Ormai lo sappiamo, non servono dei giganti per vivere esperienze letterarie intense: Adelphi lo sa bene e con la sua collana “I piccoli Adelphi” ci regala spesso delle chicche, libri sotto le 100 pagine che possiamo leggere al mattino per un buongiorno col caffè in mano.
100 pagine di generi diversi per dire “Buongiorno”
Questi cinque libricini sono sì snelli e pronti a essere portati ovunque — al bar, sui mezzi, al parco — ma dimostrano come la brevità non significhi per forza leggerezza. Sono novelle intense, libri che possono essere letti in una mattinata, ma che restano nella mente per giorni, come una canzone che non esce più dalla testa.
Siete pronti per conoscerli?
“Nel fiore degli anni” di S.Y. Agnon
Agnon ci introduce in una casa silenziosa e carica di mistero dove al centro c’è Lea, una donna giovane ma già consumata dalla malattia, chiusa nella sua stanza con un cofanetto di scritti che custodiscono un segreto. Il marito, devoto fino all’annullamento, vive per lei, mentre Tirza, narratrice e figlia, assiste e racconta con sguardo poetico ciò che la circonda.
Una novella che è un enigma, un piccolo libro che è anche romanzo familiare e che avvolge la vita di una famiglia intera: un uomo, un epitafio, dei legami che non si spiegano del tutto.
Con una prosa delicata, Agnon costruisce la storia di una tragedia familiare sussurrata, dove il non detto ha più peso delle parole.
Breve come un buongiorno detto al bar, ma capace di scuotere e di lasciare un’inquietudine che accompagna per tutta la giornata.
“La casa ideale di Robert Louis Stevenson” di Tullio Pericoli
Un libro che è insieme arte visiva e letteratura, un buongiorno detto di sfuggita.
Tullio Pericoli immagina e disegna la casa ideale di Stevenson, trasformando il progetto in una sorta di film di carta, fatto di bianco e nero e di fotogrammi che sono al tempo stesso immagini e parole. È un’opera sospesa tra sogno e architettura, che non si limita a rendere omaggio all’autore de “L’isola del tesoro”, ma interroga ogni lettore sul proprio desiderio di “casa perfetta”.
Tra le pagine troverete tavole e parole, fotogrammi di un cinema intimo e silenzioso: leggere questo piccolo libro significa lasciarsi guidare in un’esperienza sensoriale più che narrativa, in cui immaginazione e realtà si fondono velocemente.
“Con Borges” di Alberto Manguel
A soli sedici anni, Alberto Manguel si trovò davanti a un destino inatteso: leggere ad alta voce a Jorge Luis Borges, ormai cieco, ogni sera dopo il lavoro in una libreria di Buenos Aires. Da quelle letture nacque un rapporto straordinario, fatto di ironia, discussioni letterarie, passioni condivise e rivelazioni inattese.
Borges amava le epopee e i romanzi polizieschi, ma detestava Proust e Thomas Mann, e aveva un’ossessione per le enciclopedie e per le tigri…
In poche pagine, Manguel ci regala l’impressione vivida di essere stati ospiti nella casa di Borges, di averne ascoltato le risate e i silenzi. È un libro che parla di letteratura, certo, ma soprattutto della trasmissione intima che lega maestro e allievo, lettore e scrittore.
Una testimonianza preziosa che si legge come un diario confidenziale, un librino che vi darà l’impressione di aver detto “Buongiorno” proprio a Borges, come Manguel.
“Il fucile da caccia” di Inoue Yasushi
Pubblicato nel 1949, questo breve romanzo fu il sorprendente esordio di Yasushi Inoue. È una storia di passioni e menzogne raccontata attraverso la voce di tre donne legate a un solo uomo, un cacciatore la cui figura resta sospesa tra attrazione e segreto. Un gioco di rivelazioni epistolari svela, poco a poco, un intrigo amoroso di lunga durata, dove ciò che non viene detto è più eloquente di qualsiasi confessione.
Con uno stile elegante e misurato, Inoue restituisce il dramma privato di quattro vite legate da un filo sottilissimo, che vibra tra desiderio e dolore. In meno di cento pagine riesce a trasmettere l’intensità di un romanzo di ampio respiro, lasciando una sensazione di struggente malinconia, simile al buongiorno mai ricevuto e tanto atteso.
“Privacy. Il sogno americano: che ne è stato?” di William Faulkner
Pagine durissime, scritte nel 1955, quando Faulkner, esasperato dalla stampa americana, decise di rispondere alla violazione della sua vita privata. La riflessione parte da un caso personale e poi si allarga a un’intera società, mettendo in discussione il mito stesso del “sogno americano”.
Per Faulkner, il culto della privacy e al tempo stesso la sua violazione mediatica rappresentano il paradosso di una democrazia che divora i propri individui. Con la sua prosa monumentale, riesce a dare a un tema privato una dimensione universale. Un buongiorno ringhiato con rabbia, un libro attualissimo, che ci interroga ancora oggi su quanto siamo disposti a esporre sui social e quanto a difendere della nostra intimità.