Io penso che i nostri gesti definiscono quello che saremo. Le nostre azioni non solo ci definiscono e ci  proiettano anche in un certo tipo di futuro. Per quanto alcuni raccomandino di vivere il presente senza soffermarci troppo su quello che è stato,  il passato ci accompagna ed è una parte di noi, ce l’abbiamo dentro la pelle.

 

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