Nuova riedizione del libro scritto nel 2003 dall'autrice

Chiara Gamberale, ”La mia totale assenza di legami con gli oggetti è patologica quanto il mio attaccamento alle persone”

'Come posso fare a leggere Arrivano i pagliacci? E' l'unico fra i tuoi libri che non si riesce più a trovare in libreria' ha chiesto un lettore a Chiara Gamberale durante una sua presentazione...

‘Arrivano i pagliacci’ uscì nel 2003 per Bompiani e per questa riedizione per Mondadori la Gamberale ha rimesso mano al testo, alla storia di Allegra Lunare, e a tutti gli oggetti che raccontano la casa in cui ha vissuto per tutta la vita 

MILANO – ‘Come posso fare a leggere Arrivano i pagliacci? E’ l’unico fra i tuoi libri che non si riesce più a trovare in libreria’ ha chiesto un lettore a Chiara Gamberale durante una sua presentazione. Così l’autrice ha pensato di riproporre questo romanzo – nucleo generativo importantissimo nel suo percorso – revisionato dall’autrice. ‘Arrivano i pagliacci’ uscì nel 2003 per Bompiani e per questa riedizione per Mondadori la Gamberale ha rimesso mano al testo, alla storia di Allegra Lunare, e a tutti gli oggetti che raccontano la casa in cui ha vissuto per tutta la vita. Un coro di personaggi buffi e allo stesso tempo malinconici. Un romanzo magico. Una scrittura lieve e potente.

Come mai l’idea di riprendere questo libro già uscito nel 2003?
‘Arrivano i pagliacci’ è uno dei due romanzi, fra i nove che ho scritto, a cui sono più legata. Ha avuto, a suo tempo, una vita breve e negli anni sempre più lettori, alle presentazioni, mi domandavano:- Vorrei tantissimo leggere ‘Arrivano i pagliacci’, ma non lo riesco a trovare…-. Così, con la casa editrice, abbiamo deciso di restituirlo a nuova vita. E’ stata un’operazione per me emozionante e rivelatoria come un anno di psicoanalisi.

Quali sono le differenze nella trama rispetto alla sua versione precedente?
Ho limato parole, aggiunto pagine: ma sempre rispettando la 23enne che ero, aiutandola a esprimere meglio quello che sentiva. Nella trama c’è solo una differenza, ma fondamentale, legata ai nuovi inquilini che affitteranno la casa di Allegra Lunare, la protagonista…E’ proprio a loro che Allegra si rivolge per raccontare, attraverso le stanze della casa che è costretta a lasciare, la storia degli strappi della sua famiglia allargata.

Come è cambiata Chiara Gamberale, sia come donna che come scrittrice, in questi 11 anni?
Proprio lavorando a questo libro mi sono resa conto che le mie ossessioni di oggi sono le stesse di ieri. Sono ancora tragicamente spaventata dagli abbandoni. Ancora più incline a immaginare la vita piuttosto che a viverla: proprio come Allegra. Per quanto riguarda la Chiara scrittrice, con ‘Arrivano i pagliacci’, dopo due romanzi tradizionali dal punto stilistico, come ‘Una vita sottile‘ e ‘Color lucciola‘, ho cominciato a sperimentare e a cercare quel modo di esprimermi che solo ne ‘Le luci nelle case degli altri‘ sento di avere trovato.

Ogni angolo della casa, ogni mobile, ogni fotografia, racconta una tappa della vita della protagonista e della sua famiglia. C’è un oggetto anche nella tua vita a cui sei particolarmente legata e che rimanda ad un ricordo o aneddoto preciso?
La mia totale assenza di legami con gli oggetti è patologica quanto il mio attaccamento alle persone, credo e temo. Ma sono visceralmente legata a una casa: quella dove sono nata, cresciuta e dove sono tornata ad abitare con mio marito. Ora mi sono trasferita, ma ‘casa’ resta lì. E la casa di Allegra Lunare è identica a quella in tutto e per tutto, parete per parete.  

Sei al lavoro su un nuovo libro? Di cosa parlerà?
 Sto lavorando a un libro a quattro mani con Massimo Gramellini. E’un romanzo epistolare, in cui io metto a disposizione il mio vizio di fare domande, lui il suo talento nel dare risposte. E’ un dialogo fra cielo e terra, fra istinto e sentimento.

10 settembre 2014

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