Bob Stein, ”Grazie alla rete, la lettura (ri)diventa social”

Internet ci dà la possibilità di recuperare una dimensione dell'esperienza che avevamo perso, quella della lettura insieme agli altri. È su questo aspetto che, nella sua riflessione sull'editoria digitale, Bob Stein pone l'accento...

Il fondatore dell’Insitute for the Future of the Book e della compagnia SocialBook Inc., protagonista questa mattina di uno degli appuntamenti di IfBookThen a Milano, ci parla di come cambia l’esperienza della lettura con i nuovi media

MILANO – Internet ci dà la possibilità di recuperare una dimensione dell’esperienza che avevamo perso, quella della lettura insieme agli altri. È su questo aspetto che, nella sua riflessione sull’editoria digitale, Bob Stein pone l’accento. Fondatore dell’Institute for the Future of the Book e, nel 2010, della società SocialBook Inc., che gestisce una piattaforma di lettura che consente agli utenti di interagire con i testi e tra loro, Stein è uno degli ospiti che hanno parlato questa mattina a If Book Then. Con la sua attività, Stein è sicuramente uno dei protagonisti di quella che Marco Ferrario ha definito la “generazione post-Amazon”, uno degli innovatori che stanno esplorando le nuove modalità del racconto e della lettura rese possibili dal digitale e dal web.

Cos’è l’Institute for the Future of the Book? Ci può parlare della sua attività?
É un piccolo think & do tank nato per sperimentare nuove forme d’espressione e nuove esperienze di lettura. Il nostro primo esperimento è stato mettere un testo in un browser, con un margine interattivo dove i lettori potevano inserire i loro commenti e dialogare l’uno con l’altro. È stato un successo. La grande novità era che lo spazio per i commenti non si trovava in fondo al testo, come funziona nei blog, ma di fianco. Le considerazioni dei lettori condividevano lo stesso spazio del testo, erano sullo stesso livello, e questo faceva sì che chi scriveva si mostrasse più rispettoso. Non c’erano quei terribili commenti che di solito le persone fanno in rete, si creava anzi uno scambio molto corretto tra persone che neppure si conoscevano. Ne è nata una conversazione molto ricca, da cui sono emerse molte nuove idee.


Come si trasforma l’esperienza della lettura con i nuovi media digitali?

Ho fondato la nuova compagnia SocialBook con la consapevolezza che la lettura, quando si muove dal supporto della pagina scritta allo schermo, diventa un’esperienza sociale. La maggior parte di noi oggi non legge ad alta voce. Ma leggere da soli, in silenzio, è un’esperienza relativamente recente, che è diventata un’abitudine da un paio di secoli a questa parte. Ora che la lettura si sta spostando su internet, abbiamo la possibilità di recuperare un’esperienza che abbiamo perso. Possiamo tornare a leggere insieme ad altre persone, ma in modi nuovi, perché ora non dobbiamo più riunirci tutti nella stessa stanza  per fare un’esperienza di lettura condivisa. Possiamo far parte di gruppi di lettura insieme ad altri amici sparsi per tutto il mondo, con cui possiamo scambiare opinioni e idee senza nemmeno conoscerci di persona. Ci può essere così il senso di appartenenza a un gruppo senza le barriere imposte da distanze e confini.

 

19 marzo 2013

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti