Cibi da leggere

Cibi da leggere, i piatti più famosi dei romanzi

Anche nei romanzi i personaggi mangiano. E molto spesso quei piatti diventano condizione necessaria per l'umanizzazione dei personaggi dei romanzi
Cibi da leggere, i piatti più famosi dei romanzi

MILANO – Il cibo, croce e delizia della vita di tutti i giorni, è uno degli oggetti più rappresentati. Nella storia dell’arte vi sono un’infinità di quadri che rappresentano l’atto del mangiare, nature morte e piatti succulenti. Ed, ovviamente, l’arte non è l’unica che eccede in queste rappresentazioni.
Nella letteratura, infatti, il rapporto è, molto spesso, evidente e si fa, allo stesso tempo, molto complesso e articolato, assumendo sfumature particolari che ci offrono differenti punti di riflessioni. Ed, inoltre, è proprio con l’atto del mangiare che morti personaggi subiscono una sorta di vera e propria concretezza.
Ecco di seguito alcuni dei piatti più famosi consumati dai nostri eroi letterari.

“Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll

“Hanno un po’ di vino” disse la lepre marzolina in tono incoraggiante. Alice si guardò intorno al tavolo, ma non c’era nulla su di esso, nemmeno il tè.

“Il giardino segreto” di Frances Hodgson Burnett

Le uova al forno furono una leccornia ancora sconosciuta e le patate arrosto calde con burro e sale parvero un manicaretto degno di un re, oltre a riempire magnificamente lo stomaco.

“Il giovane Holden” di J.D. Salinger

Quando sono fuori da qualche parte, di solito, mangio un panino al formaggio svizzero e un latte al malto. Non è molto, ma si ottengono un sacco di vitamine dal latte al malto.

“Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald

I tavoli del buffet, guarniti da scintillanti capolavori, erano stipati di prosciutti affumicati e speziati, insalate dai variopinti colori e rustici di maiale, trasformati come per magia in oro cupo.

“Moby Dick” di Herman Melville

Essendo il nostro appetito pungolato dal gelido viaggio e Queequeg in particolare trovandosi davanti il suo pesce preferito, nonché essendo quella zuppa una meraviglia senza pari, la facemmo fuori con grande rapidità.

“Le metamorfosi” di Frank Kafka

Verdura quasi marcia, ossa avanzate la sera prima rivestite di salsa bianca rappresa, uva passa, mandorle, formaggio che Gregor due giorni prima aveva dichiarato immangiabile, un pane secco, un pezzo di pane imburrato col sale e un altro senza sale.

“Il buio oltre la siepe” di Harper Lee

“Dio del cielo, Cal” – disse, fissando il vassoio della colazione – “Che cosa è tutta questa roba?” Calpurnia disse: “Il papà di Tom Robinson le ha mandato questo pollo stamattina presto. E io l’ho cucinato.” “Digli che sono orgoglioso di accettarlo: scommetto che nemmeno alla Casa Bianca mangiano pollo a colazione”.

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