Chiude la libreria Feltrinelli di Roma, la storia si trasferisce in periferia

Un punto di riferimento per scrittori da 49 anni, uno spazio aperto alle sperimentazioni, abbandona la sua storica sede nel cuore di Roma per trasferirsi in periferia. Parliamo della Libreria Feltrinelli di via del Babuino, vicino piazza del Popolo...
Costretta a cambiare sede un’altra storica libreria italiana. Dalla libreria Utopia di Milano alla Flaccovio di Palermo, il trend non sembra arrestarsi
MILANO – Un punto di riferimento per scrittori da 49 anni, uno spazio aperto alle sperimentazioni, abbandona la sua storica sede nel cuore di Roma per trasferirsi in periferia. Parliamo della Libreria Feltrinelli di via del Babuino, vicino piazza del Popolo, la quarta libreria aperta in Italia, la prima a Roma, da Ginagiacomo Feltrinelli.
 
LA NASCITA – Sul Corriere della Sera Inge Feltrinelli spiega come è nata la libreria romana. “Dopo una serata del Premio Strega, io e Giangiacomo passeggiavamo in via Veneto e lui mi mostrò la libreria Einaudi dicendomi: "Bella, ma durerà poco. Voglio realizzare una cosa diversa e voglio farla in via del Babuino". Allora era una strada piena di polverosi antiquari dove non ti sarebbe mai venuto in mente di realizzare una libreria, ma Giangiacomo la voleva lì e con il miglior libraio d’Italia. Chiamò Carlo Conticelli della Le Monnier di Firenze e gli propose di trasferirsi a Roma”.
 
PUNTO DI RIFERIMENTO – La libreria di via Babuino in breve tempo era diventato un punto di riferimento, dove le diverse arti si mescolavano. Al suo interno, si sono succeduti presenze importanti come Federico Fellini, Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Elsa Morante, che in quegli anni viveva con Alberto Moravia nella vicina via dell’Oca, Gabriel García Márquez, Günter Grass, poeti come Nanni Balestrini e i pittori di via Margutta. 
 
LA CRISI DEL SETTORE – La scelta di trasferire la libreria è figlia della trasformazione di una zona, tra le più care di Roma, oggi dedita soprattutto ad un turismo di alta fascia, dove gli artisti emergenti non trovano più spazio. Una decisione che si aggiunge alle difficoltà dell’azienda, che ha dovuto adottare da qualche mese i contratti di solidarietà per i suoi dipendenti. In tempi recenti, abbiamo analizzato lo stato delle librerie italiane, molte delle quali, soprattutto storiche, sono costrete a riorganizzarsi, trasferirsi, o addirittura chiudere l’attività. Un trend che, purtroppo, non sembra arrestarsi.
26 luglio 2013
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