Carmine Abate, ”Per incentivare la lettura occorre puntare su biblioteche e scuole”

Biblioteche e scuole rapresentano un incentivo a far leggere di più i ragazzi. Ad affermarlo lo scrittore ed insegnante Carmine Abate, autore de ''La collina del vento'' (Mondadori) e vincitore del premio selezione Campiello, premio che si aggiudica l’autore che ha ricevuto più voti all’interno della cinquina selezionata per la finale, che si terrà il prossimo 1° settembre...

L’autore finalista al Campiello spiega come nascono le sue opere e racconta come si dovrebbe promuovere la lettura

MILANO – Biblioteche e scuole rappresentano un incentivo a far leggere di più i ragazzi. Ad affermarlo lo scrittore ed insegnante Carmine Abate, autore de “La collina del vento” (Mondadori) e vincitore del premio selezione Campiello, premio che si aggiudica l’autore che ha ricevuto più voti all’interno della cinquina selezionata per la finale, che si terrà  il prossimo 1° settembre. Lo scrittore calabrese, nato a Carfizzi ed emigrato da giovane ad Amburgo, prima di trasferirsi in Trentino, spiega la nascita del suo libro e, da insegnante, racconta perchè sceglie di portare i ragazzi ogni settimana in biblioteca, per svolgere un’ora di lezione nel luogo definito “magico”.

Da cosa nasce l’idea del suo libro?
Ne “La collina del vento” ho cercato di raccontare il ‘900 italiano attraverso 4 generazioni di una famiglia calabrese molto coraggiosa. Si raccontano le storie di tutti i protagonisti, comprese quelle d’amore. Oltre ai personaggi in carne ed ossa, ce n’è uno che ha anche un’anima, la collina del Rossarco, a cui manca solo la parola, data dal vento, che soffiando tramanda questa storia. Una famiglia coraggiosa, perché riesce a sopravvivere ai soprusi del fascismo e della ‘ndrangheta.

La crisi economica e il clima attuale incidono sulla scrittura dei suoi libri, sulla scelta degli argomenti?
La situazione odierna non influenza la mia scrittura. Io parto sempre da un’immagine iniziale, dove ci sono tutti i fili della storia che cerco d’intrecciare. Il presente entra in tutte le storie, ma compito della lettura a mio parere è anche quello di recuperare ciò che ci ha fatto diventare quello che siamo adesso, quindi recuperare la memoria, non in maniera nostalgica, ma per decifrare meglio il presente. La scrittura deve essere una luce che deve illuminare il presente. I problemi di oggi entrano in ogni storia che funziona.

 

In Italia si legge poco. I premi letterari bastano per promuovere la lettura? Cosa servirebbe?
Occorre puntare sulle biblioteche e sulle scuole. Come insegnante, ho sempre portato i ragazzi ogni settimana in biblioteca, facendo un’ora di lezione in questo luogo magico. Iniziative come queste rappresentano un incentivo a far leggere di più i ragazzi.

Qual è il segreto per scrivere un libro che unisca sia il consenso della critica sia quello dei lettori?
Intanto deve essere un libro scritto bene, quindi ci deve essere la giusta tensione nella scrittura. Occorre raccontare una storia che il lettore veda come urgente per l’autore. Quando questa necessità per la scrittura viene avvertita, allora diventa un libro che piace sia al critico, che non lo vede falso o costruito, sia al lettore.

 

26 luglio 2012

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