Come realizzare una libreria di quartiere

Bookcrossing, le 5 regole per realizzare una libreria aperta a tutti

Ecco alcuni suggerimenti utili per realizzare librerie di quartiere e diventare un punto di riferimento per i lettori del vicinato

MILANO – Volumi lasciati su una panchina, in una vetrina, in treno, o in viaggio, ma non per caso. Da qualche tempo oramai, il fenomeno del bookcrossing è arrivato, con risultati alterni, anche in Italia, permettendo agli amanti dei libri di scambiarsi letture a costo zero. Abbiamo analizzato in un recente articolo come la moda del bookcrossing sia nata e si sia sviluppata nel mondo, con librerie create e pensate per ospitare libri che possono essere presi in prestito da chiunque si trovi a passare di lì, per essere poi restituiti. Quali sono i piccoli trucchi che permettono a una libreria di questo tipo, spesso creata da qualcuno inesperto di marketing, di avere successo e di diventare un punto di riferimento per i lettori del quartiere? Il sito Bookriot ce ne suggerisce cinque:

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1.    Controllate i libri inseriti negli scaffali. L’aiuto dei vostri vicini in un’impresa come questa è di essenziale importanza, per cui ogni libro che viene donato e inserito nella nostra piccola libreria libera è una manna dal cielo. Ma attenzione, perché le persone in realtà odiano separarsi dai propri libri preferiti, e questo può portarli a disfarsi solamente dei libri che ritengono inutili o che non gli sono piaciuti. È quindi indispensabile riuscire a tenere sempre sotto controllo i libri tra gli scaffali e, nel caso, selezionarne di migliori.

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2.    Ricordate che l’estetica è importante. A meno che un libro non sia particolarmente famoso, se la sua copertina o il suo aspetto in generale non sono belli finirà probabilmente con il languire per mesi nella nostra piccola libreria. Meglio preferirgli qualcosa dai colori brillanti, che attirerà più facilmente potenziali lettori. Altra nota: cercate di evitare le edizioni economiche. Non a tutti piacciono.

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3.    Aspettatevi di veder ricomprare i libri anche dopo mesi di assenza. Sebbene l’idea che soggiace ad una piccola libreria libera è che i libri vengano presi in prestito e poi restituiti, solitamente si dispera di rivederli. Falso: rimarrete sorpresi dall’alto quantitativo di libri che vedrete ricomparire sui vostri scaffali, anche se qualche mese dopo il previsto. È sempre bello vedere i libri che tornano al loro posto e per questo è importante incoraggiarne la restituzione. Come? Leggete il prossimo punto.

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4.    Lasciare spazio libero. A differenza dell’istinto che vi suggerirebbe, mentre costruite la vostra piccola libreria libera, di riempierne gli scaffali, è sempre meglio lasciare dello spazio vuoto in modo da incoraggiare i lettori a inserirvi un libro che vogliono condividere con gli altri. Lo stesso spazio è anche essenziale per permettere la restituzione dei libri presi in prestito, che altrimenti non si saprebbe dove infilare. Infine, per tornare al principio dell’estetica, una libreria troppo piena non ha un effetto invogliante sui lettori. Per cui, meglio privilegiare la qualità piuttosto che la quantità.

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5.    Cambiare i libri spesso e volentieri. L’avvento di una piccola libreria libera causa la formazione di una fidata cerchia di persone che solitamente prende in prestito i vostri libri o ne inserisce di nuovi tra gli scaffali. Queste persone torneranno periodicamente per vedere cosa c’è di nuovo, e se dovessero trovare sempre gli stessi libri finiranno con lo stancarsi e non tornare più. A nessuno piace trovarsi davanti sempre e solo gli stessi libri: se riuscirete a farli ruotare, in maniera tale da offrire una scelta sempre nuova a chi passa dalla vostra libreria libera, le conferirete certamente un’aria più nuova e accattivante.

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