E' la stampa, signori

Bruna Magi, ”Le donne stanno prendendo il sopravvento sugli uomini”

La giornalista di costume ripercorre la sua avventura giornalistica attraverso gli incontri con i più noti personaggi dello spettacolo e dell'editoria
Bruna Magi, ''Le donne stanno prendendo il sopravvento sugli uomini''

MILANO – Le donne hanno ottenuto il riconoscimento di ogni diritto sociale, possono fare le stesse cose degli uomini, anzi stanno addirittura prendendo il sopravvento anche nel privato. E’ questa l’opinione della giornalista e scrittrice Bruna Magi, autrice del libro “E’ la stampa, signori”. Giornalista di costume e critico cinematografico, Bruna Magi, savonese di nascita ma milanese di adozione, ripercorre in questo suo ultimo libro in maniera fresca e ironica la sua avventura giornalistica attraverso gli incontri con i più noti personaggi dello spettacolo e dell’editoria.

 

Partiamo dal titolo: perché hai voluto riprendere e reinterpretare la celebre citazione “E’ la stampa, bellezza” di Bogart tratta dal film “L’ultima minaccia”?
Il titolo di un libro viene concordato con l’editor. Avremmo voluto intitolare il mio “saggio con intarsi di narrativa” (in certi punti somiglia a un romanzo) semplicemente “E’ la stampa,bellezza”, poi abbiamo appurato che alcuni colleghi, tra i quali Giorgio Bocca, già in passato lo avevano usato per loro opere, e abbiamo deciso di trasformarlo ad uso dei tempi: da termine femmineo, forse vagamente spregiativo (esclamazione tipo pupa o bambola), ho deciso di rivolgermi agli uomini. Che in questo momento storico, post MeToo, sia pur con le loro pecche, hanno tutta la mia solidarietà. Suonerà paradossale, ma le donne ex vittime restano ancora le più furbe nella lotta di sopravvivenza fra i due sessi.

 

Nel libro vuoi dimostrare come oggi uomini e donne sono alla pari. Quali argomenti fornisci per tale tesi?

Nel senso che le donne (giustamente) hanno ottenuto il riconoscimento di ogni diritto sociale. Possono fare le stesse cose degli uomini. Anzi le donne stanno addirittura prendendo il sopravvento anche nel privato. Spesso è guerra al “maschio” per partito preso. Anche con l’appoggio giuridico. Ad esempio, sono centinaia i padri separati in difficoltà, sia per l’affido dei figli, sia per le imposizioni economiche di mantenimento che li riducono sul lastrico. Gettati in strada.

 

Nel libro ripercorri gli incontri con i più noti personaggi dello spettacolo, della politica e dell’editoria. Quale ti ha più colpito? Quale ha segnato la tua carriera?

Ogni incontro è stato una storia per me importante, si inserisce di anno in anno nei tasselli della mia vita. Perché ogni personaggio è incastonato in un contesto storico. Tutti raccontati controcorrente e con molta ironia. Ad esempio quest’anno fa cinquanta dallo sbarco sulla luna. E ricordo l’amicizia con Ruggero Orlando e la diatriba con Tito Stagno sull’allunaggio.  I primi anni ’80 furono quelli della presidenza Pertini, un uomo molto più difficile di quanto non abbia lasciato trapelare la furba immagine di nonno della patria. Un concittadino, sapevo tutto di lui anche per ragioni di famiglia. Andai in visita al Quirinale, per un’intervista e perché avrei voluto scrivere un libro su di lui. Lui mi depistò dal progetto e io cambiai idea (meglio), ricordo il suo intercalare (“Cara Magi, nevvero…”)  e  anche che dopo l’incontro con me doveva andare di corsa dal sarto, era vanitoso, molto attento al look, solo abiti su misura. Nell’ambito dell’avventura giornalistica, l’incontro che ha cambiato molto è stato quello con Vittorio Feltri, che già conoscevo da molti anni, ma non c’era mai stata occasione di una folgorazione professionale: solo con lui ho avuto piena libertà di scrittura, quella che inseguivo da una vita, basata soprattutto sull’ironia. Nella quale lui è un mago.

 

Ci racconti un aneddoto particolare, quasi inaspettato, legato ad uno dei personaggi intervistati?

La prima volta in cui andai ad intervistare Francesco Alberoni nel suo studio milanese: si era nascosto in un angolo dietro il portone, e, dopo averlo aperto, mi era balzato alle spalle facendo “cucù!”. Rimasi perplessa, ma attribuii la performance a un’espressione singolare della sua creatività. In fondo era il genio di “Innamoramento e amore”, tradotto in tutte le lingue del mondo. Un saggio epocale che proprio nel 2019 compie quarant’anni. E guarda caso, nelle riflessioni sulla vita, in chiusura del mio libro, c’è l’amore a tirare le conclusioni sulle ragioni di vivere, in questo nostro mondo così borderline.

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