Chiude la libreria Guida di Napoli, un altro gioiello della nostra cultura in frantumi

il mondo delle librerie registra in Italia un'altra grave perdita. Napoli tra un mese e mezzo resterà orfana di una grande istituzione culturale cittadina: la libreria Guida di Port’Alba chiuderà i battenti...
Dopo 95 anni di attività, a marzo è stato dichiarato il fallimento: la storica libreria di Port’Alba chiuderà a dicembre
MILANO – Il mondo delle librerie registra in Italia un’altra grave perdita. Napoli tra un mese e mezzo resterà orfana di una grande istituzione culturale cittadina: la libreria Guida di Port’Alba chiuderà i battenti.
LA STORIA DELLA LIBRERIA – Aperta da Alfredo Guida, la libreria è stato un centro fondamentale di cultura per la città per quasi cent’anni – 95 per l’esatezza. Nella sua Saletta Rossa si tenevano incontri, letture, convegni, con personalità di primo piano nel panorama internazionale della letteratura, come Umberto Eco, Edoardo Sanguineti, Pier Paolo Pasolini. La libreria ha da sempre vantato nomi illustri tra i suoi assidui frequentatori: Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti non mancavano mai di farvi visita quando si trovavano a Napoli e il grande filosofo Benedetto Croce la considerava la sua libreria di fiducia. Vi approdarono anche la scrittrice, giornalista e traduttrice Fernanda Pivano, grande conoscitrice della letteratura beat, e Allen Ginsberg, uno dei più grandi rappresentanti di quel movimento. Tutti i cittadini vi entravano almeno una volta all’anno – per comprare i libri scolastici in autunno – e numerosi erano gli affezionati che tornavano ogni settimana per acquistare almeno due o tre libri. Persino il presidente Giorgio Napolitano, quando è stato eletto la prima volta, è andato a rendere omaggio alla libreria. 
IL FALLIMENTO – Come può essere che un patrimonio del genere scompaia? I fratelli Mario e Giuseppe Guida, gli attuali titolari, erano a capo di un piccolo impero che comprendeva diverse librerie e anche una casa editrice. Per salvare la libreria Guida Merliani al Vomero nel 2007 avevano dovuto chiedere un prestito di 4 milioni di euro alla banca, dando come garanzia il proprio patrimonio immobiliare. Con la crisi del settore degli immobili, il valore di quest’ultimo è però crollato da 8 milioni a 3,5 milioni, e per giunta la libreria al Vomero è comunque fallita. Le banche hanno richiesto la copertura di tutti i debiti, pari a 4 milioni, ma una cifra simile non è certo facile da reperire. La libreria di Port’Alba ha così dichiarato il fallimento a marzo. A complicare la situazione c’è il vincolo sulla libreria del ministero dei Beni Culturali, che rende più difficile la vendita e scoraggia chi magari acquisterebbe l’immobile per riconvertirlo. Per ora dunque la libreria resta aperta nella storica sede, ma ai fratelli Guida è già stato intimato lo sfratto. 
IL SOSTEGNO DEI CITTADINI – Come dichiarato da Giuseppe Guida, l’obiettivo è ottenere una proroga di almeno sei mesi per trovare una sede nuova e poter ripartire con una nuova società, la Librinonsolo. A sostegno dei fratelli Guida e della loro libreria sono sorte varie petizioni on line, tra cui quella sul sito Firmiamo.it, ed è stato creato un evento su Facebook contro la chiusura – entrambe iniziative di Gennaro Capodanno, Presidente Comitato Valori collinari. Sempre su facebook, tutti i cittadini stanno manifestando il loro sostegno ai fratelli Guida, postando sulla pagina della libreria frasi per esprimere il loro affetto e la loro gratitudine. Intanto si spera nell’aiuto delle istituzioni, e in particolare del ministro della Cultura Massimo Bray, che dal canto suo ha fatto appello al nuovo decreto Valore Cultura secondo cui “i Comuni possono individuare, sentito il soprintendente, le attività tradizionali nei centri storici per forme di salvaguardia”.
UNA CRISI GENERALE DELLA LETTURA – Nonostante queste manifestazioni di solidarietà, il timore resta che sia in atto, al di là di tutte queste crisi particolari, una crisi generale che investe il settore della lettura. Come ha detto Giuseppe Guida, le persone fanno fatica a provvedere alle spese sui generi di prima necessità, e i libri scendono nella scala delle priorità, tanto che anche con politiche di prezzo molto vantaggiose per i clienti non hanno dato i risultati sperati. Anche gli altri librai di Port’Alba sono in sofferenza e temono che la chiusura delle libreria Guida inneschi una reazione a catena. Insomma, questa è un’ulteriore brutta ferita a un Paese dove la cultura annaspa, tanto più grave in quanto a essere colpito è ancora una volta il Sud Italia, che come denunciato dai giornali si sta “desertificando”.  
18 ottobre 2013
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