LIBRI - I due autori protagonisti a Bookcity

Chiara Gamberale e Massimo Gramellini, dialogo tra una donna in crisi e il suo angelo custode

Come è possibile curare le ferite di un cuore infranto? Ascoltando il proprio angelo custode, che in realtà ci assomiglia più di quanto possiamo immaginare. Dal dialogo tra una donna in crisi...

MILANO – Come è possibile curare le ferite di un cuore infranto? Ascoltando il proprio angelo custode, che in realtà ci assomiglia più di quanto possiamo immaginare. Dal dialogo tra una donna in crisi perché lasciata dal marito ed il suo angelo custode nasce il libro “Avrò cura di te”, il romanzo a quattro mani che ben coniuga la capacità di Massimo Gramellini di dare risposte e il talento di Chiara Gamberale nel sollevare dubbi. I due autori sono stati protagonisti di Bookcity nell’incontro tenutosi al Teatro Franco Parenti.

LA CONSAPEVOLEZZA – L’incontro inizia con la lettura del primo capitolo del libro da parte dei due protagonisti, e prosegue con i due autori che ripercorrono il dialogo commovente da cui è nato il libro, interpretando i rispettivi personaggi: Chiara Gamberale è Gioconda, detta Giò, Massimo Gramellini è il suo angelo custode. “E’ difficile volersi bene senza farsi del male – esordisce Gramellini – Volersi bene “aiuta”, costringe ad una maggiore frequentazione e quindi aumenta le occasioni di farsi del male”. Il vice direttore de La Stampa non rinuncia ad intrattenere il pubblico con la brillante ironia che lo contraddistingue: “Sei troppo vittimista Giò, te  l’ho detto per 250 pagine. Se tu cominci ad affrontare la vita, pensando che tutto ciò che succede ha un senso, intanto sei più consapevole. Noi tutti siamo addormentati, viviamo in uno stato di sonno finché non diventiamo finalmente consapevoli”.

EMOZIONI E PENSIERI – Giò è una persona investita dalle sue emozioni, poi quando esse le danno tregua passa ai pensieri. “Molti confondono le emozioni con i sentimenti – afferma Gramellini – A 20 anni è normale che tu voglia vivere il maggior numero delle emozioni. Nel corpo umano c’è un unico punto dove si collegano i sentimenti con le emozioni. Quando si raggiunge questo punto della propria interiorità, si inizia a sentire. Siamo tutti figli della frase “sbagliata” di Cartesio: “Cogito, ergo sum”. Quando tu pensi, dormi, non sei. Quando smetti di pensare e liberi la mente da ogni pensiero, cominci a sentire le emozioni. E’ la stessa differenza tra una storia d’amore breve e intensa ed una storia d’amore che dura per l’eternità”.

L’EQUILIBRIO – Gli esseri umani di questo libro impareranno a “sentire” nel corso della storia di Giò. Ci sono tanti amori in  questo libro: sembrano tutti personaggi capaci di trovarsi attraverso un’emozione e poco capaci di mantenerle. L’unica coppia che sembra poter durare è non ufficiale, “clandestina”. Perché? “Perché sono in equilibrio – risponde l’angelo Gramellini – L’equilibrio non è n concetto morale o moralista: ogni storia d’amore è come un ballo: devi fare gli stessi passi dell’atro, e se tu per equilibrare mancanza di un passo del tuo partner ne fai due, gli pesti un piede. L’amore è una danza delicatissima. Non importa quale sia la base.

L’AMORE PERFETTO – Come è nato questo libro a quattro mani? “Massimo non sapeva mai quello che avrebbe ricevuto, e viceversa – Sottolinea Chiara Gamberale – Siamo veramente diventati “loro”, immedesimandoci con i pensieri e le emozioni dei personaggi”.  Durante l’incontro, i due autori hanno ripercorso lo scambio intenso e commovente da cui è nato il libro: un dialogo serrato e divertente per arrivare a comprendere che l’amore più duraturo è spesso il più improbabile. E che ci si mette in gioco davvero solo quando si rinuncia ad inseguire l’amore perfetto.

17 novembre 2014

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